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Toscolano Maderno, microclima mediterraneo a quattro ore da Monaco di Baviera
Ogni paese consistente del Garda è una capitale, una città - stato. È pretenzioso illustrare il lago in modo generale. Arrivi a Toscolano Maderno e ti insegnano subito che un conto è Toscolano e un conto è Maderno. Segue un’ora di controspiegazioni per negare il campanilismo. Il sindaco, Paolo Elena, traccia la distinzione economica: «Toscolano a vocazione industriale, Maderno turistica». Toscolano, storia di cartiere, di un lago che apre all’iniziazione nordica, clima tonico, montagne robuste, acqua pulita, coste avvistabili. Una strana idea di fiordo. Appena di qua Maderno, una strana idea di Mediterraneo.

A mediare e a unire le due anime del lago, la Mediterranea e la Nordica, Toscolano e Maderno, l’incombenza storica della valle, una certa antropologia montagnina della città stato Toscolano Maderno, la compartecipazione e il conflitto del lago e della montagna a contendersi la matrice e l’inizio della storia.

Il sindaco ci accompagna dal lungo lago alla vista vicina del monte Pizzoccolo, si immaginano le 7mila anime, si tocca la cartiera, autentica monoindustria del posto e della zona (più di 400 dipendenti), si misura ad occhio il rapporto tra la materia prima, tra l’oro dell’ambiente e la sua occupazione. Eterna partita tra economia e ecologia.

Il sindaco Elena sostiene un rapporto compatibile tra ecologia ed economia: «L’ambiente è il nostro bene permanente. Nessuno come il cittadino di Toscolano Maderno conosce la convenienza e il piacere di vivere in questa terra. È un privilegio da conquistare giorno dopo giorno, mettendo a confronto la grandezza della nostra terra e la mutevolezza dell’economia e dei bisogni».

Toscolano Maderno è prezioso. Un metro quadro di un certo livello può costare fino a 5mila euro. Il turismo prevalente è di tedeschi e olandesi. I tedeschi giungono a Toscolano Maderno in un colpo di vento. Dice il sindaco di Toscolano Maderno: «Da Monaco a Toscolano Maderno si arriva in meno di 4 ore. L’idea di Europa, da noi, è nata molto prima ed è stata vissuta subito. Coltiviamo la nostra identità e abbiamo ottimi rapporti con chi vive da noi».

Molti tedeschi, alcuni olandesi hanno la cittadinanza italiana, vivono a Toscolano Maderno, votano per il sindaco e Paolo Elena è convinto di essere il più amato dall’Europa che vota al paese suo.

Il turismo affronta la sfida della globalizzazione. Toscolano Maderno deve competere con i pacchetti dell’ultimo minuto, la moda dell’andare lontano, la voglia di girare il mondo. «Il nostro microclima - spiega il sindaco - è come il clima della riviera ligure. Offriamo arte e ambiente, ospitalità secolare. È indispensabile una presa di coscienza generale della sfida che ci sta davanti, ancora più qualità e una attenta politica dei prezzi. Poi c’è la questione delle infrastrutture...».

Lì davanti c’è la Gardesana, un budello di umidità e di spuntoni, di archi gotici e scuri. La montagna, dicono, ha un’anima fragile ed ogni tanto presenta il conto. Più preciso affermare che l’uomo ha una memoria corta e fa del male senza comprendere le conseguenze.

Le case, osservate dai giovani, adesso sono meno lontane. Alcune case in convenzione hanno costi accessibili. I servizi di ristorazione sono aumentati. Cinque alberghi sono stati messi a posto tra il 2003 e il 2005. La terra di Toscolano Maderno è grande 57 kmq, neppure il 10% è abitato, il futuro è davanti, basta trattare con le nuove regole del futuro.

«Toscolano Maderno è in palla - conclude Paolo Elena - pratica una ventina di sport, alpinismo, vela, calcio, tennis, golf, parapendio. Anche questo è un buon segnale. La ricreatività è sparsa su ogni metro del paese, parimenti amati il lago e la montagna. La vita dello sport ci dice che non ci manca niente e ci è stato donato un patrimonio da fruttare con intelligenza». Prevale il vento. Una strana idea di spinta. La straordinaria qualità dei Toscolanesi e dei Madernesi è di non essere andati via, di non aver dato retta a quella spinta che vagola sopra la montagna e dentro il lago. È duro "pendolare", più amaro andarsene.


Tonino Zana

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