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Nuove frontiere in Oncologia
"Prima di tutto il cancro non può essere definito una malattia. Almeno non nel senso che generalmente si dà al termine malattia che significa un processo patologico rapido o lento, reversibile o prevenibile dell’organismo, e non prende in considerazione la causa. Nel caso del cancro, dei due protagonisti, l’aggressore e l’aggredito, l’aggressore è altrettanto interessante quanto l’aggredito. Il cancro è la ribellione di una cellula (che moltiplicandosi ne genera milioni) alle leggi che regolano lo sviluppo e la vitalità di un organismo. E’ la ribellione di Satana contro Dio, l’istaurarsi del Caos dove prima era l’ordine, la vittoria dell’ anarchia sulla legge. E’ un dramma diabolico ed affascinante che ci colpisce molto più di qualunque altro processo vitale perché sconvolge il nostro senso innato dell’ ordine e della legge, che è la base dell’Universo, come noi lo concepiamo, e della nostra vita di essere sociali" ( lettera della prof.ssa Rita Levi Montalcini alla sorella Paola del 10/3/51 riportata nel libro "Cantico di una Vita", Raffaello Cortina editore).

Sono trascorsi circa 60 anni da questa definizione data sul cancro dalla prof. Rita Levi Montalcini e, anche se oggi molto è cambiato sulle conoscenze delle origini e sulle cure del male, il tumore rimane ancora per l’uomo, per lo scienziato, la più grande sfida alla quale dover dare risposte e soluzioni. Di fatto i progressi compiuti negli ultimi decenni nel campo della diagnostica precoce, della chirurgia, della chemio e radioterapia, hanno generato un nuovo modo di approccio alla malattia neoplastica, sempre più personalizzato e mirato a salvaguardare al massimo organo e funzione, garantendo così al paziente, assieme alla sopravvivenza, anche una buona qualità di vita.

In Europa, come nel resto del mondo, il cancro rappresenta la seconda causa di morte per malattia dopo quelle cardiovascolari ma, rispetto agli ultimi 20-30 anni, oggi un paziente su due ce la fa e per molti la sopravvivenza supera i 5 anni. Di cancro oramai si parla come di una malattia cronica e, fermo restando che le tecniche chirurgiche sempre più mini-invasive e su misura ed i farmaci "a bersaglio molecolare", rivestono un ruolo importantissimo nella riduzione della mortalità, altrettanto importante è il ruolo svolto dalla prevenzione che non deve mai venir meno perchè di molti tumori oggi si conoscono cause e concause e molte di queste sono di natura epigenetica (ambientale e/o comportamentale) e non genetica.

Delle nuove frontiere in oncologia si parlerà in trasmissione con i seguenti relatori:
Prof. Giovanni Zaninetta, presidente della Società Italiana di Cure Palliative e direttore medico dell’Hospice Domus Salutis di Brescia;
Dott. Alberto Buffoli, direttore del Dipartimento di Oncologia e Radioterapia dell’Istituto Clinico "S. Anna" di Brescia;
Prof. Stefano Maria Giulini, direttore della Clinica Chirurgica dell'Univ. degli studi di Bs e dell'U.O. della terza Chirurgia Generale dell'Azienda Ospedaliera, Spedali Civili di Bs.



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