Ascolta Radio Bresciasette
Radio Bresciasette
Ascolta Radio Bresciasette
Radio Classica Bresciana
TROVA IL MUSEO
Parole cercate
Comune
image
Una formazione di alto profilo per un mondo dell’arte in piena trasformazione.
Eventi
Tras.Formazione

Rassegna di scultura "Tras.Formazione" degli artisti Dadamaino, Manzù, Martini, Pomodoro, Lusetti, Schiele, Caffetto, Festa, Dangelo, Sciola, Soddu, Tiche, Berrocal, Cosentino, Bonetti, Franchi e De Jong. Per secoli la scultura ha adottato la figura umana, come oggetto della sua poetica. Nelle civiltà antiche e primitive il nudo femminile, con le sue forme morbide e tondeggianti, rappresentava la fertilità. La ricerca delle proporzioni dei canoni è il risultato di una osservazione ed esperienza che porta a fissare nell’arte le forme più tipiche incontrate in natura, riconducibili a certe costanti. Il "fine" , cogliere nel mondo circostante, gli elementi rindondanti e sicuri. Con l’arte rinascimentale l’attenzione si sposta sull’aspetto anatomico sulla sua deformazione, dall’armonia delle proporzioni, fino alla libera espressione della soggettività. La scultura moderna ritorna a più riprese ad utilizzare il canone, come anche nei contemporanei, le figure mitologiche e le potenzialità dei canoni e dei modelli diventano ancora una volta oggetto di studio, la risposta a quesiti strutturali.
Il ‘bello ideale greco’ viene ripreso da artisti concettuali. L’atteggiamento razionale di questi ultimi, dimostra un’attaccamento ai principi base della geometria astratta: il calcolo, la simmetria, la struttura, il modulo trovano la radice nella tradizione classica. Gli scultori astrattogeometrici hanno impostato i loro lavori sulla ricerca di rapporti plastico- spaziali, tra pieni e vuoto, positivo e negativo,concavo e convesso. I volumi sono progettati per vivere nello spazio delle varianti di luce e ombra. Ancora una volta è il ‘modulo’ a dettare la ricerca, il filo conduttore degli scultori minimalisti che riducono ulteriormente il rapporto tra volume e struttura, fino alla semplificazione assoluta,in forme semplici e primarie.

Fino al 27 gennaio dal giovedì a sabato con orari 16.30-19.30


DOVE: Brescia
QUANDO: 14-16 dicembre, 21-23 dicembre, 28-30 dicembre, 4-6 gennaio, 11-13 gennaio, 18-20 gennaio, 25-26 gennaio
"Scorci di un mondo scomparso"

Mostra "Scorci di un mondo scomparso - Opere di pittori russi". La mostra è visitabile fino al 21 gennaio,   dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19.30.


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 20-01-2018
"Brescia, l'arte del concreto. Pittori e scultori bresciani fra tradizione e nuove inquietudini"

Ultimo giorno della mostra "Brescia, l'arte del concreto. Pittori e scultori bresciani fra tradizione e nuove inquietudini". 

 L’esposizione riunisce quadri e sculture di 23 artisti bresciani, è curata dal critico Fausto Lorenzi e dallo studio Ri+.


DOVE: Brescia
QUANDO: 28 gennaio
Michele Lombardelli e Luca Scarabelli

Ultimo giorno della mostra degli artisti Michele Lombardelli e Luca Scarabelli a cura di Rossella Moratto. 

Così lontani e così vicini. Michele Lombardelli e Luca Scarabelli: lontani stilisticamente ma vicini nella comune attitudine alla lateralità, al discorso parziale e alla dissonanza, che sono anche le caratteristiche delle sperimentazioni musicali comuni come Untitled Noise.
Lombardelli si muove nell’ambito della pittura: le sue tele sono presenze enigmatiche tra astrazione e figurazione: le forme vengono ridotte all’osso, sintetizzate in linee che abitano i campi cromatici vibranti della sovrapposizione di toni sommessi. Sono l’alfabeto di un linguaggio possibile, in potenza, ma disinteressato a una compiuta formulazione. Scarabelli utilizza invece indifferentemente la pittura, il collage, l’assemblage: i suoi sono oggetti familiari ma allo stesso tempo estranei, presenze incongrue nel quotidiano senza scopo apparente, governate da una logica differente che sfocia nell’inaspettato.
Entrambi praticano l’esperienza del fallimento inteso come deviazione dal percorso tracciato e tradimento delle aspettative comuni: lavorano sul margine, procedendo per percorsi laterali. La regola è quella dell’errore che diventa apertura a territori inaspettati.

Michele Lombardelli (1968) è artista, musicista, editore. Il suo lavoro si caratterizza per una costante contaminazione tra pittura e linguaggi sonori all'interno di una poetica che tocca il non finito, l'irrisolto e l'obverso. È autore di importanti libri d'artista pubblicati ed esposti da istituzioni quali la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma; Casa del Mantegna, Mantova; Musée Cantonal Des Beaux Arts, Lausanne; Museo MA*GA, Gallarate; La Triennale, Milano. Tra queste pubblicazioni si ricordano: A voice comes to one in the dark, monografia edita Sputnik Edition, Bratislava nel 2010; Generale, progetto realizzato con Vincenzo Cabiati, Armin Linke, Amedeo Martegani, Luigi Presicce edito da A+M Bookstore nel 2011. Tra le mostre personali ricordiamo quelle presso la Sala delle Colonne, Corbetta, Milano; MOT International, Londra; AMT| Torri & Geminian, Milano; Bonelli Contemporary, Los Angeles; A+M bookstore, Milano; MAC Lissone. Hanno inoltre ospitato il suo lavoro: MAGA, Gallarate; Assab One, Milano; CeSAC, Caraglio; Chateau de Chillon, Montreaux; La Triennale, Milano. Con Untitled Noise è stato pubblicato il doppio LP da Die Schachtel.


DOVE: Brescia
QUANDO: 10 febbraio
"A big kiss, Karcsi"

Fino al 27 gennaio 2018, "A big kiss, Karcsi" omaggio a Hopp-Halász Károly a un anno dalla sua morte. Orari: da mercoledì a venerdì dalle 16 alle 19.30, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

A un anno dalla sua morte Geometrie Mobili, in collaborazione con l'amico e artista Franco Dagani, rende omaggio a Hopp-Halász Károly con l’esposizione A big kiss, Karcsi che presenta 26 tempere su carta di piccolo formato, mai esposte prima e realizzate dall’artista ungherese tra il 1968 e il 1989.
Halász Károly nasce nel 1946 a Paks, cittadina dell’Ungheria centrale situata a sud di Budapest, sulla sponda occidentale del Danubio. Conclusi gli studi alla Pécs Arts Grammar School, nel 1970 fonda insieme ad altri artisti della sua generazione il Pécs Workshop che per un decennio traccia un’importante traiettoria nell’avanguardia artistica ungherese. In questi stessi anni l’artista viaggia nell’Europa dell’Ovest, tra Colonia, Kassel, Amsterdam, Düsseldorf e Essen, sviluppando la fatale attrazione per la geometria scatenata nel 1968 dalla scoperta del quadrato magico nella famosa incisione Melancholia di A. Dürer. Da allora la geometria non lo ha mai abbandonato: guidato dall’idea che dietro ad ogni immagine si nasconda una relazione matematica che può essere descritta e visualizzata, Halász realizzerà un’infinità di nuovi quadrati magici, sostituendo ai numeri linee e forme geometriche elementari. La geometria diventa la forma strutturale visiva e mentale che organicamente genera e conduce tutto il suo lavoro. Attraverso le fasi optical, neo-geo, post-geometria, open-geometria, Halász giocherà con i diversi linguaggi: la pittura, la fotografia, la scultura e l’installazione, fino alla performance.
L’esposizione è completata da un’opera di grande formato della serie Open Geometry del 1997.
Nel 2000 Halász Károly, che per tutti gli amici era Karcsi (diminutivo di Károly, Carlo), diventa Hopp-Halász Károly aggiungendo il cognome della madre. Con questo nome, è oggi considerato uno tra i più importanti artisti ungheresi contemporanei. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni di tutta Europa e sono state esposte a Budapest, New York, Vienna, Colonia, Parigi.


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 26-01-2018
"Shoah: l'infanzia rubata"

Nell'ambito dell'iniziativa "La memoria dei Giusti la storia di Giorgio Perlasca - Soncino, Orzinuovi e Crema insieme per non dimenticare la Shoah" mostra "Shoah: l'infanzia rubata" realizzata dall'Associazione "Figli della Shoah" a cura dell'assessorato alla Cultura e dell'Ufficio cultura di Orzinuovi, aperta fino al 17 febbraio 2018.


DOVE: Orzinuovi
QUANDO: 3-16 febbraio
"Sine" vol. 2

Mostra "Sine" vol. 2 progetto di Nicola Mora. Orari: dalle 19 alle 24.  Con Giacomo Bissi, Candelaria Pirez, Valentina Goretti, Brian Bosio, Gianella Chumpitaz.

Sine apre delle finestre sul contemporaneo. Molteplici brevi eventi espositivi sostituiscono la classica mostra di medio e lungo periodo, questo per comunicare in maniera efficace con un pubblico abituato a fruire rapidamente i contenuti e affamato di continue
novità.


DOVE: Brescia
QUANDO: 20 gennaio
"La bellezza del sacro"

Ultimo giorno dell'esposizione "La bellezza del sacro", opere mai esposte dalle collezioni dei conti Luigi e Piero Lechi. 

Questa piccola mostra natalizia è l'occasione per una speciale ricognizione tra le opere a tema
religioso conservate nei depositi del Museo Lechi e non ancora esposte al pubblico, seppure
meritevoli di essere conosciute, talvolta ascrivibili ad artisti ormai noti, in altri casi a comprimari del
tutto sorprendenti. Si tratta di una selezione di dodici dipinti "da cavalletto" o di piccolo formato, databili tra il primo Seicento e la fine del Settecento, nati per una destinazione privata, commissionati e acquistati per motivi devozionali o per puro collezionismo. In effetti le opere a soggetto sacro costituiscono spesso la parte numericamente più consistente di quadrerie storico nobiliari come quella donata ai monteclarensi nel 2005 dai fratelli Luigi e Piero Lechi, nella quale va ricordato confluirono pezzi di importanti collezioni di antiche famiglie bresciane come i Valotti, gli Avogadro o i Maffei Erizzo. In quei secoli gli artisti trovarono ispirazione da un'inesauribile moltitudine di temi iconografici sacri tratti da svariate fonti, dalle vite dei santi agli episodi evangelici e biblici. Tra i soggetti più diffusi spicca la classica rappresentazione della Sacra Famiglia, tradizionalmente donata nei secoli passati come
cadeau de mariage. La mostra ne presenta tre. Una di Giacomo Ceruti il Pitocchetto, forse meno
assiduo nel sacro. Le altre, di minore formato, sono due piccoli gioielli del tardo Settecento: la prima
del bresciano Domenico Vantini, padre di Rodolfo. La seconda del veronese Agostino Ugolini, scelta
come manifesto della mostra per il finissimo intaglio della cornice che la impreziosisce. Non mancano soggetti più rari, come il cruento Martirio di Sant'Agata, tela seicentesca della bottega
milanese dei fratelli Procaccini o temi evocati per proteggere l'infanzia come il Tobiolo e l'angelo che
Vittorio Sgarbi dopo un'incursione notturna nei depositi del museo ha correttamente attribuito al
pittore vicentino Alessandro Maganza. Un San Girolamo penitente del genovese Giovan Battista Langetti stupisce per la qualità della pennellata vivace e pastosa. Proviene dall'antica raccolta Avogadro, tra le più visitate dai tourist nella
Brescia del Settecento. Mentre un piccolo e delicato dipinto su rame di un anonimo fiammingo del
primo Seicento raffigura un episodio esemplare di generosità cristiana sempre più attuale: San
Martino a cavallo che dona il proprio mantello a un mendicante, opera da ammirare con l'ausilio di
una lente d'ingrandimento che verrà messa a disposizione dei visitatori.


DOVE: Montichiari
QUANDO: 21 gennaio
"Hansel e Gretel"

Mostra "Hansel e Gretel", aperta fino al 21 gennaio.

Dopo la mostra dedicata a Cappuccetto Rosso nel 2015, sarà un'altra fiaba ad abitare le sale della Galleria dell'Incisione di Brescia.
I personaggi e le atmosfere di quest'antica favola, resa nota a tutti dalla versione dei fratelli Grimm del 1812, divengono i protagonisti del lavoro di alcuni artisti contemporanei, chiamati dalla galleria a confrontarsi con un tema che ha da sempre  affascinato il mondo dell'arte e della letteratura fino ai giorni nostri. Attraverso un punto di vista sempre nuovo e personale gli artisti coinvolti, molti dei quali hanno collaborato in passato con la galleria, rileggono la fiaba e ne propongono, con libertà assoluta di svolgimento e di tecnica, versioni inedite.
Opere di: Davide Antolini, Alice Barberini, Giorgio Bertelli, Andrea Calisi, Mara Cerri, Vanni Cuoghi, Maurizio Donzelli, Bonomo Faita, Armida Gandini, Fausto Gilberti, Cinzia Ghigliano, Ana Kapor, Marco Manzella, Marina Marcolin, Franco Matticchio, 
Lorenzo Mattotti, Vladimir Pajevic, Sergio Ponchione, Remo Rachini, Sebastiano Ranchetti, Elena Tognoli, Velasco Vitali.


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 20-01-2018
Cielo, che mostra!

Ultimo giorno della mostra "Cielo, che mostra!", esposizione sull'astronomia dedicata ai bambini


DOVE: Vallio Terme
QUANDO: 20 gennaio
segnala la pagina ad un amico
"A life: Lawrence Ferlinghetti"
Fino al 18 febbraio in mostra "A life: Lawrence Ferlinghetti / Beat Generation Ribellione (...)
Tutto esaurito per Alessandro Bergonzoni
Tutto esaurito per "Sii", il debutto assoluto del nuovo spettacolo di Alessandro Bergonzon (...)
Renzo Rivadossi
Fino al 4 febbraio 2018, "Generazioni - Alle radici della creatività" mostra personale del (...)
Alessandro Sanna
Personale di Alessandro Sanna "Essere o non essere Shakespeare".
"L'ora più buia"
Per la rassegna Original language, in programmazione "L'ora più buia" di Joe Wright, prota (...)
"Il giovedi al museo di sera"
Luci e ombre della sera fanno da ideale cornice al suggestivo itinerario dedicato agli edi (...)
I giovani insegnano il web agli over 60
Corso tenuto dagli studenti del Copernico per imparare ad usare gli stumenti digitali. Gra (...)
"Daunbailò"
Per "Più strano del paradiso - Il cinema indipendente di Jarmusch" proiezione di "Daunbail (...)
"Hansel e Gretel"
Mostra "Hansel e Gretel", aperta fino al 21 gennaio.
"Maurizio Cattelan - Be Right Back"
Per la rassegna "Altre Visioni: arte contemporanea al cinema", proiezione del documentario (...)
Tras.Formazione
Rassegna di scultura "Tras.Formazione" degli artisti Dadamaino, Manzù, Martini, Pomodoro, (...)
"Primo Levi: ancora qualcosa da dire"
Presentazione del libro "Primo Levi: ancora qualcosa da dire", conversazioni e letture tra (...)