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Radio Classica Bresciana
L’Arca di Noè
La parola globalizzazione sembra essere totalmente estranea al rapporto tra uomo ed animale; non è così, perché l’incremento e la liberalizzazione degli scambi commerciali di animali e di prodotti di origine animale e l’aumento dei viaggiatori nel mondo, hanno mutato questo rapporto, a volte amplificandone il significato sociale in senso positivo, altre favorendo la rapida diffusione di microorganismi e patologie con situazioni di grande pericolo per la vita dell’uomo stesso. La verità è che siamo diventati tutti “globe-trotters”, noi ed i nostri animali di grande e piccola taglia con, incorporati, numerose e spesso sconosciute specie di virus, batteri e parassiti. Insomma la globalizzazione ha realmente trasformato il mondo in un villaggio globale con conseguente aumento di diffusione di agenti patogeni in zone indenni e possibilità di loro adattamento ad ospiti ed ambienti diversi. E’ questa la storia delle zoonosi più recenti e gravi come la SARS (severe acute respiratory syndrome) l’influenza aviaria, l’encefalite del West Nile. Per non parlare dell’encefalite spongiforme bovina meglio nota come morbo della Mucca Pazza. “Zoonosi”: così l’O.M.S. definisce le malattie trasmesse all’ uomo dagli animali vertebrati per contatto diretto (pelle, peli, uova, sangue o secrezioni) o indiretto (tramite insetti vettori o ingestione di alimenti infetti) e che colpiscono, ogni anno, circa 400.000 cittadini dell’Unione Europea.

Appare dunque chiaro che la salute umana è strettamente correlata a quella degli animali con cui l'uomo entra in contatto e di cui, spesso, si alimenta. Le zoonosi alimentari, quando si verificano, possono arrivare a mettere in forte crisi l’economia di un Paese (come non ricordare le migliaia di mucche “pazze” sacrificate negli allevamenti sospetti oppure i polli eliminati durante l’influenza aviaria?). Ma, se spostiamo i riflettori dal villaggio globale alle singole abitazioni, allora siamo costretti ad ammettere che anche le zoonosi trasmesse dagli animali da compagnia, costituiscono fonte di preoccupazione. Tra queste le più frequenti per l’uomo che vive in stretto contatto con il cane e il gatto sono: la rickettiosi trasmessa dalle zecche del cane, la leishmaniosi o bottone d’oriente, le parassitosi cutanee, la toxoplasmosi, che trova nel gatto l’ospite definitivo ed altre ancora.

Fa male parlare delle malattie dei nostri amici animali, quelli con i quali dividiamo tanti momenti della nostra giornata, quelli che ci divertono, divertendosi, che fanno compagnia a bambini e ad anziani, quelli che con un uno sguardo amorevole ci dicono che non siamo soli, quelli che ci difendono dai nemici, quelli che aiutano i disabili, quelli che ci salvano dalle valanghe piuttosto che dalle acque gelide di un fiume, quelli che con il loro fiuto sanno individuare polveri ed armi. Fa male perchè questi nostri grandi amici possono ammalarsi e trasmetterci le loro malattie senza averne alcuna colpa: loro non sanno nulla di prevenzione, ma noi sì! Da qui, la cura amorosa “ dovuta ” a tutti loro per farli vivere, e bene, accanto a noi che, a nostra volta, saremo così tutelati da mali indesiderati.

Di Zoonosi, di Pet therapy e di altro ancora che riguarda i nostri amici a quattro zampe, si parlerà in studio con i seguenti relatori:
Prof. Francesco Castelli, prof. straordinario della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli studi di Brescia e direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Università degli Studi di Brescia;
Prof. Ezio Lodetti, Direttore scientifico della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche di Brescia;
Dott. Alessandro zappa, medico veterinario, libero professionista.

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