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I costi mutevoli del lago
Il patto tra il turista e chi vive nell’area del Sebino

Un lago più tranquillo, meno trafficato, costa di più o di meno? E cosa significa il costo di un lago, vivere un lago una settimana l’anno o viverlo una vita? Il turismo sul lago d’Iseo, su un lago alpino di dimensioni modeste, è per primo stabilire un patto tra chi starà sempre accanto a un patrimonio di natura umana e di natura e chi verrà a goderlo per qualche giorno. Il lago d’Iseo ha costi diversi, a seconda che si stia in collina, dentro un paese, a lago o lontano dal lago. È la storia della "vista lago", della "vista mare", della "vista eccetera".

È la storia, pure, delle mode, delle località che s’infervorano e diventano sacre e quindi decadono, d’un colpo. Con l’economia globalizzata, l’informazione globalizzata abbiamo guadagnato la cima della precarietà: il mattino ricchi, a sera poveri in un ciclo vorticoso che miete vittime, colpendole nel baricentro dell’equilibrio pisco-affettivo-sociale.

Il lago d’Iseo ha una sua tenuta costante, né alta né bassa, né popolare né aristocratica. Sarebbe un lago di "Centro", il giorno che dovesse votare al Parlamento, aperto, ma non "riminizzato", storicamente consapevole del proprio codice genetico, ma un po’ angosciato nel guardare al turismo "tutto e subito" sulle rive dei mari e degli oceani.


Tonino Zana

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