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Alleati contro il cancro
“Il cancro negli anni a venire è destinato a diventare la principale causa di morte in tutto il mondo”. Questo è quanto si può leggere nella nuova edizione del World Cancer Report stilata dall`Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) e da cui risulta che, nonostante in alcuni Paesi come gli Usa, l’incidenza dei tumori e il tasso di mortalità si siano ridotti, la patologia continua a diffondersi ed aumenta dell`1% ogni anno. Nei Paesi emergenti, che tendono ad adottare abitudini occidentali nocive come il consumo di tabacco e diete ricche di grassi, si passerà dai 5,5 milioni nel 2005 ai 6,7 milioni del 2015, agli 8,9 milioni di morti per cancro nel 2030; nei Paesi sviluppati i decessi per cancro passeranno da 2,1 milioni nel 2005 ai 2,5 milioni nel 2030. Il cancro rappresenterà così la prima causa di morte, seguito dalle malattie cardio-cerebro-vascolari (infarto ed ictus) e da quelle infettive come l’Aids, la malaria e la tubercolosi. I malati di cancro tenderanno quindi ad aumentare e, tenendo conto che la moderna medicina ha aumentato la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore, i nuovi casi si aggiungeranno a quelli già presenti.

In Italia si stimano oltre 250.000 nuovi casi di tumore ogni anno nelle persone fino agli 84 anni di età. Pur tenendo conto dell’aumento dei casi dovuto all’invecchiamento della popolazione, l’incidenza dei tumori è in crescita sia tra gli uomini che tra le donne. In media un uomo ogni tre e una donna ogni quattro hanno la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita media (0-74 anni).

Negli scorsi decenni la Lombardia ha registrato livelli di rischio oncologico tra i più elevati d’Italia. Le principali patologie oncologiche sono il tumore del polmone, del colon-retto, della prostata e dello stomaco negli uomini, e il tumore della mammella, del colon-retto, del polmone e dello stomaco nelle donne. Le differenze tra la Lombardia e l’ Italia si sono andate però riducendo nel corso degli anni e si stima che sia il rischio di ammalarsi (in aumento), che di morire (in diminuzione) andrà allineandosi a quello delle altre regioni del Nord. Nel 2005 le persone decedute in Lombardia a seguito di un tumore sono state 22.500 circa, mentre secondo le previsioni, nel 2010 saranno circa 370.000 le persone residenti in Regione impegnate in una personale lotta contro il cancro. Nel 2006 l’A.S.L. di Brescia, su una popolazione di 1.128.000 abitanti, ha registrato circa 40.000 assistiti per patologia tumorale, con una prevalenza quindi del 36%.

Peter Boyle, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e coautore del World Cancer Report, sostiene che il rapido aumento del peso globale del cancro rappresenta una vera e propria sfida per i Sistemi Sanitari di tutto il mondo ma che, anche se il cancro è una malattia devastante, è in gran parte prevenibile. Diverse sono infatti le misure preventive che possono essere adottate, tra cui la lotta al tabagismo, la riduzione del consumo di alcol, una maggiore attività fisica, le vaccinazioni contro l’epatite B ed il papillomavirus. Queste misure, se adottate, potrebbero avere un grande impatto sulla riduzione della diffusione globale della patologia.

Queste importanti tematiche verranno discusse in trasmissione con i seguenti ospiti: Dott. Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell’A.S.L. di Brescia;
Prof. Francesco Donato, direttore della Cattedra di Igiene, Univ. degli Studi di Brescia, Responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’A.S.L. di Brescia;
Dott. Giovanni Marini, Responsabile dell’U.O. di Oncologia Medica dell’Istituto Clinico “S. Anna” di Brescia.



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