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Radio Classica Bresciana
Prima che tutto accada

Basta accendere la televisione o sfogliare un quotidiano: non c’è giorno che non si senta parlare di incidenti sul lavoro, le così dette morti bianche. E anche se i dati forniti dall’Inail sono incoraggianti (all’aprile 2008 gli infortuni mortali erano 1.170, ossia il 12,8% in meno rispetto al 2006), resta il fatto che si rileva un incremento degli infortuni per i lavoratori atipici e per gli stranieri (+8,7% rispetto al 2006).

Gli incidenti sul lavoro non sono tutti mortali, ovviamente, ma molti lavoratori resteranno segnati a vita: vuoi per una amputazione, vuoi per una ustione, vuoi per un avvelenamento, vuoi per un trauma della colonna come per caduta dall’ alto di una impalcatura. E’ questa la sorte toccata ad Angelo Colombo, un giovane muratore. Un volo di 7 metri e la vita di Angelo cambiò. Paraplegico a vita, come dire, una condanna senza appello. Ma Angelo non accettò la condanna e trasse da questa sua drammatica esperienza personale uno stimolo di rinascita interiore che lo ha portato ad interessarsi ad altri che, come lui, avevano perduto l’uso delle gambe e a sostenere la Ricerca nel campo della riparazione del midollo spinale.

Un altro esempio, questo noto ai più, viene da Clay Regazzoni che aveva fatto dello sport e dell’amore per le macchine da corsa la sua professione; uno schianto a 300 km orari sulla pista di Indianapolis e Clay riportò una grave lesione vertebrale e midollare con la perdita dell’ uso delle gambe. Anche Clay trasse dalla tragedia la forza di capovolgere la realtà imposta dal destino e mise le ali alla sua carrozzella per farsi portavoce in tutto il mondo dei diritti degli handicappati, per far conoscere i problemi legati alla disabilità e per stimolare le Istituzioni sanitarie e politiche ad assumersi le proprie responsabilità per promuovere, innanzi tutto, tra la gente “normalmente abile“ la cultura della vera accettazione del disabile. Aumentare la sicurezza sulle strade (ogni anno sono circa 6.000 i morti, circa 400.000 feriti), era anche quella una sua battaglia: contro la velocità eccessiva, contro la guida in stato di ebbrezza, contro l’uso di droghe, contro le stragi del sabato sera. Tra le battaglie sostenute da Clay c’era anche quella a favore della Ricerca nella quale confidava totalmente per la risoluzione definitiva dei tanti problemi psichici e fisici che affliggono il disabile e, per sostenerla, si faceva testimonial di eventi sportivi e culturali. Clay non è più tra noi da poco più di 2 anni ma la Ricerca nel campo della rigenerazione e riparazione del midollo spinale va avanti in tutti i Centri del mondo dedicati da anni a vincere questa sfida.

Perché così è: il midollo spinale non ripara. E per i 1200 paraplegici che ogni anno si aggiungono alle 120.000 persone affette da lesioni del midollo spinale sopravvissute, ad oggi, non esiste una reale soluzione. In attesa dunque che dalla Ricerca possa fiorire la speranza in un futuro migliore per tanti giovani, pensiamo alla Prevenzione e a mettere in atto tutti i provvedimenti logistici, culturali e legislativi per contrastare la tragica realtà delle lesioni del midollo spinale.

Ospiti in studio per parlare di cultura della prevenzione e della prevenzione sulle strade, sul lavoro, nell’attività sportiva:
il Dott. Carmelo Scarcella, Direttore Generale ASL Brescia;
l’ Arch. Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia;
il Sig. Massimo Bianchini, Assessore allo Sport, Casa ed Innovazione tecnologica, Comune di Brescia.



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