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Occhio alla Vista
"Io non conto gli anni e, anche se ho perso quasi completamente la vista e l’udito, grazie ai miei eccellenti collaboratori, continuo il mio lavoro a pieno ritmo". Così, candidamente, la prof. Rita Levi Montalcini mi confessò, in un’intervista di alcuni anni or sono, il suo handicap visivo.

Come dire che, anche senza gli organi di senso più importanti per ogni essere umano, si può vivere comunque bene. Ma per la maggior parte delle persone non è così e, anche se un non vedente può affinare gli altri sensi ( come il tatto per esempio ) compensando così parzialmente il deficit visivo, la cecità rappresenta un vero e proprio dramma personale, familiare, sociale.

Tante le cause che possono portare ad un difetto visivo grave. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati dell'Oms, sulla Terra vivono 314 milioni di persone con handicap visivo grave (45 milioni di ciechi, 269 di ipovedenti); che nei Paesi industrializzati per ogni cieco legale ci sono 6 ipovedenti; che in Italia, Paese con oltre 60 milioni di abitanti, l'Istat stima che ci siano 362.000 ciechi e oltre 1.500.000 ipovedenti. A Brescia e provincia, su una popolazione di circa 1.250.000 persone, più di 1.500 sono i ciechi legali e circa 10.000 gli ipovedenti.

Le malattie oculari che determinano ipovisione e cecità sono numerose; la prima causa è la cataratta (39,1%), seguita dai vizi refrattivi non corretti (18,2%), glaucoma (10,1%), degenerazione maculare senile (7,1%), opacità della cornea (4,2%), distacco di retina (3,9%), cecità infantile (3,2%), tracoma (2,9%), oncocerchiasi (0,7%) e altre cause (10,6%). Molte di queste malattie sono strettamente correlate all’invecchiamento come la degenerazione maculare senile che ha colpito la prof.ssa Montalcini in tarda età; la AMD ( age-related macular degeneration) interessa infatti sopratutte persone al di sopra dei 60 anni e rappresenta, nei Paesi economicamente sviluppati, la causa principale di perdita grave della visione centrale (41% dei non vedenti).

La cataratta, malattia che rende opaco il cristallino ( lente naturale contenuta nell’occhio ), rappresenta la prima causa di cecità nel mondo ed è responsabile di circa il 50% di tutte le ipovisioni e colpisce un over 65 ogni 4. In Italia circa 500.000 persone ( dati forniti dalla SOI- Società Oftalmologia Italiana ) ogni anno vengono operate per cataratta.

Il glaucoma, è un’altra importante causa di cecità ( 16% dei non vedenti) soprattutto nei Paesi sviluppati. Nel nostro Paese ne soffrono circa 600.000 persone e ogni anno si registrano 20.000 nuovi casi. Le previsioni statistiche non sono buone: entro il 2030 vi sarà un aumento del 33% dei casi. Il glaucoma viene anche definito “ladro silenzioso della vista” perché si instaura lentamente senza sintomi particolari. Ecco dunque che la prevenzione, correttamente attuata con periodiche visite specialistiche, consente di mantenere sotto controllo la pressione endooculare, allontanando così il pericolo della perdita del visus.

Anche Il distacco di retina può essere causa di ipovisione. La retina, grazie alla sua struttura simile a quella di una pellicola fotosensibile, produce l’immagine che viene trasmessa, attraverso il nervo ottico, alla corteccia cerebrale dove viene interpretata.

In condizioni normali la retina è aderente alla superficie interna dell'occhio mentre, in caso di rottura, si distacca dal tessuto oculare e non è più in grado di offrire al cervello un'immagine adeguata con conseguente riduzione ed offuscamento del visus. Il distacco di retina si verifica di frequente in soggetti di età media e con miopia medio-elevata ed interessa 1 persona su 10.000. Tutte queste gravi patologie oculari hanno in comune molte cause dove la genetica e l’ambiente giocano ruoli di diverso genere e peso nel determinare, con il tempo, una grave diminuzione della vista sino alla cecità.

Imperativo dunque è prevenire! A parte l’impegno personale che ciascuno di noi deve assumere verso la salute dei propri occhi andando periodicamente a controlli specialistici, anche per la vista esiste una Giornata Mondiale dedicata alla sua cura e tutela e la si celebra ogni anno il secondo giovedì di Ottobre. La Giornata è promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ( secondo l'Oms l'85% dei casi di cecità è prevenibile ) e sostenuta dall'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ( IAPB- di cui esiste la Sezione italiana) e dall'Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI).

L'ultima edizione è stata celebrata l'8 ottobre 2009, con controlli oculistici gratuiti ( sulle unità mobili oftalmiche della IAPB- Italia onlus ) in varie piazze d’Italia. In occasione di questa Giornata - sulla scorta dei dati forniti dall'Oms - si è anche messo in evidenza come le donne siano colpite con maggiore frequenza dalla cecità, almeno dopo i 50 anni (26,1 su 45 milioni di non vedenti, pari al 58%), così come dall'ipovisione (176,74 milioni di femmine, pari al 56,3%). Per questo la Giornata Mondiale del 2009 è stata dedicata alle donne che, tra l’altro, svolgono un ruolo particolarmente importante nella prevenzione dei problemi oftalmici dei propri figli.

In studio per parlare delle malattie più frequenti e gravi nel determinismo dell’ipovisione e della cecità, saranno presenti i seguenti relatori:
Prof. Francesco Semeraro, Direttore Divisione Oculistica Universitaria - Azienda Spedali Civili di Brescia
Dott.ssa Paola Danzi - Dirigente Medico Divisione Oculistica Universitaria - Azienda Spedali Civili di Brescia
Prof. Luciano Quaranta –Prof .Associato in Oftalmologia, Univ. degli studi di Brescia, Responsabile USVD "Centro per lo Studio del Glaucoma" - Azienda Spedali Civili di Brescia
Dottor Francesco Morescalchi – Responsabile USVD di "Chirurgia Vitreoretinica" Divisione Oculistica Universitaria - Azienda Spedali Civili di Brescia



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