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Maternità Negata, parliamone in tutt’Italia (2a parte)
La Costituzione Italiana si pone come obiettivo primario la salvaguardia della maternità e la normativa garantisce alla donna incinta il diritto a partorire in anonimato, come sancito dal disposto degli articoli 250 del codice civile e dalle leggi 184/’83 e 127/’97, nonché dalla sentenza della Corte Costituzionale 171/94, in base alla quale il Tribunale dei minorenni deve dichiarare immediatamente lo stato di adottabilità per un minore non riconosciuto dai genitori naturali.

Ogni donna incinta, pertanto, può scegliere di portare avanti la gravidanza e di partorire in Ospedale con la dovuta assistenza, senza dare il proprio nome e lasciando il bambino alle cure del personale addetto. La vita di ogni bambino è tutelata, così come quella della madre. Ma quante donne, soprattutto tra quelle in difficoltà, sono a conoscenza della normativa Italiana, tra le migliori in Europa? Poche evidentemente, come si evince dai risultati delle indagini condotte a riguardo.

Una ricerca effettuata da Auxilia Onlus su “infanticidio ed abbandono dei minori“, basata su oltre 150 articoli delle maggiori testate giornalistiche italiane nel periodo 1995-2005, ha evidenziato che, su un totale di 71 casi di infanticidi ed abbandoni, il 73% è causato da donne italiane ed il restante 23% da donne straniere. A fronte di questi dati, ce ne sono altri riguardanti l’aborto che ci dicono tutto il contrario e cioè che l’aborto è praticato sopratutto da donne straniere che lo utilizzano praticamente come metodo di pianificazione familiare (9 italiane su 1000 abortiscono contro 20 straniere su 1000). Negli ultimi 10 anni si è triplicato il numero di interventi effettuati da donne con cittadinanza estera, passando da una incidenza del 10,1% del ’96 al 29,6% del 2005 con una crescita del 66%.

Ma l’aborto non è una soluzione che elimina il “problema”. Non fa tornare indietro al giorno prima del test di gravidanza positivo e da lì in poi la donna deve comunque andare avanti con un figlio, vivo o morto, in braccio o sulla coscienza. Un impegno per le Istituzioni, ora decise ad arginare le gravi problematiche socio-sanitarie legate alla maternità e che interessano le fasce più deboli della Società che si trova a fare i conti con le nuove povertà femminili, i disagi all’ interno delle famiglie, con il mercato della prostituzione e con l’ immigrazione clandestina.

Scrive il Ministro Mara Carfagna a conclusione della sua lettera niente affatto formale inviata in occasione del recente incontro dedicato da Panacea al tema “Maternità Negata“ “...L’idea di una giornata della “Maternità Negata” torna a chiamarci in causa nell’ individuare tutte le possibili strategie da elaborare per il sostegno di quelle mamme che si sentono più sole e vulnerabili. Una giornata che ci ricordi come tutti i giorni le Istituzioni e la Società Civile debbano lavorare per capire come si possano contrastare queste sacche di solitudine, povertà ed emarginazione. Come ed in che misura si debba intervenire dal punto di vista sanitario e socio assistenziale per contrastare quelli che sicuramente sono veri e propri drammi fisici e personali.” Affinché ogni donna possa vivere la maternità consapevolmente e serenamente, sapendo che non è sola, che ci sono strutture istituzionalmente preposte per sostenerla durante e dopo la gravidanza. Pronte anche a gestire il futuro del bambino, quando il caso, liberandola così da ogni responsabilità legale ed affettiva. Affinché in un futuro, che si spera non lontano, si possa arrivare ad una nuova gestione delle maternità a rischio sociale.

Dell’aspetto normativo legato all’abbandono del neonato, della tutela della donna e del bambino, nell’ immediato e nel futuro, parleranno a Panacea:
Dott.ssa Donatella Mento – avv. civilista ed amministrativista. Socia F.I.D.A.P.A. della Sezione di Brescia “Vittoria Alata”
Dott.ssa Rosaria Avisani – direttore del servizio infermieristico, ostetrico, tecnico, riabilitativo azienda ospedaliera, spedali civili di Brescia. Presidente F.I.D.A.P.A. della Sezione di Brescia “Vittoria Alata”
Dott.ssa Giuseppina Tripodi – amministratore delegato della Fondazione Rita- Levi Montalcini, Presidente F.I.D.A.P.A. della Sezione di Villafranca basso-Garda(Vr)
On. Renato Farina – Deputato alla Camera Italiana e alla Commissione “Diritti Umani“ del Consiglio d’Europa, saggista, editorialista del Giornale.
Dott. Carmelo Scarcella, direttore generale dell’A.S.L. di Brescia
Dott. Bruno Pieroni, giornalista, decano della divulgazione medico-scientifica, presidente U.N.A.M.S.I.

Verrà inoltre trasmesso un contributo sull'educazione della prof. Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina.


Maternità Negata, parliamone in tutt’Italia (1a parte) >>



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