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Il cervello e le sue meraviglie
Anche quest’anno la Settimana del Cervello (Brain Awareness Week), ha preso ufficialmente il via. Per sette giorni, dal15 al 21 Marzo, i neuroscienziati di tutto il mondo saranno attivamente coinvolti in questa iniziativa dedicata a sollecitare la pubblica consapevolezza nei confronti della Ricerca sul cervello. Coordinata dalla European Dana Alliance for the Brain, e dalla Dana Alliance for Brain Initiatives negli Stati Uniti, la settimana del cervello è il frutto di un enorme coordinamento internazionale che ha messo insieme più di 1.870 organizzazioni, associazioni di malati, agenzie governative, gruppi di servizio e organizzazioni professionali in 62 Nazioni.

L’Italia, per la prima volta, ospiterà la International Brain Bee Competition, le Olimpiadi delle Neuroscienze, una gara che coinvolge gli studenti delle scuole medie superiori che competeranno duramente per stabilire chi ha il “miglior cervello” su argomenti come la memoria, l’intelligenza, lo stress, il sonno, le emozioni, l’invecchiamento, e le malattie del sistema nervoso. Gli esperti sostengono che i giovani, partecipando alla competizione, saranno più stimolati ad interessarsi alle materie biologiche ed alle neuroscienze con il risultato di una maggiore conoscenza e rispetto nei confronti della parte più “nobile” del loro corpo, il cervello.

Di fatto, le malattie psichiatriche e neurologiche sono tra le più invalidanti per l’uomo, con un impatto, in termini di morbilità, invalidità e mortalità, paragonabili a quello delle malattie oncologiche e cardio-vascolari. I costi umani, sociali ed economici di tali malattie sono molto elevati ed hanno una grave ricaduta sulla collettività. Questa osservazione deve essere accompagnata dalla constatazione del progressivo invecchiamento della popolazione e dal fatto che siano proprio gli anziani i soggetti più esposti alle malattie neurodegenerative e mentali come la demenza, la depressione e i disturbi d’ansia. Diversamente da altri ambiti della ricerca biomedica, come la genetica o l’oncologia, non c´è, nell’opinione pubblica, una cognizione esatta del valore che la Ricerca sul sistema nervoso dà al progresso della Scienza e questa limitazione si riflette in un relativamente modesto investimento, anche da parte delle Istituzioni, a supporto degli studi nel settore.

Sostenere la ricerca nelle neuroscienze significa:
1. Fare progredire la comprensione dello sviluppo del cervello, prima e dopo la nascita, così da elaborare metodi innovativi per prevenire e curare disturbi della vista, dell’udito, della lettura e dell’apprendimento che si instaurano durante lo sviluppo.
2. Identificare i fattori che regolano lo sviluppo delle cellule nervose e delle loro connessioni, mettere a punto nuovi metodi per favorire la rigenerazione nervosa in seguito a lesioni del midollo spinale o del cervello.
3. Identificare i geni che sono all’origine di forme ereditarie della schizofrenia e dei disturbi bipolari e scoprire la modalità con la quale essi provocano queste malattie.
4. Scoprire nuove strategie per alleviare il dolore e curare la dipendenza dalle droghe.
5. Fare progredire le conoscenze sulla regolazione dei geni e la funzione dei neurotrasmettitori che permettono la comunicazione tra le cellule nervose, e studiare il ruolo che queste molecole possiedono nelle malattie del cervello.
6. Identificare gli agenti all’origine delle encefalopatie spongiformi (comprese l’encefalopatia spongiforme bovina e la sua variante umana, la malattia di Creutzfeldt-Jakob), e la modalità di trasmissione; elaborare dei test per la diagnosi precoce dell’infezione.
7. Comprendere come l’attività del cervello umano genera la percezione, le emozioni, il pensiero e il linguaggio. Chiarire i meccanismi cerebrali della memoria e l’origine delle amnesie.
8. Elaborare delle terapie per limitare i danni provocati dagli ictus e altre forme di lesioni cerebrali. Concepire nuove forme di riabilitazione e nuovi strumenti terapeutici per migliorare il recupero.
9. Sviluppare nuovi trattamenti e nuovi test per la diagnosi precoce della sclerosi multipla, l’epilessia, le patologie legate ai motoneuroni e la malattia di Alzheimer.
10. Mettere a punto nuove cure per la malattia di Parkinson, in particolare il trapianto di cellule adulte.

Delle nuove frontiere della ricerca nel campo delle Neuroscienze per la prevenzione e cura della malattie del Sistema Nervoso si parlerà in trasmissione con i seguenti relatori:
Prof. Alessandro Padovani direttore della Clinica Neurologica dell' Univ. degli studi di Bs.
Prof. Marina Pizzi, Prof. Associato di Farmacologia, dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche, Universita´degli studi di Brescia
Prof. Giorgio Brunelli, Fondatore dell´ESCRI (European Spinal Cord Institute) e della Fondazione per la ricerca sulle lesioni del midollo spinale
Sarà mandata in onda una intervista alla Prof. Rita Levi Montalcini.



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