vai alla Home Page
Google
  cerca
Max Russo Alba
Le Foto di BOL
ANNUNCI
BRESCIA NON PROFIT
CONOSCI IL TERRITORIO
FORMAZIONE E LAVORO
SPORT
TEMPO LIBERO
VISITARE BRESCIA

Ristoranti
Agriturismo
Pizzerie
Trattorie

DOVE DORMIRE
HOTEL IN PRIMO PIANO
B&B IN PRIMO PIANO
DOVE MANGIARE
DOVE DORMIRE
ITINERARI
E-MAIL
Numerica
Medicina di Genere. Perchè?

L’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità ) prevede che, entro il 2030, il numero delle donne over 50 nel mondo raggiungerà la rispettabile cifra di 1 miliardo e 200 milioni circa.
In Italia, su una popolazione di circa 60 milioni di persone, circa 31 milioni sono donne e, di queste, circa 12 milioni hanno più di 50 anni di età. La scienza moderna, dopo anni di profondo letargo si è destata e, come per magia, ha scoperto ...la donna.
Non dovrebbe essere così ma purtroppo, o finalmente, così è. Adesso la donna va di moda, tutti la vogliono, tutti se la contendono: lei ed i suoi problemi di salute. Nascono così nuovi filoni di ricerca scientifica dedicati a lei, al suo cuore, al suo metabolismo, al suo cervello. Di fatto la scienza ha esplorato sino a ieri solo i territori maschili; la maggior parte dei lavori epidemiologici sono stati condotti sugli uomini, così come la maggior parte delle sperimentazioni cliniche, dei test con farmaci, degli esami di laboratorio e della diagnostica per immagini. Tutte indagini dove le variabili di genere erano scarsamente considerate. Da adesso in poi non sarà più così. La scienza medica ha capito che si deve fare forte alleata delle problematiche socio-sanitarie femminili se vuole allontanare quella che, nel giro di pochi decenni, potrebbe annunciarsi come la più grande disfatta della medicina: milioni di donne al mondo affette dalle temibili malattie cardio-cerebrovascolari, polmonari, metaboliche, neurodegenerative, bisognose dunque di cure ed assistenza con costi socio-sanitari ed economici di portata enorme, insostenibile, anche per le società più evolute. Per non parlare dei costi umani e delle inevitabili rotture di delicati equilibri che, all’interno della famiglia e della società, solo la donna riesce a gestire al meglio.
In realtà già nel 1988 l’ O.M.S. aveva lanciato un “Gender Challenge” alle Nazioni e alle Organizzazioni Internazionali per una migliore valutazione dei fattori di rischio che coinvolgono la salute della donna e lo sviluppo di strategie di prevenzione per diminuire l’impatto delle gravi malattie che affliggono le donne in età avanzata (ad esempio, malattia coronarica, osteoporosi e demenza). Al fine di vincere questa sfida, le comunità scientifiche hanno ritenuto opportuno favorire lo sviluppo di un approccio multidisciplinare al problema “ Medicina di Genere “ che integri competenze e attori diversi: medici, ricercatori ed esperti di economia, clinical governance, comunicazione, organizzazione sanitaria, educazione e formazione di vari settori dell’industria. Queste sono alcune delle ragioni per cui in Italia e negli altri Paesi sviluppati del mondo stanno nascendo Società per la salute e la malattia di genere e questa è la ragione per cui recentemente si è tenuto a Padova il primo congresso nazionale sulla Medicina di Genere organizzato dalla Fondazione Lorenzini. Ospiti in studio:
Prof. Rodolfo Paoletti, professore emerito di Farmacologia all’ Univ. di Milano, presidente della fondazione Giovanni Lorenzini, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore, presidente della Nutrition Foundation of Italy, presidente della Società Italiana di Scienze Farmaceutiche.
Prof. Pierfranco Spano, prof. ordinario di Farmacologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacologia Medica, Univ. degli Studi di Bs.
Prof. Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy
In esterni: Intervista alla Prof. Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina



versione per la stampa