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Donne e diritti - 2a parte
L’ONU, nel 1993 alla conferenza di Vienna, ha proclamato i diritti delle donne come diritti umani a pieno titolo ed ha definito la violenza di genere una violazione dei diritti umani. Da allora ad oggi sono stati organizzate altre conferenze internazionali, altre piattaforme di discussioni, eppure tutti sappiamo come, ancora oggi, per la donna sia estremamente difficile vedere riconosciuti i propri diritti, sia nei Paesi emergenti che in quelli industrializzati.

“L’eliminazione della povertà, per mezzo di una crescita economica sostenuta, dello sviluppo sociale, della protezione dell’ambiente e della giustizia sociale, richiede la partecipazione delle donne allo sviluppo economico e sociale, la parità delle opportunità e la piena ed uguale partecipazione delle donne e degli uomini, in qualità di protagonisti e beneficiari di uno sviluppo durevole al servizio degli individui”.
Questo è quanto scritto nel paragrafo 16 della Dichiarazione di Pechino del 1995. E si spera non siano solo belle parole. In attesa della prossima piattaforma di Pechino del 2015, le delegazioni internazionali continuano ad incontrarsi ed a discutere, e a formare così, tessera dopo tessera, il complesso mosaico dei diritti delle donne, riconosciuti finalmente come fondamentali diritti umani.

Anche il Parlamento Europeo chiede agli Stati Membri dell’Unione di impegnarsi di più per i diritti delle donne adottando misure adeguate per combattere la povertà, le discriminazioni, la violenza e per assicurare l’istruzione, la formazione, la partecipazione attiva delle donne alla vita sociale e politica e per assicurare loro la salute.

La prof. Rita Levi Montalcini così scrive nel suo libro Tempi di Mutamenti:
“Le donne di tutto il mondo vanno ritrovando la voce per esprimere la loro angoscia, il loro dolore e la loro rabbia per la violenza di tanti oltraggi che vanno dall’incesto allo stupro, alla forzata prostituzione, alla mutilazione genitale, alla pornografia, alla violenza entro le pareti domestiche. La creatività e l’efficienza organizzativa dimostrata dalle giovani donne dei Paesi emergenti ( India, Cina, Africa ) potrà innescare meccanismi di trasformazione sociale essenziali per uno sviluppo sostenibile.
Gli sviluppi scientifici e tecnologici, in particolare quelli relativi al settore dei sistemi informatici, hanno notevolmente contribuito a questi cambiamenti. Le donne hanno saputo adattarsi tenendo il passo con i sempre continui progressi nelle tecnologie e loro applicazioni. La loro capacità di adeguarsi ai nuovi sistemi di vita gioca un ruolo decisivo per la realizzazione di interventi risolutivi di piccola e grande portata.
E’ questo un cambiamento non periferico ma centrale alla società globale, per poter affrontare le grandi sfide di un mondo coinvolto da rivoluzioni tecnologiche, economiche e politiche, interrelate tra loro ed al tempo stesso senza più barriere geografiche”.


Di diritti della donna, soprattutto di quelli inerenti la sua salute psico-fisica si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:
Prof. Sergio Pecorelli, Prof. Ordinario della Clinica di Ginecologia ed Ostetricia, Univ. degli Studi di Brescia, Presidente AIFA
Prof. Umberto Bianchi, già prof. Ordinario della Clinica di Ginecologia ed Ostetricia, Univ. degli studi di Brescia.
Contributi Video con interviste alle suore Bertilla Capra e Lucia Pala, delle suore Missionarie dell’ Immacolata di Milano, (Istituto esistente dal 1936 e che ha circa 100 case sparse in tutto il mondo) che svolgono da oltre 30 anni la loro opera missionaria presso il lebbrosario “Vimala Dermatological Center” di Mumbay.



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