Siamo in piena bagarre per l’operazione 730, mentre dal 3 di maggio 2004 si sono aperti i termini per presentare Unico che scadranno, con comodo, il 2 agosto. Mentre per chi opta per Unico, c’è ancora tempo, per il 730 c’è giusto un mese. Il 15 giugno anche i ritardatari dovranno portare il modello compilato al Caf, ma già da questi giorni è difficile fissare un appuntamento con i Caf per avere il servizio di compilazione. Dunque, sveglia! È tempo di non... perdere tempo.
L’appuntamento con il modello 730 è forse il più importante sul fronte fiscale. Lo scorso anno, infatti, per la prima volta il 730 ha superato il fratello maggiore Unico, erede del 740: a presentare il modello semplificato sono stati 14,2 milioni di contribuenti contro gli 11,9 che hanno fatto ricorso all’Unico.
Chi presenta il 730: lavoratori dipendenti e i pensionati; chi ha indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente come l’indennità di mobilità e il trattamento di integrazione salariale; i soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole; chi è impegnato in lavori socialmente utili ma anche i sacerdoti della Chiesa Cattolica, i giudici costituzionali, i parlamentari nazionali, i consiglieri regionali, provinciali, comunali. Fatta la verifica che non si abbiano redditi da attività che prevedono la partita Iva, il 730 è la via maestra. Non si può usare anche se si hanno partecipazioni in società. Ma in tutti gli altri casi il 730 va benissimo. Si può avere anche da parte un gruzzolo investito in titoli come i Bot o in Fondi comuni. Insomma redditi tassati alla fonte con la cedolare secca. Non impedisce il ricorso al 730 il possesso di più immobili oltre alla prima casa. Possono fare il 730 anche i co.co.co, purchè non siano tenuti ad aprire una partita Iva. Nessun problema, ovviamente, per i diritti d’autore e ancora meno per i redditi occasionali. Non ci sono problemi se si devono dichiarare assegni percepiti per ricoprire incarichi pubblici. Il 730 è diventato, insomma, la dichiarazione principe per tutti i lavoratori non autonomi.
Per quali redditi
Riassumendo quindi possono essere dichiarati nel 730 redditi di lavoro dipendente o assimilati al lavoro dipendente; redditi di terreni e fabbricati; redditi di capitale; di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva; alcuni redditi diversi e alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata. Esclusi quindi i redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva, redditi di impresa anche in forma di partecipazione, redditi diversi quali quelli ricavati dalla cessione totale o parziale di aziende.
La presentazione
Il modello 730/2004 poteva essere presentato entro il 30 aprile al proprio datore di lavoro, che svolgeva le funzioni di sostituto di imposta (caso rarissimo), o ad un Centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati. Il contribuente deve presentare il modello 730 e il 730-1 con la scelta della destinazione dell’8 per mille nell’apposita busta chiusa; deve inoltre conservare fino al 31 dicembre 2008 tutta la documentazione tributaria per eventuali verifiche da parte dell’Agenzia delle entrate. Per chi presenta il 730 ai Caf la scadenza è il 15 giugno. Il contribuente presenta o chiede di essere assistito nella compilazione del 730, oltre alla destinazione scelta per l’8 per mille.
Dichiarazione integrativa
Si può presentare in caso di errori o omissioni, che si traducono in importi delle deduzioni o delle detrazioni inferiori e quindi comportano un maggior rimborso o un minor debito. Nel modello 730 va barrata la casella «730 integrativo» e deve essere presentato entro il 2 novembre 2004 esclusivamente ad un Caf-dipendenti. Nel caso in cui gli errori o omissioni si traducano in somme aggiuntive a carico del contribuente, ossia in un minor rimborso o un maggior debito, bisogna presentare una dichiarazione integrativa utilizzando il modello Unico 2004 entro i termini ordinari.
Dichiarazione congiunta
Sono interessati a usare il 730 i coniugi perchè, caso unico, hanno la possibilità di presentare la dichiarazione congiunta e compensare tra loro eventuali crediti di uno con i debiti dell’altro, cosa che con Unico non si può più fare.
Possibile rateizzare
Si può chiedere il pagamento in rate mensili, che possono essere da due a cinque, per il saldo, il primo acconto Irpef, l’addizionale comunale e regionale Irpef, l’acconto del 20% su alcuni redditi soggetti a tassazione separata.
Sconti per ristrutturazioni
Per le spese sostenute per ristrutturazioni edilizie, per le quali si ha diritto ad una detrazione pari al 41% o al 36%, vanno presentate la copia della ricevuta postale della raccomandata con la quale è stata trasmessa la comunicazione di inizio lavori al Centro servizio competente o al centro operativo di Pescara, copia dei bonifici bancari, copia della documentazione delle spese non pagate con bonifico, attestazione della quota di pertinenza in caso di spese condominiali.