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"Hugo Pratt – 19 tavole, una storia"

La Fondazione Cominelli presenta l'esposizione "Hugo Pratt – 19 tavole, una storia". Fino al 19 agosto.

La Fondazione Raffaele Cominelli è lieta di presentare “HUGO PRATT – 19 tavole, una storia”, una intensa esposizione di opere originali che per la prima volta vengono mostrate al pubblico e che celebrano il più eclettico e originale fumettista italiano di tutti i tempi.

 A Hugo Pratt si deve la creazione del leggendario personaggio, ormai icona, Corto Maltese, pirata e avventuriero alter ego dell’autore stesso, le cui storie sono tuttora pubblicate e lette in tutto il mondo. Ma dalla penna del maestro hanno preso vita innumerevoli altri personaggi che popolano le sue tavole. Quelle esposte negli spazi di Palazzo Cominelli raccontano una storia senza parole e ignota al grande pubblico.

Tutte comprese nel volume “Hugo Pratt 60”, pubblicato da Visualprint nel 1980, seppur legate ad un progetto che non è mai stato definito, queste straordinarie tavole si presentano nella loro compiutezza di opere disegnate. Nel libro ideato e realizzato da Gianni Berti, sono introdotte da una breve nota esplicativa, nella quale è indicato puntualmente che questi disegni “furono fatti da Hugo Pratt per proporre l’ambiente, i costumi, l’atmosfera e il carattere dei personaggi di un racconto che Alberto Ongaro e Nino Vascon idearono per una trasmissione televisiva che non venne in seguito mai realizzata. Pensiamo che il lettore possa perfettamente comprendere, anche in totale assenza di parole, la meccanica del racconto e dare libero sfogo alla propria fantasia aggiungendo così al piacere dei disegni il divertente gioco della creatività”.

 Così Federico Sardella racconta nel testo che accompagna la mostra: “Assistiamo al dispiegarsi creativo di una serie di immagini che, come nel cinema muto, proprio grazie all’assenza della parola, sprigiona una valenza narrativa senza eguali. Riconosciamo in loro una potenzialità implicita e il potere di trattenere uno, molteplici, infiniti racconti. Lo sguardo scorre sulle tavole, e dall’immaginazione visiva scaturisce quella narrativa… E se l’immaginazione è il repertorio del potenziale, dell’ipotetico, del possibile, la forza di queste opere disegnate di Hugo Pratt si avverte proprio nella loro capacità evocativa di rendere le immagini centro di una fitta rete di relazioni, di dettagli e di divagazioni che appaiono infinite, proiettate verso un loro, possibile avvenire, legate più che mai a quanto succederà domani.”

 Le 19 tavole, provenienti da diverse collezioni private, in questa occasione, per la prima volta vengono esposte tutte assieme e il percorso è ulteriormente arricchito dalla presenza di una serie di prime edizioni e pubblicazioni di e su Hugo Pratt.

Hugo Pratt nasce a Rimini il 15 giugno 1927 e trascorre l’infanzia a Venezia, in un ambiente stimolante e cosmopolita. La madre è un’appassionata di esoterismo e il padre, di origini inglesi, è un militare di carriera che nel 1936 viene trasferito nella colonia italiana abissina, dove Hugo entrerà in contatto con due realtà opposte che si riveleranno estremamente importanti ed evidenti nella sua produzione artistica: da un lato la fascinazione per gli eserciti, gli stemmi e i fregi, dall’altro l’amicizia e la frequentazione con le genti del luogo, che contribuiranno a forgiare la sua poliedrica personalità. È in questi anni che conosce il romanzo d’avventura, venendo letteralmente rapito dal fascino di Terry e i pirati di Milton Caniff, la cui lettura, affermerà successivamente, l’avrebbe convinto a intraprendere la carriera di fumettista. In seguito alla morte del padre, nel 1943, torna in Italia, a Città di Castello, dove frequenta il collegio militare. Un anno dopo, scambiato per una spia sudafricana, rischia di essere giustiziato dalle SS, ma riesce a salvarsi e nel 1945 si unisce all’esercito angloamericano con funzioni di interprete. Sul finire del 1945, insieme ad Albero Ongaro e Mario Faustinelli, fonda la rivista “Asso di Picche”, che prende il nome dall’eroe mascherato che ne è protagonista. La rivista riscuote un ottimo successo, in modo particolare in Argentina, dove Pratt si trasferirà per circa tredici anni con alcuni degli amici veneziani e dove collaborerà con autori quali Alberto Breccia e Héctor Oesterheld. Da questi incontri il suo tratto ne esce rafforzato e il segno già inconfondibile si caratterizza ulteriormente. Nascono così il Sgt. Kirk, un fumetto western su testi di Oesterheld e Anna della Jungla, il suo primo lavoro in qualità di autore sia della sceneggiatura sia delle tavole, seguito a breve distanza da Wheeling. Alla fine degli anni Cinquanta Pratt si trasferisce a Londra, dove darà vita a differenti storie di guerra, soggiornerà prima in Nord America, poi ancora in Sud America e, infine, nel 1962, si stabilirà nuovamente in Italia. Dopo varie collaborazioni con “Il corriere dei ragazzi” incontra Florenzo Ivaldi, editore ed imprenditore genovese, con il quale darà vita alla leggendaria rivista “Sgt. Kirk” e alla conseguente pubblicazione, nel 1967, di Una ballata del mare salato, il racconto dove appare per la prima volta Corto Maltese, personaggio che decreterà il successo planetario di Hugo Pratt e che lo accompagnerà per tutta la sua vita. La crescita della sua popolarità lo porterà, nell’arco degli anni Settanta, ad occuparsi anche di pubblicità e di grafica, sia in Italia sia in Francia, e nel 1974, con la storia Corte sconta detta arcana, si avverte un nuovo modo di sviluppare il personaggio di Corto Maltese e di narrare le sue vicende, con una evidente, razionale semplificazione del segno. Tra le numerosissime pubblicazioni e le tante collaborazioni con altri importanti autori, è da ricordare Tutto ricominciò con un'estate indiana, del 1983, su sceneggiatura di Pratt ed illustrata dall’amico Milo Manara che, nel 1991, disegnerà anche le tavole per El Gaucho. Hugo Pratt è considerato uno dei più grandi autori di letteratura disegnata di ogni tempo, il suo stile e la sua tecnica inconfondibili sono riconosciuti a livello internazionale e le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo. Nel 1984 si trasferisce in Svizzera, a Grandvaux, nel cantone di Vaud, e nel 1987 costituisce e cede a CONG SA la proprietà e l’esclusiva dell’esercizio dei suoi diritti d’autore per tutta la produzione, passata e futura, con lo scopo di gestire e promuovere il suo immenso patrimonio artistico. Dopo avere disegnato per tutta la vita e inventato, tratteggiato e reso leggendari alcuni tra i personaggi più amati della storia del fumetto, Hugo Pratt muore a Losanna il 20 agosto 1995.

 Orari: dal 24 giugno al 10 agosto: martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 dal 12  agosto al 19 agosto: sabato 16.00 -20.00  domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

 

 


DOVE: San Felice del Benaco
QUANDO: Fino al 18-08-2018
Cesare Galluzzo

Personale "Scintille d'arte" di Cesare Galluzzo, dalle 14.30 alle 19.30


DOVE: Puegnago
QUANDO: 30 giugno-1 luglio, 8 luglio, 15 luglio, 21-22 luglio, 28-29 luglio
"Cetacea. E dopo tutto ciò, rimasero solo le balene"

Ultimo giorno della mostra di acquarelli "Cetacea. E dopo tutto ciò, rimasero solo le balene" di Giorgio Maria Griffa con disegni di Andrea Antinori, Andrea Collesano e Andrea Pedrazzini.


DOVE: Brescia
QUANDO: 15 luglio
"Volti azioni oggetti"

Ultimo giorno della mostra "Volti azioni oggetti" La Poesia Visiva nelle fotografie della collezione Berardelli a cura di Margot Modonesi, visitabile  su appuntamento.

 


DOVE: Brescia
QUANDO: 7 luglio
"Volti azioni oggetti"

Mostra "Volti azioni oggetti" La Poesia Visiva nelle fotografie della collezione Berardelli a cura di Margot Modonesi, visitabile fino al 7 luglio dal martedì al sabato su appuntamento.

 


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 06-07-2018
"Kriegsmaler. I fratelli Stolz"

Nell'ambito del progetto Guerre e Pace. 1918-2018, ultimo giorno della mostra “Kriegsmaler. I fratelli Stolz”. 

La sezione del MAG dedicata alla Storia si arricchisce di un ciclo di disegni e dipinti provenienti dal Museo Rudolf Stolz di Sesto (BZ), realizzati dai fratelli pittori Albert e Rudolf Stolz nell’area del fronte austriaco dell’Alto Garda durante la Prima guerra mondiale.

Tra il 1915 e il 1916, il battaglione degli Standschützen di Bolzano è di stanza sotto il comando del capitano Viktor Perathoner sul fronte sopra Riva del Garda, nella zona tra Campi, la Cima d’Oro e la valle di Concei. I fratelli Albert (Bolzano, 1875 – Bolzano, 1947) e Rudolf Stolz (Bolzano, 1874 – Sesto, 1960) sono arruolati nella Compagnia come pittori, con il compito di illustrare un diario di guerra e svolgendo così anche l’incarico ufficiale di corrispondenti.
Ne nasce una sequenza di trenta disegni e dipinti di grande pregio artistico che documentano la quotidianità dei giorni di permanenza al fronte. Il sobrio realismo di alcune scene fa chiaramente intendere come entrambi i pittori abbiano trascorso la loro vita a stretto contatto con le persone. Come risulta dalle date indicate vicino alla firma, le opere non sono sempre state create presso il luogo degli eventi, ma realizzate in un secondo tempo sulla base di schizzi. Trincee, pattugliamenti, trasporti di artiglieria, esercitazioni di tiro, scene di vita venivano infatti prima schizzati e poi completati con precisione ad acquerello, guazzo, matita o pastello.
Nelle opere dei fratelli Stolz, il paesaggio non appare solo come sfondo o materiale topografico, ma viene raffigurato quale possente panorama montano con le sue diverse atmosfere legate alle stagioni, svelando l’incontro tra precisione topografica e appassionante creazione pittorica. 
Si identifica anche la drammaticità degli eventi, l'immensità del paesaggio che si apre dall'alto in tutta le sue sfaccettature. Traspare la minaccia, il pericolo che non si esterna in grandi gesta o in maniera monumentale, ma che è alla ricerca della forma pittorica concentrata.

La mostra Kriegsmaler. I fratelli Stolz rientra nel progetto Guerre e Pace. 1918-2018 che il MAG nel 2018 dedica al centenario della fine della Prima guerra mondiale e che si articola in tre mostre dispiegate in diversi momenti negli spazi del Museo di Riva del Garda e in una variegata proposta di appuntamenti dalla primavera all’autunno presso i forti del Monte Brione ubicati lungo il Sentiero della Pace a Riva del Garda.




DOVE: Riva (TN)
QUANDO: 1 luglio
"Ferro"

Mostra "Ferro", visitabile fino al 15 settembre.

Ferro, sangue, terra. 

Parole, concetti, idee solo all’apparenza distanti, ma profondamente unite, intersecate, intimamente unite.

Non è solo la matericità ad unire i tre elementi; ma la loro compresenza, la persistenza dell’odore che impregna le narici, che non scordi facilmente.

Chiunque abbia avuto a che fare col sangue col ferro con la terra ne è rimasto irrimediabilmente segnato.
Questo marchio lo porta come un moderno Caino a cercare di plasmare, piegare, forgiare questi elementi.

Dissodare la terra, cucire una ferita, squarciare un ventre o forgiare un metallo hanno un che di arcaico di atavico.
Forza, visione, ostinazione, perseveranza, sono qualità che appartengono a questi generi umani.

L’olfatto è l’unico dei nostri sensi che non è mediato ma che colpisce direttamente il nostro cervello rettile la parte del nostro cervello che sottende alle reazioni istintive. Sentiamo un odore e istantaneamente un ricordo affiora, un’emozione scaturisce.

Ciò che accumuna questi artisti è non solo il ferro usato per creare e dare forma alle loro visioni, ai loro respiri, ma la volontà di cercare in tutto la bellezza anche la dove la sembra impossibile trovare bellezza. 

Lavorare col ferro è anche impregnarsi di odori, ricordi emozioni.

Si dice che una volta che un animale ha assaggiato sul sangue, cosi come un omicida a varcato il limite, non sia più lo stesso. 

Cosi pure credo un artista quando si cimenta col ferro ne resta irrimediabilmente segnato.

For, Marco Giori, Marco Paghera, Demis Martinelli , Felice Martinelli , Stefano Soddu, esporranno presso la nostra galleria opere in ferro.

Eppure ogni uomo uccide ciò che ama.
Io vorrei che ciascuno m'ascoltasse:
alcuni uccidono adulando, ad altri
basta solo uno sguardo d'amarezza.
Il vile uccide mentre porge un bacio
e l'uomo coraggioso con la strage!

Molti uccidono l'amore da giovani,
altri invece da vecchi.
Chi lo strangola
con le avide mani del Peccato
e chi invece con le mani dell'Oro.

L'uomo gentile adopera il coltello
perché il freddo mortale sia più rapido.
Alcuni amano troppo brevemente
ed altri troppo a lungo. C'è chi vende
e chi compra; chi uccide il proprio amore
senza un singhiozzo e chi con molte lacrime.

“La Ballata del Carcere di Reading”

 Oscar Wilde


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 14-09-2018
"Alle origini del motociclismo"

Ultimo giorno per la mostra "Alle origini del motociclismo – Esposizione di motociclette dal 1898 al 1928" del motoclub San Bartolomeo di Castenedolo. Tutti i giorni dalle 10 alle 18.


DOVE: Brescia
QUANDO: 30 giugno
"Realismi sociali  Il contemporaneo e l'arte"

Ultimo giorno della mostra "Realismi sociali  Il contemporaneo e l’arte" degli artisti: Ivan Battaglia ed Ezio Zingarelli. Dalle 16 alle 20. 

Una doppia personale di due artisti in dialogo con le loro opere per rappresentare il “contemporaneo” in un percorso espositivo che li vedrà da soli e insieme nelle sale e nei piani della prestigiosa torre medievale tra invenzione e argomentazione nel dare una definizione estetica alla razionalizzazione di un rapporto in cui l’arte non può rinunciare alla realtà sociale come denuncia


DOVE: Lumezzane
QUANDO: 30 giugno
"Paper"

Personale "Paper" di Marina Marcolin, fino al 15 luglio.


DOVE: Toscolano Maderno
QUANDO: 18 giugno-14 luglio
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