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Occhi da Amare

Ore 19:18 giovedì, 20 giugno 2013
Occhi da Amare
Circa venti anni or sono ho avuto la fortuna di incontrare la prof. Rita Levi Montalcini e, con Lei, per ragioni di studio e di amicizia, percorrere un lungo tratto di strada insieme. Un'esperienza unica, di quelle che lasciano il segno per sempre. La Prof.ssa Rita Levi Montalcini negli ultimi anni della sua vita aveva perso quasi completamente vista e udito ma era sempre in testa a tutti noi e ci guidava con sicura fermezza verso quelle che per lei erano le vere mete da raggiungere nel campo scientifico e in quello della solidarietà sociale.

Lei non si riconosceva alcun merito in tutto ciò che faceva ed era profondamente grata ai Suoi collaboratori per poter continuare a lavorare anche in tarda età.
"Io non conto gli anni e, anche se ho perso quasi completamente la vista e l'udito, grazie ai miei eccellenti collaboratori, continuo il mio lavoro a pieno ritmo".
Come dire che, anche senza gli organi di senso più importanti per ogni essere umano, si può vivere comunque bene. Per la maggior parte delle persone però non è così e, anche se un ipovedente può affinare gli altri sensi ( come il tatto per esempio ) compensando così parzialmente il deficit visivo, quest' ultimo può arrivare a rappresentare comunque un vero e proprio dramma personale, familiare, sociale.

Tante le cause che possono portare ad un difetto visivo grave. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati dell'Oms, sulla Terra vivono circa 314 milioni di persone con handicap visivo grave (45 milioni di ciechi, 269 di ipovedenti); che nei Paesi industrializzati per ogni cieco legale ci sono 6 ipovedenti; che in Italia, Paese con oltre 60 milioni di abitanti, l'Istat stima che ci siano 362.000 ciechi e oltre 1.500.000 ipovedenti. A Brescia e provincia, su una popolazione di circa 1.250.000 persone, più di 1.500 sono i ciechi legali e circa 10.000 gli ipovedenti.
Le malattie oculari che determinano ipovisione e cecità sono numerose; la prima causa è la cataratta (39,1%), seguita dai vizi refrattivi non corretti (18,2%), glaucoma (10,1%), degenerazione maculare senile (7,1%), opacità della cornea (4,2%), distacco di retina (3,9%), cecità infantile (3,2%), tracoma (2,9%), oncocerchiasi (0,7%) e altre cause (10,6%). Molte di queste malattie sono strettamente correlate all'invecchiamento come la degenerazione maculare senile che ha colpito la prof.ssa Montalcini in tarda età; la AMD (age-related macular degeneration) interessa infatti sopratutte persone al di sopra dei 60 anni e rappresenta, nei Paesi economicamente sviluppati, la causa principale di perdita grave della visione centrale (41% dei non vedenti).

La miopia, l'ipermetropia, l' astigmatismo, la presbiopia, i vizi rifrattivi più frequenti tra la popolazione ( in Italia ne sono affette circa 20 milioni di persone ) se non opportunamente curati, rischiano di alterare la qualità della vita. In molti casi l'handicap è poco importante ed è ben correggibile con un paio di occhiali o con lenti a contatto; in altri casi però il difetto può arrivare a condizionare la vita lavorativa, professionale, sportiva, affettiva e sociale al punto da richiedere soluzioni più complete e definitive.
Negli ultimi anni la chirurgia refrattiva ha compiuto passi da gigante e oggi è in grado di ottenere ottimi e duraturi risultati donando al paziente una " nuova vista " e un netto miglioramento della qualità di vita. Ospite di Panacea,per parlare delle ultime novità nel campo della ricerca e del lavoro pionieristico sviluppato negli ultimi anni nel campo della chirurgia refrattiva e della visione.

Il prof. Roberto Pinelli
Direttore scientifico dell' istituto Laser Microchirurgia Oculare ILMO
Docente di Patologia Corneale e Tecniche di chirurgia Refrattiva presso ESASO (European School for Advanced Studies in Ophthalmology)



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