|
Ristoranti |
![]() |
|
| Donne e diritti - 1a parte |
|
"I diritti delle donne sono diritti umani" è stato questo il messaggio centrale lanciato dalla piattaforma d’azione di Pechino nel 1995, e condiviso dai Governi di tutto il mondo.
Messaggio ribadito all’ incontro tenutosi a New-York nel marzo del 2005, presso il palazzo delle Nazioni Unite, in occasione della quinta conferenza mondiale sulle donne "Pechino + 10". Per il prossimo appuntamento del 2015, sempre a Pechino, i Governi di tutto il mondo dovranno dunque impegnarsi al massimo per trasformare in fatti gli impegni presi, al fine di affermare i diritti umani delle donne. Nello stesso anno un altro importante appuntamento attende i 191 stati membri dell’ONU, firmatari degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che sono otto: dimezzare la povertà estrema; garantire l’istruzione primaria ai bambini nei paesi emergenti; favorire l’ empowerment delle donne e la parità di genere; ridurre del 66% la mortalità infantile; tutelare la salute materna; invertire la diffusione delle malattie, in particolare l’AIDS, la TBC e la malaria; garantire la sostenibilità ambientale ed infine creare un partenariato globale per lo sviluppo. Il segretario generale dell’ONU, Ban Ki Moon, in vista di questo importante appuntamento, ha deciso di aprire la sessantacinquesima Assemblea di Settembre 2010 con una sessione plenaria per fare il punto della situazione su quanto realizzato sino ad oggi ma soprattutto per riorganizzare una azione coordinata tra tutti i partners e stimolare la raccolta dei fondi necessari a raggiungere gli scopi stabiliti per il 2015. Anche il Parlamento Europeo ha chiesto agli Stati Membri dell’Unione di perseguire politiche comuni al fine di promuovere i diritti delle donne come diritti umani per combattere la povertà, le discriminazioni, la violenza, per assicurare l’istruzione, la formazione, la loro partecipazione attiva alla vita sociale e politica e…per assicurare loro la salute, con particolare riferimento a quella sessuale e riproduttiva. Numerosi sono gli obiettivi da perseguire: • occorre fornire ai/alle giovani "servizi e programmi educativi per consentire loro di affrontare in maniera positiva e responsabile la propria sessualità affinché possano affrontare concretamente i propri bisogni in materia sessuale e riproduttiva"; • occorre prevenire le gravidanze indesiderate e ridurre il ricorso all’aborto attraverso la diffusione ed il miglioramento dei servizi di pianificazione famigliare; • bisogna ridurre la mortalità e la morbilità materna; le donne devono avere accesso immediato a servizi sanitari materno-infantili, cure ostetriche e post-partum; • bisogna attuare politiche di prevenzione, diagnosi e cura del cancro della mammella, della cervice dell’utero e delle ovaia, dell’osteoporosi, delle malattie cardiovascolari e delle malattie a trasmissione sessuale compreso l’Aids. Come l’Italia si colloca nel panorama europeo ed internazionale circa questi importantissimi problemi socio-sanitari? Come gli stessi problemi sono affrontati e vissuti negli altri Paesi, soprattutto in quelli più poveri del mondo? Di tutto questo si parlerà a Panacea con: il prof. Sergio Pecorelli Direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia Oncologica dell’Univ. degli Studi di Brescia, Presidente dell’A.I.F.A. (Agenzia Italiana del Farmaco); il prof. Umberto Bianchi già ordinario della Clinica di Ostetricia e Ginecologia, Univ. degli Studi di Bs; il prof. Giampiero Carosi, Direttore della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali, Univ. degli Studi di Brescia. |