vai alla Home Page
Google
  cerca
Max Russo Alba
Le Foto di BOL
ANNUNCI
BRESCIA NON PROFIT
CONOSCI IL TERRITORIO
FORMAZIONE E LAVORO
SPORT
TEMPO LIBERO
VISITARE BRESCIA

Ristoranti
Agriturismo
Pizzerie
Trattorie

DOVE DORMIRE
HOTEL IN PRIMO PIANO
B&B IN PRIMO PIANO
DOVE MANGIARE
DOVE DORMIRE
ITINERARI
E-MAIL
Numerica
Maternità Negata, parliamone in tutt’Italia (1a parte)
Il 20 Novembre è la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia, che celebra la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Era il 20 novembre 1989. La data coincide con un duplice anniversario: la dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959).

Il Consiglio d'Europa, il 27 giugno 2008, ha approvato la risoluzione n. 1624/2008 contro l'abbandono dei neonati per «Prevenire la prima forma di violenza contro i bambini: l'abbandono alla nascita».

La Risoluzione segnala ai Paesi membri una serie di indicazioni per prevenire l'abbandono del neonato. Si tratta di un atto di indirizzo che, per la prima volta, affronta il tema a livello comunitario rientrando negli orientamenti più recenti della Commissione Onu. Nel punto 7 si legge che « l'abbandono di neonati mette chiaramente in risalto la questione dell' accessibilità delle donne e degli uomini - e in particolare degli immigrati - ai diritti sul piano sessuale ed ai servizi sanitari/consultori familiari».

Diventa allora di estrema importanza l'accesso alle informazioni per le donne, soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione come donne sole e immigrate, donne colpite da HIV ma anche per le giovani coppie. La Risoluzione invita gli Stati membri ad elaborare politiche contro l' abbandono dei neonati vietando pressioni a favore dell'abbandono; a cercare di impedire gravidanze precoci o indesiderate attraverso l'informazione e l'educazione sessuale delle ragazze e ragazzi, in special modo nelle scuole. Invita inoltre a fornire, soprattutto alle madri e padri appartenenti a gruppi vulnerabili, una migliore informazione sull'assistenza a loro disposizione, in particolare sul sostegno finanziario; ad incentivare la creazione e l' aumento dei centri di accoglienza temporanei per le madri ed i loro figli. I Paesi che aderiscono al Consiglio d'Europa sono invitati a sviluppare i servizi di sostegno alla genitorialità e allo stesso tempo sono sollecitati a garantire alla persona adottata l'accesso alle informazioni sulle proprie origini. La Risoluzione, inoltre, invita gli Stati membri a prendere provvedimenti perché sia assicurato alle donne che desiderano non riconoscere il proprio figlio naturale l'esercizio di tale diritto.

L' ultimo dei quattordici paragrafi della Risoluzione così recita: ”Ogni Stato ha l' obbligo di garantire, in qualsiasi momento, un ambiente familiare rassicurante ad ogni bambino, che si tratti della sua famiglia, della sua famiglia d' accoglienza o della sua famiglia adottiva... un inadempimento a questi obblighi sarebbe indegno di uno Stato e del mantenimento della sua qualità di membro del Consiglio d’ Europa ”. La Costituzione Italiana si pone come obiettivo primario la salvaguardia della maternità ( art. 31-2-3 ) e la normativa garantisce alla donna incinta il diritto a partorire in anonimato, come sancito dal disposto degli articoli 250 c.c. e dalle leggi 127/97 e 184/83, nonché dalla sentenza della Corte Costituzionale 171/94 in base alla quale il tribunale dei minorenni deve dichiarare immediatamente lo stato di adottabilità per un minore non riconosciuto dai genitori naturali.

Ogni donna incinta, pertanto, può scegliere di portare avanti la gravidanza e può partorire in Ospedale con l’assistenza necessaria, senza dare il proprio nome e lasciando il bambino alle cure del personale ospedaliero. La vita di ogni bambino è salvaguardata, così come quella della madre; un impegno per le Istituzioni, ora decise ad arginare una problematica socio-sanitaria che interessa le fasce più deboli della Società e che si trova a fare i conti con le nuove povertà femminili, i disagi all’ interno delle famiglie, con il mercato della prostituzione e con l’ immigrazione clandestina.

Panacea, da sempre attenta a queste problematiche, ospita personalità del mondo della cultura, della politica e dell’ informazione allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni stesse perché venga istituita una Giornata Nazionale dedicata alla "Maternità Negata" .

La lettera del Ministro Mara Carfagna

Ospiti di Panacea:
On. Renato Farina, Deputato alla Camera Italiana e alla Commissione Diritti Umani del Consiglio d’Europa, saggista, editorialista de “Il Giornale”, opinionista;
Dott. Carmelo Scarcella, direttore generale dell A.S.L. di Brescia;
Prof. Bruno Pieroni, decano dei giornalisti dell’area salute e presidente UNAMSI;
Dott. ssa Rosaria Avisani, direttore del servizio infermieristico, ostetrico, tecnico, riabilitativo azienda ospedaliera, spedali civili di Brescia. Presidente della sezione di Brescia Vittoria Alata;
Dott.ssa Giuseppina Tripodi, amministratore delegato della Fondazione Rita- Levi Montalcini, Presidente della sezione di Villafranca basso-Garda (Vr);
Dott.ssa Donatella Mento, avv. civilista ed amministrativista. Socia della sezione di Brescia Vittoria Alata;
Nel corso dell intervista avremo un contributo video della dott.ssa Lydia Keklikian, mediatrice culturale, studiosa in scienze sociali e religiose, esperta in tematiche relative alla immigrazione, allintercultura; in modo specifico alle donne straniere ed appartenenti alla cultura araba.

Maternità Negata, parliamone in tutt’Italia (2a parte) >>



versione per la stampa