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Il Cervello non ha rughe
Tra le numerose trasmissioni realizzate con la prof.ssa Rita Levi Montalcini, ritengo che “La Macchina Illuminata “ sia stata tra le più significative. Quel giorno, in studio, la prof.ssa Montalcini era particolarmente padrona della scena, un’acrobata del pensiero, del lessico, delle metafore.

L’intervista ebbe inizio con un’allegoria: quella tra la scacchiera ludica e la scacchiera delle neuroscienze che hanno in comune i pedoni che, negli scacchi, svolgono un ruolo del tutto simile a quello che il N.G.F. (fattore di crescita nervoso) ed altri elementi, giocano nel sistema nervoso. Questo, in sintesi, il pensiero del Nobel: “Come nel gioco degli scacchi esiste una gerarchia delle varie figure ed i pedoni servono di difesa al re ed alla regina, anche nel cervello, questa gerarchia esiste. Nella scacchiera delle neuroscienze, infatti, consideriamo pedoni tutte quelle sostanze umorali (fattori di crescita nervosi, citochine, ormoni) che agiscono a difesa e controllo dei sistemi cognitivi ed ideativi, gerarchicamente superiori."

Parlando poi della scoperta del N.G.F., che le valse il Nobel per la Medicina nel 1986, la prof.ssa Montalcini così spiega: ”La scoperta è stata premiata in quanto, per la prima volta, io ho messo ordine, come è scritto nella citazione, in quello che era il caos del sistema nervoso, poi perché avevo praticato un’enorme apertura nella scoperta di fattori endogeni che agiscono su differenti linee cellulari. Oggi sappiamo che questo particolare fattore, scoperto nel 1977, era l’isola che emergeva da un continente subacqueo, perché di fatto il N.G.F., oltre ad essere un fattore specifico di crescita, agisce anche sul sistema immunitario, sul sistema endocrino e su altre cellule, come quelle della cornea e quelle neoplastiche, portando queste ultime non alla proliferazione indiscriminata, ma alla loro differenziazione, bloccando così il fenomeno neoplastico.”

Altre importanti tematiche furono trattate in quella memorabile intervista, quali l’invecchiamento e la morte. La vecchiaia è un argomento molto caro alla prof.ssa Montalcini per le ragioni che chiaramente espose: “Fisicamente noi abbiamo le rughe che ci dicono l’età e si ritiene che il cervello segua lo stesso percorso, cioè che, invecchiando, perda ogni capacità. Così non è perché, a differenza di tutte le componenti somatiche – in particolare voi vedete nel mio viso la mia età – il cervello non va incontro a questa degenerazione; perde cellule a centinaia, a migliaia, ma noi ne abbiamo 100 miliardi e quelle che rimangono sostituiscono quelle morte per la loro grande plasticità, realizzando così una compensazione più che sufficiente.” E, continuando, confida: “ Io la vecchiaia l’ho da parecchio tempo. Voi sapete la mia età che è molto avanzata, ma mi rendo conto, lavorando dalla mattina presto fino alla sera tardi, malgrado i disturbi visivi, di avere le stesse capacità intellettuali, di quando ero giovane perché il cervello l’ho mantenuto in funzione. Chiunque, l’uomo di strada, l’intellettuale o il non intellettuale può avere una vecchiaia di alto valore, di alte potenzialità creative, se mantiene il cervello in funzione, perché il cervello, a differenza delle componenti somatiche, ha enormi capacità rigenerative.”

La Morte non spaventa il Nobel che la considera un evento del tutto naturale: “La morte a me non ha mai fatto paura e non deve far paura, se sappiamo andarle incontro. E’ un episodio, come gli altri della vita. Mille volte nella mia vita sono stata a rischio della morte. Non me ne è mai importato niente! Questa è la vera ragione per cui sono ancora viva alla mia età!”.

In occasione dei 100 anni della prof.ssa Rita Levi Montalcini e dei 20 anni della nostra trasmissione di divulgazione medico-scientifica, verrà mandata in replica l’intera intervista che verrà commentata in studio dal. prof. Pierfranco Spano, professore ordinario di Farmacologia dell’ Univ. degli Studi di Brescia.



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