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Figli di un Dio Minore
“I bambini devono avere cibo, cure sanitarie, istruzione, non devono essere sfruttati con lavori troppo pesanti, devono avere tempo per studiare, per giocare, per far maturare la loro fantasia" - scrive Clio Napolitano, moglie del presidente Napolitano, nell'introduzione al libro illustrato Non calpestate i nostri diritti, curato dall'Unicef (edizioni Piemme).

E’ questo un periodo dell’anno in cui si celebrano numerose ricorrenze: tutte volte a ricordare date importanti che hanno segnato significative conquiste nel campo dei diritti umani. Una data in particolare è ben impressa nella memoria e nel cuore di noi tutti : quella del 20 novembre, dedicata alla giornata internazionale sui diritti dell’infanzia che celebra la data in cui - 20 novembre 1989 - è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New-York la Convenzione Internazionale sui diritti dell’ infanzia e dell’adolescenza. La Convenzione è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato nella storia umana ed è il più importante strumento giuridico a disposizione di tutti coloro - individui, famiglie, associazioni, governi, - che si battono per un mondo in cui ogni bambino e ogni bambina abbiano le medesime opportunità di diventare protagonisti del proprio futuro.

Dieci i diritti da garantire a tutti i bambini del mondo:
1. il diritto all'eguaglianza senza distinzione o discriminazione di razza, religione, origine o sesso
2. il diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale
3. il diritto ad un nome e ad una nazionalità
4. il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche
5. il diritto a cure speciali in caso di invalidità
6. il diritto ad amore, comprensione e protezione
7. il diritto all'istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento
8. il diritto a soccorso immediato in caso di catastrofi
9. il diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento
10. il diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto ad un'istruzione in uno spirito d'amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza.

Sono trascorsi venti anni da allora ma la strada per garantire tali diritti è ancora lunga ed irta di ostacoli. Nell’ultimo rapporto dell’Unicef, sulla condizione dell’infanzia nel mondo, si rileva che ogni giorno ben 26 mila bambini con meno di cinque anni muoiono per cause del tutto evitabili. Quasi la metà dei decessi sotto i cinque anni di vita avvengono nell’Africa sub-sahariana. Le cause? Guerre, disastri naturali, Aids, miseria e scarse strutture medico sanitarie. La malnutrizione è uno dei fattori all’origine del 50% dei decessi dei bambini con meno di cinque anni. Ancora oggi infatti muoiono di fame cinque bambini ogni 30 secondi, 17 mila bambini ogni giorno, 6 milioni di bambini ogni anno”. Al punto 6 la Convenzione parla di diritto all’ amore, alla comprensione ed alla protezione. E sembrano parole prive di ogni senso a guardare i rapporti annuali delle Nazioni Unite e dell’Unicef sugli atti di violenza inferti ai bambini spesso da chi dovrebbe tutelarne istruzione, salute, futuro.

• L’ O.M.S. stima che nel 2002 almeno 53.000 bambini tra 0 e 17 anni sono stati assassinati.
• Secondo le stime dell’ O.I.L. ( Organizzazione Interna del Lavoro ) nel 2000 erano 5,7 milioni i bambini coinvolti in attività lavorative forzate o ridotti in semi-schiavitù; 1,8 milioni nel giro della prostituzione e pornografia; 1,2 milioni vittime del traffico di esseri umani che prende le vie più disparate: dallo sfruttamento fino all’ espianto di organi.
• 8 milioni di bambini che vivono in un Istituto soprattutto se disabili, poveri o con problemi familiari, sono a rischio di atti di violenza, spesso mascherati come procedure terapeutiche, da parte del personale stesso. In 77 paesi gli istituti penali riconoscono punizioni corporali ed altre punizioni violente come misure disciplinari.
• Il numero dei bambini che in età scolare dichiarano di essere stati vittime di atti di bullismo oscilla tra il 20-65% mentre un altro esercito che varia da 100 a 140 milioni di bambine e giovani donne, ha subito una forma di mutilazione o taglio dei genitali femminili.
• 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti nel 2002 a rapporti sessuali forzati o altre forme di violenza che includono il contatto.
• La violenza in famiglia è la più nascosta. I bambini ne sono vittime quanto spettatori: oltre a subire gli abusi, ogni anno 275 milioni di loro assistono ad episodi di violenza domestica.

Le ripercussioni a breve e lungo termine sui bambini sono spesso gravi. I segni fisici, emotivi e psicologici della violenza possono avere conseguenze pesanti nelle fasi dello sviluppo e per la salute e la capacità di apprendimento del bambino. Gli studi dimostrano che essere sottoposti a violenze durante l’infanzia è strettamente associato all’ insorgere in età adulta di comportamenti rischiosi per la salute come l’abuso di droghe ed alcool, l’ inattività fisica e l’ obesità. A loro volta questi comportamenti contribuiscono ad alcune delle cause di malatta e morte tra cui depressione, suicidio, problemi cardiovascolari e cancro.

Qual è la situazione in Italia? Cosa si propongono le Istituzioni , governative e non, per contrastare la violenza sui minori nel nostro Paese? Che ruolo ha la famiglia nella tutela e cura del minore? Come la giustizia italiana favorisce il recupero degli imputati minorenni?
A queste ed altre domande daranno risposta gli ospiti in trasmissione:
Dott.ssa Alessandra Tiberti, direttore del Dipartimento Pediatrico, responsabile della Divisione di Neuropsichiatria Infantile- Ospedale dei Bambini- Bs;
Dott.ssa Ivana Giannetti, già primo dirigente della Polizia di Stato, fondatrice e presidente del Telefono Azzurro-Rosa;
Dott.ssa Margherita Peroni Consigliere Regione Lombardia;
Prof. Luciano Eusebi, prof. ordinario di Diritto Penale della Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza dell’ Univ. Cattolica del Sacro Cuore, prof. incaricato di Diritto Penale I e II presso la Pontificia Università Lateranense di Roma.



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