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Le reazioni avverse agli alimenti

Le allergie alimentari rappresentano un serio problema di salute in tutto il mondo; la loro incidenza è infatti aumentata notevolmente negli ultimi decenni interessando il 2-3% circa della popolazione adulta ed il 6-8% dei bambini di età inferiore ai 10 anni. Il 90% di tutti i casi di allergie alimentari sono scatenate da alimenti piuttosto comuni come: arachidi ( 30%), grano (29%), soia (20%), latte (10%), uova (8%), pesce (3%).
Questi alimenti contengono specifiche proteine o glicoproteine in grado di scatenare la reazione allergica che dunque non dipende dal cibo in sé ma da una o più sostanze in esso contenute.
Già Ippocrate (460- 370 a.c.) aveva identificato l’allergia al latte vaccino come causa di reazioni a carico dell’apparato gastrointestinale e respiratorio nei bambini. Da allora ai nostri giorni molto è cambiato nella comprensione delle reazioni avverse agli alimenti. Oggi la genetica ci spiega la predisposizione individuale a sviluppare allergie così come si va sempre più delineando il ruolo importante svolto dall’ambiente e dalle abitudini alimentari nel determinismo delle stesse. Sostituire il latte materno, come molte mamme oggi fanno, con altro latte di origine animale o vegetale, proprio nei primi mesi di vita quando l’apparato gastrointestinale del neonato non ha ancora raggiunto la sua piena maturità anatomo- funzionale, può creare le premesse per una sensibilizzazione nei confronti di determinate sostanze alimentari. L’uomo moderno, dal canto suo, si nutre per lo più di alimenti di produzione industriale, ricchi di additivi, conservanti, coloranti, antiossidanti, sapidificanti e chi più ne ha, più ne metta. Ma cos’è che scatena il fenomeno allergico?

In generale si può affermare che esistono almeno due tipi di reazioni avverse agli alimenti:

1) Reazioni allergiche propriamente dette dovute a meccanismi immunologici e dose-dipendenti . Vale a dire che sono sufficienti minime quantità dell’alimento incriminato per scatenare la reazione allergica. In queste situazioni il sistema immunitario tenta di allontanare le sostanze (allergeni) come se si trattassero di batteri o virus ed innesca una reazione di tipo infiammatorio che rende ragione del quadro clinico, variabilissimo e ricchissimo: forte prurito, dolori addominali, diarrea, vomito, abbassamento della pressione arteriosa, difficoltà respiratorie e collasso cardio-circolatorio. Questi ultimi sintomi sono tipici dello shock anafilattico che è la conseguenza più grave e pericolosa dell’allergia alimentare.

2) Reazioni da intolleranza alimentare, in cui non è coinvolto il sistema immunitario. Queste reazioni sono tra le più diffuse, interessando circa il 25-30% delle persone. Un classico esempio è quello della intolleranza al latte per il deficit dell’enzima lattasi. Latte o non latte, glutine o non glutine, acari o non acari, betulle o non betulle, l’allergia negli adulti e soprattutto nei bambini rappresenta un serio e complesso problema di salute che deve essere affrontato nelle strutture idonee e da personale competente in grado distinguere la manifestazione allergica da altre patologie instaurando un corretto regime alimentare per gli adulti e per i bambini.

Di questo argomento si parlerà in trasmissione con i seguenti ospiti:
- Dott. Cinzia Tosoni. Dirigente del Servizio di Allergologica , Della clinica di Immunologia ed Allergologia, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Bs.
- Dott.ssa Barbara Bertasi, biologa presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, Brescia
- Dott. Alberto Ravelli, Responsabile dell’Ambulatorio di Fisiopatologia Digestiva e Gastrointestinale della Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Bs, Dipartimento Alimenti e Sicurezza alimentare.



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