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Latte, fonte di vita
Quando esce un nuovo farmaco, pubblicizzato da tutti i Media perché innovativo, sicuro, senza controindicazioni ed effetti collaterali, sono in molti a chiedersi (a parte le persone che ne potrebbero avere giovamento) quali e quanti interessi ruotino intorno alla nuova molecola. Capita poi, a volte, che si faccia una contro-promozione ad un prodotto perché, all’ improvviso, si scopre che è inefficace se non dannoso per la salute dell’ uomo. Anche in questi casi sorge spontanea la domanda: "Cui prodest?". Speriamo che la querelle sorta in questi giorni attorno al latte materno non coinvolga alcun interesse che non sia quello primario della salute della madre e del bambino. Per arrivare all’ oggetto in questione bisogna far riferimento a quanto emerso da un talk-show sulla "Nutrizione e Salute: riflessioni sull’allattamento al seno", tenutosi di recente a Torino in occasione del Convegno della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale -Sezione Piemonte e Valle d’Aosta.

Il conduttore del talk-show, prof. Giuseppe Ferrari, primario emerito della Divisione di Pediatria dell'Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, ha precisato che l´ideale per ogni mamma sarebbe poter allattare il proprio bambino al seno ma che, qualora questo non fosse possibile per varie ragioni, "nonostante l´intensa campagna a favore dell´allattamento al seno, forse più ricca di demagogia che di interesse per la salute del bambino, è sbagliato fare sentire la donna una mamma di serie B". Questa affermazione è stata subito ripresa e divulgata on-line con un articolo a firma Ottavia Giustetti "Allattare al seno, fine di un mito".

Pronta la risposta da parte del Comitato Nazionale Multisettoriale per l’ Allattamento al Seno del Ministero della Salute: "L’allattamento al seno esclusivo non è tanto "il metodo ideale" bensì la norma e il modello di riferimento rispetto al quale tutti i metodi alternativi di alimentazione devono essere misurati in termini di crescita, salute, sviluppo e qualsiasi altro esito a breve o a lungo termine".

Ma perché l’allattamento al seno è al centro del recente dibattito? Il tutto nasce dal voler ristabilire un giusto equilibrio tra il rispetto per le mamme che non possono o non vogliono allattare al seno, e il risultato di una campagna promossa dall’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 1989 per incentivare un ritorno all’allattamento naturale e rivolta, pare, soprattutto alle mamme dei Paesi più poveri. Di fatto sembra che questa campagna abbia favorito, nel corso degli anni, una cultura “integralista“ degli operatori sanitari più vicini alla donna durante la gravidanza ed il parto portandoli ad assumere un atteggiamento di tipo inquisitorio nei confronti delle donne che, per differenti ragioni, decidono di non allattare al seno. Il messaggio è: nei Paesi sviluppati una donna, soprattutto se lavora, deve poter essere svincolata dalla relazione duale ed esclusiva "madre-bambino" che l’allattamento genera! Come dire che un bambino del Terzo Mondo può avere garantito, in mancanza di altro, tutto ciò che di buono gli può derivare dal latte materno, mentre John Smith che ha la fortuna di nascere a Londra può anche accontentarsi del latte artificiale ed andare incontro a qualche malattia in più, nel presente e nel futuro!

Intanto il Comitato del Ministero della Salute ha preso le distanze da ogni tentativo di delegittimare l’ allattamento al seno e auspica una particolare attenzione da parte di tutti gli organi di informazione al fine di evitare di influenzare negativamente, sia coi testi che con immagini, uno dei principali determinanti della salute umana. Noi facciamo dunque la nostra parte e diamo qualche informazione in più sulla normativa vigente dell’ allattamento al seno, ricordando che la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New-York il 20 novembre 1989 riconosce, tra l’ altro, il ruolo fondamentale che l’allattamento al seno svolge per l’affermazione del diritto del bambino al più alto standard raggiungibile di salute. Al punto 24 si legge che il bambino deve poter vivere in salute anche con l'aiuto della medicina e che gli Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative:
* fare in modo che muoiano meno bambini nel primo anno di vita;
* garantire a tutti i bambini l'assistenza medica;
* combattere le malattie e la malnutrizione fornendo cibi nutritivi ed acqua potabile;
* assistere le madri prima e dopo il parto;
* informare tutti i cittadini sull'importanza dell'allattamento al seno e sull'igiene;
* aiutare i genitori a prevenire le malattie ed a limitare le nascite.

E’ doveroso ricordare anche che l'UNICEFe l'OMS hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta "Ospedale Amico dei Bambini".
I dieci passi UNICEF-OMS per l'allattamento al seno sono i seguenti:
1. definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
2. preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
3. informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno
4. aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno già mezz'ora dopo il parto
5. mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
6. non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica.
7. sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
8. incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
9. non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell'allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall'ospedale o dalla clinica.

C'è una bella storia legata all’allattamento al seno che narra che in una delle tante grotte di Betlemme, la Vergine Maria si sia rifugiata durante la strage degli Innocenti per allattare Gesù bambino. Una goccia di latte sarebbe caduta su una parete della grotta, rendendola particolarmente bianca. Durante tutto il Medioevo, frammenti di tale roccia sono stati asportati da pellegrini di qualsiasi nazionalità e credo religioso perché, ridotti in polvere, venivano disciolti in acqua e assunti dalle donne in difficoltà per il latte.

Il latte materno dunque non è prerogativa né dei Paesi poveri, né di quelli ricchi, né degli ebrei, né dei cristiani, né dei musulmani. E’ piuttosto la dolce "essenza" dell’Umanità tutta.

Della valenza dell’allattamento al seno, delle proprietà nutritizie del latte materno, dei fattori di protezione per la mamma e per il bambino e di tutto quanto concerne l’allattamento e lo svezzamento si parlerà in trasmissione con i seguenti ospiti:

In studio
Dott.ssa Orietta Scattolin, pediatra di libera scelta-Brescia
Dott.ssa Rosaria Avisani, ostetrica e direttore S.I.O.T.R.A. (servizio infermieristico, ostetrico, tecnico, riabilitativo, aziendale) Azienda Ospedaliera "Spedali Civili" di Brescia
Dott. Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy

In esterni:
Maristella Gemini, Ministro della Istruzione
Don Giuseppe Fusari, direttore del Museo Diocesano di Brescia



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