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Non lasciamoci influenzare: aggiornamenti
Influenza A/H1N1

La situazione al 10 novembre dell'influenza pandemica in Italia è la seguente:

• Percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A: 0,0043 per cento
• Totale vittime correlate alla nuova influenza A: 34
• Casi che necessitano di assistenza respiratoria: 108

Casi e incidenza
In base al dati del sistema di sorveglianza Influnet basato sui medici sentinella, i casi di influenza settimanali stimati sono circa 540mila. In totale dal 19 ottobre, giorno di avvio della sorveglianza Influnet, al 1 novembre, sono stimati 785 mila casi nel nostro Paese. I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 2,8 per cento dei casi in media (1,7 nei più piccoli da zero a 4 anni e 3 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,5 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento.

Vittime correlate all’influenza A
La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,0043 per cento dei malati contro lo 0,2 per cento dei decessi correlati alla normale influenza.

Questi dati confermano che la situazione nel nostro paese è sotto controllo e quindi si confermano le raccomandazioni fornite nella trasmissione di Teletutto del 21 novembre 2009 e in particolare si ricorda :
- di attenersi alle disposizioni del Ministero della Salute e delle Regioni
- di vaccinare i soggetti a rischio
- di non recarsi all’Ospedale o negli studi dei Medici di famiglia se si sospetta un caso di influenza ma chiamare al telefono il Medico di Medicina Generale o il PLS (pediatra di libera scelta)
- di osservare e rispettare le disposizioni per evitare l’infezione



Niente panico. Niente ricoveri urgenti da codice rosso solo per uno starnuto in più o per una febbre sospetta.
Ciascuno di noi, piuttosto, metta in pratica la più elementare delle norme igieniche: lavarsi spesso le mani. E’ quanto raccomandano gli esperti per aiutare a controllare il contagio della influenza suina.

Di fatto il virus A H1N1, responsabile della tanto temuta influenza suina, si trasmette, come tutti gli altri virus influenzali, per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce ma si può anche trasmettere, per via indiretta, attraverso il contatto delle mani e delle secrezioni respiratorie. Ecco perché gli esperti raccomandano il rispetto delle norme igieniche a casa, a scuola, sul lavoro ed in tutti i locali pubblici.

Discorso semplice e logico che però non basta a tranquillizzare i milioni di Italiani sul pericolo reale di quella che, come annunciato ufficialmente da Margaret Chan, direttore dell’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) è una Pandemia a tutti gli effetti, anche se “moderata”. Finora i casi segnalati in 74 Paesi sono quasi 29mila, di cui 144 mortali.

La Pandemia (dal greco "pan-demos" - tutto il popolo) normalmente è determinata dalla rapida diffusione di una infezione in differenti aree del mondo con elevato numero di casi gravi e di mortalità.
La differenza tra pandemia e influenza stagionale sta nel fatto che, mentre quest’ultima è causata da sottotipi di virus influenzali già esistenti, la prima è invece determinata da sottotipi virali nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Il nuovo ceppo virale inoltre, potrà determinare una pandemia solo se in grado di trasmettersi in modo efficace da uomo ad uomo.

Cosa che il virus A H1N1 ha dimostrato di saper fare anche se la forma influenzale che determina è praticamente sovrapponibile all’ influenza stagionale, con identici segni e sintomi: febbre, sonnolenza, mal di gola, raffreddore, perdita di appetito, tosse.

L’ unico reale pericolo esistente, imprevedibile, è che il virus potrebbe andare incontro ad ulteriori mutazioni o a riassortimento del suo genoma con quello del virus stagionale.
La conclusione degli esperti è dunque che ci si trova certamente in una situazione di pandemia, e che quindi è giusto mantenere alta la guardia e cercare di proteggerci con il vaccino, ma che i rischi non vanno eccessivamente enfatizzati, perchè attualmente lo scenario più probabile rimane quello di un'influenza benigna.

Comunque, dal momento in cui saranno disponibili i vaccini, si procederà con la campagna vaccinale che verrà condotta esclusivamente dai centri vaccinali delle Aziende Sanitarie e sarà rivolta a precise categorie di soggetti individuati dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Mentre si continua a parlare di Influenza A, si profila all'orizzonte l'Australiana, influenza stagionale che ha più possibilità di contagio rispetto alla suina e che metterà a letto, per una settimana, milioni di italiani con i soliti sintomi: febbre elevata per 3 giorni, dolori ossei, mal di gola, raffreddore e tosse.

I tre ceppi più diffusi della influenza stagionale 2009-2010 sono il ceppo A/ Brisbane/59/2007 (della famiglia H1N1), il ceppo A/ Brisbane / 10/ 2007 (H3N2) il ceppo B/ Brisbane/ 60/ 2008. Questi sono i ceppi contenuti nel vaccino anti-influenzale stagionale disponibile dall’ inizio di ottobre e a cui si potrà associare quello contro la suina, appena disponibile (si prevede entro la prima metà di Novembre).

Il vaccino antinfluenzale è raccomandato a tutti gli ultra sessantacinquenni e alle categorie a rischio che sono:
- Bambini di età superiore a 6 mesi
- Ragazzi ed adulti affetti da una serie di patologie a rischio
- Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con ac.acetilsalicilico Donne al secondo e terzo mese di gravidanza
- Ricoverati presso istituti per lungodegenti
- Medici e personale sanitario di assistenza
- Familiari di soggetti ad alto rischio
- Persone che, per lavoro, sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus inflenzali non umani
- Persone addette ai servizi pubblici di primario interesse collettivo

I cittadini che rientrano tra le categorie a rischio potranno vaccinarsi gratuitamente presso lo studio del proprio medico curante o presso i centri vaccinazione dei distretti o dell’ igiene pubblica presentando idonea documentazione circa l’appartenenza alla categoria a rischio.

Va comunque ricordato che la vaccinazione contro l’ influenza stagionale va fatta non solo nelle categorie delle persone definite a rischio, bensì andrebbe estesa a tutta la popolazione rendendo così vita dura al virus che si diffonderebbe con più difficoltà. Un vero e proprio atto di civismo da parte di una società che si definisce evoluta, a tutela delle persone più fragili che la compongono.

Di influenza stagionale e dell'influenza suina si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:
Dott. Carmelo Scarcella (Direttore generale dell’ A.S.L. di Bs)
Prof. Francesco Catelli (Prof. Ordinario della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali dell’ Univ. degli Studi di Bs; Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’ Univ. degli Studi di Bs; Presidente della Medicus Mundi Italia)
Dott. Ovidio Brignoli (Medico di Medicina Generale Vice-Presidente della S.I.M.G.)
Dott. Andrea Poli (Direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy)



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