Vincere un viaggio è qualcosa di più di un semplice premio. Compresi nel pacchetto ci sono infatti l’eccitazione della vincita, le fantasie dell’attesa che lo precedono, l’esperienza di vita dei giorni di viaggio e la lunga scia di ricordi ed immagini che rimangono nel cuore per sempre. Così, dopo aver ricevuto la telefonata da Silvia di BresciaOnLine che mi comunicava la lieta notizia, io e la mia fidanzata abbiamo cominciato un corso accelerato di storia, cultura, geografia, usi e costumi, miti e leggende di quella terra magica, ma sin ora a noi quasi sconosciuta, che si chiama Irlanda. Sfogliando le guide prontamente spediteci da Chiara dell’Ente turismo Irlandese uniti ai consigli di alcuni amici che già avevano visitato la verde Irlanda, decidemmo di optare per un tour limitato al Nord Ovest ovvero le contee di Galway; Mayo e Roscommon, onde evitare di passare troppo tempo sulla strada per gli spostamenti e perderci il gusto di assaporare i paesaggi. Pianificammo così un giro ad anello con partenza da Dublino, che però abbiamo deciso di visitare alla fine del viaggio, toccando Galway; Westport, Sligo e i laghi dell’interno per poi tornare nella capitale.
Atterrati a Dublino e preso possesso della nuova Punto a noleggio ci siamo diretti verso il centro superando l’ostacolo della guida “on the wrong side”. La mattina seguente comincia il vero viaggio:
Partiamo imboccando la N9 diretti verso Galway sulla costa opposta e subito capiamo che gli spostamenti in auto in Irlanda non significano caos, stress e traffico bensì placido navigare in un mare verde e silenzioso su stradine di campagna spesso deserte ma mai monotone. Un paesaggio composto da lievi colline smeraldo divise in appezzamenti tracciati da muretti a secco in pietra grigia occupati da pecore che sembrano uscite da un cartone animato. Le poche case che vediamo sono proprio come te le aspetti: piccole e con il tetto in paglia e vien da chiedersi se davvero ci abiti qualcuno. Ci fermiamo per spezzare il viaggio a Clonmacnoise un sito monastico sulle rive del fiume Shannnon, un protagonista discreto che scorre in silenzio serpeggiando tra i pascoli. Le antiche croci celtiche spuntano dall’erba come i moai nell’isola di pasqua e riportano suppliche a Dio di aver cura delle anime di coloro sotto vi riposano. Le chiese sono ruderi senza tetto simbolo di una persecuzione religiosa che ha spesso cercato di cancellare ogni traccia della loro esistenza. Clonmacnoise è tutta qui: un’oasi di pietra grigia lavorata, un piccolo bar e tanto silenzio nel quale però ci è sembrato di sentire le voci di coloro che lì hanno vissuto.
Arriviamo a Galway e quasi ci spiace scendere dall’auto perché viaggiare così dolcemente è davvero un piacere. Il viaggio prevedeva un carnet di buoni pernottamento presso B&B convenzionati o fattorie (il modo migliore per vivere l’irlanda è appunto la formula auto + B&B) e subito andiamo alla ricerca della casetta in cima alla collina che ci ospiterà per due notti.
Galway è una piccola città al centro di una baia ci appare molto colorata e vivace anche perché vi siamo giunti in concomitanza con il festival degli artisti di strada che rallegravano le vie del centro storico. La postazione migliore per osservare e capire un paese in Irlanda sono i tavolini e le finestre dei Pubs ed è quindi d’obbligo fermarsi a bere Guinness accompagnata dalle ostriche fresche che in una cittadina di pescatori non mancano mai.
La mattina seguente facciamo colazione all’irlandese con salamine di pecora uova e bacon che fanno passare la fame per tutto il giorno e partiamo in direzione delle mitiche scogliere di Moher attraversando il paesaggio lunare e sconsolato del Burren dove la pietra grigia si sostituisce eccezionalmente all’erba e alle pecore. Il paesaggio è da brivido: altissime scogliere che si infrangono in un oceano nero e freddo e i richiami delle Sule (grossi gabbiani) che sembrano risate lanciate per sfottere noi umani limitati dal fatto di non poter volare e provare la sensazione di lanciarci nel vuoto.
Decidiamo di non visitare le isole Aaran perché entrati nello spirito dell’Irlanda, optiamo per continuare in solitudine il nostro viaggio, evitando le comitive di turisti in pullman.
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La photogallery di Carlo Andreatta: