Bivio Scalassone (val Paghera), metri 1000; Malga Foppe di sotto, metri 1700; Rifugio Gheza, metri 2067Tempo previsto ore 3,30 (solo andata) Tra la val Paghera di Ceto (media valle Camonica), e la valle del torrente Re di Niardo, che si articola a sud, oltre la dorsale del monte Ferone, si incunea la valle di Braone.
E' facile invaghirsi della valle di Braone, è selvaggia, verde e appartata; nella vicinanze del rifugio c'è poi il piccolo e misterioso laghetto di Mare che ben merita una visita. L'itinerario si svolge in prevalenza su una mulattiera comoda e mai esposta; lungo il percorso è dislocato il rifugio "Franco Prandini" (privato) ricavato nella malga Foppe di sopra, per l'uso contattare il Comune di Braone o il Cai di Darfo Boario.
All'inizio dell'abitato di Ceto, situato sulla strada per Cimbergo-Paspardo (deviazione dalla statale quattro chilometri dopo Breno a destra), si prende a destra la stretta e tortuosa strada della val Paghera e la si segue per circa quattro chilometri fino al bivio Scalassone.
Lasciata l'auto al bivio, si prende a destra (segnaletica) la stradina che in breve porta alla vicine case Scalassone poste in una conca molto verde. Da queste si stacca verso sinistra una mulattiera (segnata) che si innalza con tornanti nella folta abetaia; più in alto si attraversa verso destra una vecchia frana di massi e da questa continuando ci si sposta verso il centro della valle per superare, su un ponticello, il torrente Palobbia di Braone; da qui in cinque minuti di cammino si giunge in vista del vasto pianoro della malga Foppe di sotto (metri 1700); nei pressi del ponte c'è una cappelletta. Si attraversa il pianoro in direzione della malga che sorge a ridosso di una barriera di rocce.
Alla malga però non si giunge; poco prima infatti si devia verso destra seguendo il sentiero che sale costeggiando il muretto a secco (barech) del recinto per la mandria. Si continua descrivendo poi un ampio semicerchio verso sinistra, tra ontani e vecchi larici fino a portarsi al centro del vallone alti sulla piana, dal quale si sale alla non lontana malga Foppe di sopra (metri 1950).
Lasciata la malga, si prosegue seguendo la mulattiera che si inoltra, sempre ben segnata, tra ripiani erbosi e gradoni rocciosi chiazzati da coloratissimi licheni quindi, guadato il torrente (da destra a sinistra), si sale al non lontano e ben visibile rifugio Gheza (metri 2087) che sorge in solatia posizione attorniato da alcuni larici.
Dal piazzaletto del rifugio la mulattiera (è un manufatto militare della guerra 1915/18) continua per il sovrastante Forcellino di Mare (metri 2122) oltre il quale si apre l'ampia Conca del Listino; un centinaio di metri sotto il forcellino, sul versante di detta conca, occhieggia il tondo laghetto di Mare incastonato alla base di un contrafforte roccioso. E' molto suggestivo e di rara bellezza. Il ritorno al punto di partenza si effettua per la stessa via di salita.
A piedi con Franco Solina