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Vecchia lastra addio!
Grazie alla felice quanto prevedibile unione dell'informatica con l'imaging scientifico il radiologo moderno ha potuto effettuare un restyling di se stesso, del suo sapere e di tutta la vecchia diagnostica per immagini. Con risultati a dir poco strepitosi perché, se è vero che visualizzare immagini di malattie sospettate clinicamente è di fondamentale importanza per impostare la cura più adatta, è altrettanto vero che il sogno segreto, per i medici e per i pazienti, è quello di scoprire lesioni prima che queste diano segno di sé. E giocare d’ anticipo.

L’ecografia e la tac, spirale e multistrato, così come la risonanza magnetica hanno nel corso di questi ultimi anni già dato splendidi risultati permettendo di acquisire informazioni diagnostiche digitalizzate su un ampio volume corporeo ( vero e proprio clone virtuale) in tempi brevissimi e con miglioramento della risoluzione e perfezionamento delle ricostruzioni multiplanari e tridimensionali. Inoltre, con tecniche di endoscopia virtuale, le cosiddette "flying trough" ovvero "viaggio all'interno del corpo umano", oggi si può navigare dentro i vasi, dentro i bronchi, dentro il colon e dentro tutto ciò che è cavo e percorribile. Ma l’ultima sfida raccolta dal radiologo del terzo millennio va oltre la diagnosi della malattia e, soprattutto in campo oncologico, punta alla terapia, con le tecniche di imaging funzionale-molecolare.

Lo scopo di questa metodica è quello di trasferire, all’ interno dell’Imaging convenzionale basato sullo studio morfologico dei tessuti, l’uso di specifiche sonde molecolari che consentono al Radiologo di acquisire informazioni sulla biologia, fisiologia e biochimica del tumore, in relazione ad una specifica terapia. Le informazioni così ottenute riguardano il tipo di risposta alla cura prima ancora che questa si esprima sotto forma di un cambiamento dimensionale della lesione stessa. Tali risultati avranno un forte impatto sia nella scelta dei farmaci, sia nella decisione di continuare o meno un protocollo terapeutico. Queste tecniche, al limite tra scienza e fantascienza, consentiranno sempre più notevoli miglioramenti in termini di diagnosi, di terapie personalizzate e, quindi, di vite umane salvate. Anche la spesa sanitaria verrà ad essere contenuta grazie ai ricoveri di breve durata, ad interventi chirurgici meno complessi ed alle complicanze post operatorie.

E non basta, perché, grazie ad Internet, con la teleradiologia ed il teleconsulto, la moderna Radiologia consente ai medici di scambiarsi, da remoto, dati, opinioni e decisioni terapeutiche in tempo reale. In quest’ ottica la teleradiologia diventa un nuovo modo di lavorare in Sanità. L'intero settore dell'imaging si sta dunque sviluppando in modo tumultuoso, cosa che rende quanto mai necessario l'impiego razionale di tali risorse strumentali a rispetto del principio di beneficità per il paziente. Così come non va dimenticato che il baricentro su cui ruota l’ assistenza sanitaria è il rapporto di fiducia tra medico e paziente, che non potrà mai essere mediato, né tanto meno sostituito, da tecnologia alcuna.

Dell’avanzamento tecnologico nel campo della diagnostica per immagini e delle ricadute per la salute dei malati si parlerà in trasmissione con i seguenti relatori:
Prof. Roberto Maroldi, Direttore della Cattedra di Radiologia, Univ. degli Studi di Brescia
Dott. Ovidio Brignoli, vice-presidente della S.I.M.G.
Dott. Mauro Castellani, Responsabile del Servizio di Senologia Diagnostica, Istituto Clinico Sant’Anna, Brescia
Prof. Giovanni Frisoni vice-direttore scientifico del Centro Nazionale per la Malattia di Alzheimer e le Malattie Psichiatriche- I.R.C.C.S. San giovanni di Dio-Fatebenefratelli, Brescia.



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