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Tornano sul lago i teleri di Andrea Celesti
Dopo il restauro del trittico della parrocchiale di Toscolano sono ancora molte le opere da risanare

Un altro piccolo, ma significativo passo. I tre grandi teleri di Andrea Celesti che ornano l’abside della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo riprenderanno presto la strada del lago.

Un ritorno a casa dopo i due anni di lontananza a seguito del puntuale ed appassionato intervento di restauro con il quale Gianmaria Casella, che ha studio in corso Cavour, a Brescia, ha restituito vita e colori ai dipinti del maestro veneziano che amò il lago tanto da trasferirne i mille splendidi colori sui teleri con i quali onorò la commissione affidatagli sul finire del Seicento dalla Compagnia del Santissimo Sacramento, composta dai notabili del paese.

Molto si è scritto e detto sull’opera del cavaliere veneziano, che fuggì dalla laguna per trovare rifugio sul Garda. Qualcuno lo volle fuggiasco a seguito di un affronto al doge Alvise Contarini per un ritratto incorniciato da un paio d’orecchie d’asino. Altri attribuirono l’esilio dalla Serenissima con un fatto di sangue in cui sarebbe stato implicato.

Di certo Andrea Celesti ha lasciato nella parrocchiale di Toscolano il suo testamento artistico. Un’opera monumentale che impreziosisce il tempio tanto da renderlo alla stregua di una galleria d’arte. Il tempo ha però inciso su quei colori rendendoli cupi, il fumo delle candele e l’umidità hanno fatto il resto. «Non grandi cose - dice Gianmaria Casella -. Solo una patina che abbiamo rimosso restituendo ai colori la loro vivacità originale».

Il risultato sarà presto sotto gli occhi di tutti. Infatti i tre grandi teleri che raffigurano il «Tibi dabo», ovvero la consegna delle chiavi a San Pietro (al centro) e la caduta di Simon Mago e il martirio dei Santi Pietro e Paolo (ai lati) si apprestano ad intraprendere la strada del ritorno. La data non è ancora fissata. Qualcuno avrebbe voluto per la ricorrenza di giugno dei Santi Patroni, ma probabilmente non sarà possibile. Più realistica la data di settembre, in coincidenza con le solenni celebrazioni quinquennali della Madonna del Benaco, patrona del Garda, in programma per l’8 del mese. Se non sarà possibile, tutto rimandato a dicembre.

Intanto nello studio di Gianmaria Casella, che eseguì più di una decina d’anni fa il primo restauro su altre sette tele del Celesti per circa 40 metri quadrati, sono già arrivate le cinque lunette, sempre opera del Celesti, che raffigurano i quattro Evangelisti e il Santissimo Sacramento. Saranno anch’esse restaurate, dopo l’intervento sul cornicione in legno e sugli affreschi della volta, dipinti da Stefano Orlandi sul tema dell’Esaltazione della Croce. Infine si dovrà mettere mano all’impianto di illuminazione, oggi carente, per rendere l’opera pienamente fruibile.

Al lavoro, è l’Associazione Andrea Celesti, costituita nel ’93 per iniziativa di un gruppo di amici tuttora impegnati per il restauro complessivo dell’opera del pittore veneziano nella parrocchiale di Toscolano. Mentre un mecenate, per ora anonimo, ha messo a disposizione i fondi per mettere mano al dipinto del Celesti che arricchisce la cappella di San Giuseppe, continua senza sosta la ricerca di fondi e di sponsor. Condizione indispensabile per proseguire nell’impresa.

Con il passare degli anni sono stati molti, compresi i parrocchiani, a contribuire. Ma resta molto da fare e le spese da affrontare sono ingenti. Il solo intervento sulla monumentale «Strage degli Innocenti» , che orna la controfacciata del tempio, richiederà, quando sarà giunta l’ora, un impegno rilevante.

L’auspicio, quindi, è che ci sia uno sforzo comune per arrivare ad un traguardo che non è poi così lontano. Tra non molto tutta l’opera del cavaliere veneziano potrebbe tornare a risplendere dei colori del grande lago.


Tonino Zana

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