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Il Cibo e “Quella Sporca Dozzina”

Sono 12, esattamente dodici, gli inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants-POP) che, una volta liberati nell’ ambiente, possono diffondersi in tutto il globo attraverso l’aria e l’acqua, così come attraverso la catena alimentare. Tra i 12 POP rientrano attualmente 8 pesticidi (tra cui il DDT), 2 sostanze chimiche industriali e 2 prodotti della combustione e sottoprodotti emessi non intenzionalmente come le policlorodibenzodiossine ed i policlorodibenzofurani, vale a dire le diossine ed i PCB. Tutte queste sostanze sono state messe al bando nel 2001 dalla Convenzione di Stoccolma “Sugli inquinanti organici persistenti” che ha stabilito i meccanismi di controllo che disciplinano la produzione, l’uso, l’importazione, l’esportazione, le emissioni e lo smaltimento dei POP a livello mondiale.

Per quanto riguarda l’Italia, il Ministero della Salute nel 2007 ha pubblicato il rapporto “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande“, realizzato dalla Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione. Nel rapporto sono indicati, tra gli altri, i risultati del Piano Nazionale “Residui”, programma di sorveglianza volto a ricercare i residui di sostanze vietate, illecitamente somministrate agli animali e a verificare la conformità dei residui di medicinali veterinari, antiparassitari e agenti contaminanti con i limiti massimi di residui fissati dalla pertinente normativa comunitaria.

Tutto questo per dire che, sia a livello nazionale che mondiale, molto si sta facendo per il controllo dei contaminanti ambientali presenti in aria, suolo, acqua, polvere ed alimenti. Di fatto l’apporto di contaminanti con la dieta diventa significativo solo per alcune sostanze chimiche rilasciate diffusamente nell’ambiente da attività antropiche. Tra questi, i composti solubili ( molto mobili in acqua ed in grado di contaminare le falde idriche sotterranee ) ed i composti organici clorurati, persistenti e scarsamente biodegradabili come il PCB e le diossine che entrano nella catena alimentare a seguito del loro rilascio nell’ ambiente da processi industriali o di incenerimento. Nel caso dei composti organici clorurati, il percorso seguito per giungere agli alimenti è quello: atmosfera-vegetazione-animali-uomo. Si stima che l’uomo sia esposto a questi composti soprattutto attraverso l’alimentazione, in particolare quella che include cibi di origine animale.

Di contaminazioni alimentari, che possono trasformare gli alimenti da fonte di nutrimento ad un vero e proprio pericolo per la salute, si parlerà in studio con i seguenti relatori:
Prof. Pietro Apostoli, prof. ordinario di Medicina del Lavoro, direttore del laboratorio di Igiene-Tossicologia Industriale, Spedali Civili – Università di Brescia;
Dott. Carmelo Scarcella, direttore generale dell’A.S.L.;
Prof. Paolo Boni, responsabile Reparto Alimenti e Sicurezza Alimentare, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, Brescia.




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