vai alla Home Page
Google
  cerca
Max Russo Alba
Le Foto di BOL
ANNUNCI
BRESCIA NON PROFIT
CONOSCI IL TERRITORIO
FORMAZIONE E LAVORO
SPORT
TEMPO LIBERO
VISITARE BRESCIA

Ristoranti
Agriturismo
Pizzerie
Trattorie

DOVE DORMIRE
HOTEL IN PRIMO PIANO
B&B IN PRIMO PIANO
DOVE MANGIARE
DOVE DORMIRE
ITINERARI
E-MAIL
Numerica
La sindrome del bikini

Ad Oriana Fallaci, che le chiedeva se essere donna è più difficile che essere uomo, Golda Meir, rispondeva “ più difficile, più faticoso, più penoso. Ma non necessariamente per colpa degli uomini: per ragioni biologiche, direi. A partorire infatti è una donna. Ad allevare i figli è la donna. E quando una donna non vuole solo partorire figli, allevare figli... quando una donna vuole anche lavorare, essere qualcuno... beh, è duro. duro, duro. Lo so per esperienza personale. Sei al lavoro e pensi ai figli. Sei a casa e pensi al lavoro che non stai facendo. Si scatena una tale lotta dentro di te. Il tuo cuore va in pezzi ..."
Golda Meier non sapeva allora quanto fosse vicino al vero. Perchè è così, la donna, per eccessivo stress, può anche morire di crepacuore. Oggi la Scienza lo sa e sa anche che il cuore delle donne non è uguale a quello degli uomini. Così come altri organi e tessuti. Dimenticata la sindrome del bikini che voleva la donna esaminata e curata unicamente per le malattie riguardanti il suo apparato riproduttivo, oggi il mondo medico scopre che il sesso femminile ha organi e tessuti che, pur essendo simili per forma e funzioni a quelli degli uomini, si differenziano dagli stessi per l’ intima struttura anatomica, biologica e funzionale e che dunque meritano procedure diagnostiche e terapeutiche diverse e dedicate.
Sono trascorsi più di 30 anni dall’ intervista della Fallaci a Golda Meir e da allora la donna, soprattutto nei paesi occidentali, si è evoluta sotto numerosi punti di vista, ma a caro prezzo. Il più alto in assoluto, la sua stessa vita.
Le malattie di cuore e l’ictus rappresentano, di fatto, la causa principale di morte nell’ambito della popolazione di sesso femminile, sia nei paesi “sviluppati” che in quelli emergenti. Dati recenti dell’ Oms ci dicono che, nel mondo, su 16.7 milioni di decessi per malattie cardiovascolari, 8.7 milioni riguardano il sesso femminile, 8 milioni il sesso maschile.
In Italia le malattie cardio-cerebrovascolari (soprattutto l’infarto di cuore e l’ictus cerebrale) sono responsabili, ogni anno, della morte di circa 120.000 donne e altrettante sono le donne colpite, ogni anno, da infarto di cuore o da ictus non fatali, ma spesso gravemente invalidanti.
I progressi nella diagnosi precoce e nella terapia di queste malattie sono stati importanti, ma l’arma essenziale per combatterle rimane ancora oggi la prevenzione che deve basarsi sulla responsabilità individuale, sulla partecipazione della famiglia e sulla presenza sul territorio della rete assistenziale e delle Istituzioni.
Di medicina al femminile con particolare riguardo alle malattie che interessano l’ apparato cardio-circolatorio si parlerà in studio con i seguenti relatori:

Dott. Giuliano Cozzaglio, cardiologo, sovrintendente sanitario del Gruppo Ospedaliero San Donato
Prof. Maria Lorenza Muiesan, prof. ordinario di Medicina Interna, Clinica Medica, Univ. degli Studi di Bs, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Bs.
Dott. Antonio Fappani, cardiologo, responsabile del’ U.O. di Cardiologia e dell’ Unità Coronarica della Casa di Cura San Rocco di Ome.



versione per la stampa