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Il seno tra salute e bellezza
"La bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino".
Questo bellissimo pensiero di Oscar Wilde si ricollega in qualche modo alla definizione di Sant’Agostino "La bellezza è il reciproco rapporto delle parti con il Tutto". Nel corso dei secoli filosofi, letterati, pensatori, artisti, hanno dedicato alla bellezza le loro opere più significative ed anche oggi il tema è quanto mai dibattuto. Perché la bellezza affascina ed avvicina al Mistero, come la Vita e la Morte. Alla bellezza è stata dedicata di recente una settimana di incontri, in diverse città della Lombardia, con giornalisti, opinionisti, artisti, uomini di cultura insomma, che della bellezza, nelle sue differenti espressioni, hanno dato ciascuno la propria visione. Anche la bellezza fisica è oggi molto discussa e così, chi pensa di non rientrare nei canoni della bellezza modernamente intesa, si crea la propria, per lo più sul lettino del chirurgo estetico.

E’ in questo contesto socio-culturale che nasce e cresce il mito della donna che deve apparire bella e "a posto" in ogni attimo della giornata: corpo perfetto, pelle splendida e capelli impeccabili. Come dunque si inserisce in questa realtà il cancro, brutto e mostruoso che, dall’oggi al domani, sconvolge la bellezza, comunque intesa e raggiunta? Su quale altare le donne colpite dal tumore al seno alla fine andranno a deporre la loro corona di spine? Su quello dell’ effimero ideale di giovinezza e di perfezione estetica o piuttosto su quello di una ritrovata femminilità, valore antico e sempre attuale di una bellezza destinata a non sfiorire mai, nonostante gli insulti delle malattie e del tempo?

La Medicina a queste domande ha le giuste risposte da suggerire alle donne che, colpite dal tumore, insieme al desiderio di guarire, esprimono quello di tornare, il più presto possibile, alla vita di sempre. Ma, se la Scienza oggi ha numerose ed innovative armi per combattere il tumore da un punto di vista diagnostico e terapeutico, di importanza fondamentale resta la prevenzione. A questo proposito, tutti i Paesi della Comunità Europea, all’interno di un vasto progetto unitario contro il cancro, hanno approvato una serie di norme di prevenzione primaria e secondaria, utili e facili da seguire, conosciute come "il Codice Europeo contro il Cancro".

Si dirà: non è così facile modificare abitudini e stili di vita e accettare sacrifici, limiti e rinunce per ipotetici benefici attesi nel tempo. Gli esperti oncologi che hanno redatto il Codice Europeo sono invece fermamente convinti che, se queste raccomandazioni venissero abbracciate dalle donne nella vita di tutti i giorni, ci si potrebbe aspettare una riduzione del 20% della mortalità per cancro, soprattutto di quello al seno che, ancora oggi e nonostante tutto, rappresenta nel mondo, il primo tumore femminile e in Italia, colpisce circa 30.000 donne ogni anno (pari al 27% di tutti i tumori femminili) e circa 11.000 sono le donne che di questo male muoiono ogni anno (pari al 18% delle morti per tumore nelle donne).

Questi sono gli ultimi dati di incidenza e mortalità (dati AIRC) che confermano la diffusione di questa forma tumorale tra la popolazione femminile; a questi dati però se ne contrappongono altri che ci informano del fatto che oggi su tre donne che si ammalano di tumore, due riescono a guarire. Un risultato impensabile sino a 20 anni or sono quando la percentuale di guarigione non superava il 40%.

«Quella del tumore al seno è la storia di una malattia che si può battere - dice il professor Umberto Veronesi - Se trent’anni or sono quattro donne su dieci ammalate non ce la facevano, oggi sono meno della metà. Più di un terzo delle pazienti, poi, arriva alla diagnosi con lesioni così piccole che le percentuali di guarigione sfiorano il 100%». Ecco dunque che anche la prevenzione secondaria assume una importanza notevole, tra queste la mammografia che consente oggi diagnosi precocissime, anche per dimensioni del tumore impalpabili.

Come deve dunque regolarsi la donna nel gestire la salute del proprio seno? A quale età deve iniziare a fare controlli? Sino a che punto l’ autopalpazione è sufficiente a monitorare la salute del proprio seno? Ogni quanto bisogna fare la mammografia? Quando invece è consigliata l’ecografia? Quando bisogna rivolgersi al chirurgo? Grazie ai progressi fatti anche in campo chirurgico, l’intervento per tumore al seno è sempre meno demolitivo e nuove prospettive terapeutiche, anche in campo farmacologico, consentono sempre più spesso di arrivare alla soluzione definitiva della malattia tumorale.

Dei diversi aspetti di prevenzione, diagnosi e cura del tumore della mammella si parlerà in trasmissione con i relatori:


In studio:
Dott. Antonio Barni, Responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale, Istituto Clinico “Sant’Anna” Brescia.
Dott. ssa Edda Simoncini, Direttore dell’Unità Operativa dell’ Oncologia Medica dell’ Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia.
Dott. Alberto Riboldi, Responsabile Sezione Chirurgia mammaria e Senologia, l’Istituto Clinico Citta di Brescia

In esterni:
Maristella Gelmini, Ministro dell’ Istruzione
Don Giuseppe Fusari, Direttore del Museo Diocesano di Brescia
Isabelle Vincent, Curatrice di Immagine, Specialista in dermo-pigmentazione



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