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La Valle delle Cartiere una miniera di futuro
Un'epopea tra passato e presente

Trenta tornanti e si arriva al Museo, nella valle delle cartiere, una sorta di canyon, di West fresco sulla testa del lago più bello del mondo. Il Museo della Carta è stato individuato nell’ultimo edificio che ha resistito alla fine dell’epopea delle cartiere. Si è al passo consistente di un progetto che rianimerà di vita documentale e iconografica i capitoli di un’epopea di sette secoli, restituendola realmente e virtualmente. In campo c’è coscienza e passione, i danari dell’Europa e delle istituzioni italiane.

Intanto, al Museo della Carta, è nato e si è consolidato un percorso di alta dignità specialistica, in un fabbricato suggestivo. Dentro, la prima parte, dedicata alla memoria, raccoglie libri, carte, la locandina di un film girato negli anni Cinquanta nella Valle e un proiettore del 1930 che evoca le prime volte del cinema al paese.

Seguono le fotografie provenienti dalla collezione De Rossi e la pubblicazione celebrativa degli anni Venti. Compare la ruota in legno di un argano del Settecento. Nell’altra sala è spiegata la fabbricazione, le diverse fasi del ciclo produttivo della carta. Quindi si entra nella sala della Filigrana. Nello parte esterna sono presentate alcune macchine, una calandra satinatrice dei primi del Novecento, un cilindro olandese degli anni Trenta; un’epuratrice del 1920, una taglierina e una molazza utilizzata fino a pochi decenni fa per la triturazione della materia. Infine, una ruota ad acqua ricostruita secondo i criteri del 1700.

La Valle delle Cartiere è attiva fin dal 1400 sotto Venezia, nel 1800 assume caratteristiche industriali, nasce una strada, si collega il mondo del lago con il mondo della montagna e s’inietta un sangue nuovo nelle vene del codice toscolanese e madernese.

Grazie allo sfruttamento dell’energia elettrica, la produzione della carta avviene a lago e la valle incomincia a languire, nel Sessanta le ultime dismissioni.

Dopo un tempo di silenzio, negli anni Ottanta inizia il riscatto delle cartiere, il macinare della memoria su miliardi di miliardi di fatiche, di creazioni artistiche e produzioni rispettate.

La Cartiera dona la Valle al Comune di Toscolano Maderno, la Comunità montana promuove un «Piano di recupero e valorizzazione» e i volontari si mettono in pista. Nasce e cresce il «Gruppo Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano», soggetto centrale della riscossa della Valle delle Cartiere, oltre alle istituzioni pubbliche. La Cartiera a lago dà 400 posti di lavoro, la Valle delle Cartiere darà, ancora, la sua parte.


Tonino Zana

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