vai alla Home Page
Google
  cerca
Max Russo Alba
Le Foto di BOL
ANNUNCI
BRESCIA NON PROFIT
CONOSCI IL TERRITORIO
FORMAZIONE E LAVORO
SPORT
TEMPO LIBERO
VISITARE BRESCIA

Ristoranti
Agriturismo
Pizzerie
Trattorie

DOVE DORMIRE
HOTEL IN PRIMO PIANO
B&B IN PRIMO PIANO
DOVE MANGIARE
DOVE DORMIRE
ITINERARI
E-MAIL
Numerica
Crudi alla Meta
Viene dall’America l’ultima tendenza culinaria e si chiama “Raw Food” che, alla lettera, significa: “cibo grezzo, naturale”. Ed è già moda perché anche agli Italiani, gli stessi del ragù e delle lasagne, dei bucatini all’amatriciana, della pizza alle quattro stagioni, delle carni lesse piuttosto che arrostite, il crudo piace e per varie ragioni. La parola stessa, “Crudo“, porta lontano dai fornelli e dalla quotidianità e fa pensare a qualcosa di “sano”, non alterato da cotture e condimenti.

Di fatto, gli amanti del “Living Food” sostengono che il cibo crudo ha il pregio di conservare pressocchè inalterate le sue proprietà organolettiche e nutrizionali e il suo corredo di “fattori vitali“: ormoni, antiossidanti, vitamine e sali minerali. In più stimola la digestione, ripulisce l’ intestino e disintossica l’organismo. E’ essenziale però che gli alimenti siano freschi, raccolti e consumati al punto giusto di maturazione. Per frutta e verdura vale più che mai la regola della stagionalità e della territorialità. Ma anche la cottura ha i suoi vantaggi perché ammorbidisce e rende più facilmente digeribili alcune proteine quali il collagene e l’elastina e consente di evitare possibili rischi relativi a contaminazioni batteriche e virali. Per non parlar del gusto! Le persone contrarie al crudismo sostengono inoltre che la dieta “Raw Food” è sbilanciata perché costituita dal 75%-80% di frutta, 10-20 di verdure e un 5% di noci e semi vari; vale a dire da molti carboidrati e pochi grassi e proteine.

Esiste poi una visione filosofica e culturale del “Living Food“ ed è quella sostenuta e divulgata in America dal guru della cucina etica crudista, Aris la Tham. Lo chef, di origine afro-caraibica, consiglia in pratica a tutti di aumentare la quantità di cibo “vivo” nella propria dieta e suggerisce di non far mancare mai, ad ogni pasto, l’ insalata cruda. Il guru sostiene che basta un 20% di cibo crudo per poster digerire efficacemente il rimanente 80% di ciò che si mangia. Insomma il cibo crudo è considerato una vera e propria forza vitale perché ricco di tutte le sostanze utili al nostro organismo e delle energie necessarie per affrontare la giornata.

Di cibi cotti e crudi , della loro differenza in termini di proprietà organolettiche, nutrizionali e di sicurezza alimentare si parlerà in studio con i relatori:
Prof. Paolo Boni, Responsabile del dipartimento Alimenti e Sicurezza Alimentare, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, Brescia;
Giuseppe Maffioli, Chef di Cucina Ristorante Carlo Magno Brescia;
Prof. Andrea Poli, Direttore Scientifico della Nutrition Foundation of Italy.



versione per la stampa