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Primo: prevenire
La salute è un business, da qualsiasi punto di vista e latitudine la si guardi. Miliardi di valuta pregiata che ruotano vorticosi attorno ad un affare che, con l’allungamento della vita media della popolazione mondiale, promette di diventare di dimensioni gigantesche. Tutte le Aziende del settore ne sono coinvolte: sia quelle che producono medicine alternative che quelle che mettono sul mercato farmaci high tech, scientificamente testati. Ecco perché un serio esame di coscienza dovrebbe essere fatto da chi spinge verso le cure complementari piuttosto che quelle ortodosse e viceversa! Così come da chi continua ad affermare che la medicina orientale è quella che più di altre si interessa alla salute psico-fisica dell’uomo vale a dire al suo benessere globale.

Ma che? Ci siamo forse dimenticati di quello che l’O.M.S. (Organizzazione a tutela della salute di tutti i cittadini del mondo) sostiene da quando si è costituita, il 7 Aprile 1948, e cioè che “la salute non è solo l’assenza di malattia o di infermità, bensì il raggiungimento di un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale“? Come la mettiamo allora? Non volendo considerare le politiche economiche delle Multinazionali del Farmaco (di proporzioni astrali e troppo lontane da noi comuni mortali), parliamo piuttosto di come by-passare l’uso e l’abuso di cure da qualsiasi parte esse vengano proposte. Vale a dire: parliamo di Prevenzione, a cominciare da quella che dovrebbe essere fatta per contrastare il dilagare delle malattie cardio-vascolari, al primo posto come causa di mortalità, morbilità ed invalidità della popolazione adulta di tutto il mondo. Infarto, ictus ed ipertensione sono le malattie dei nostri tempi ed affondano, più di altre, le radici in stili di vita scorretti, soprattutto nello stress che oramai ci interessa tutti, più della globalizzazione stessa.

Fermiamoci dunque un attimo a considerare se è proprio il caso di dar ragione al vecchio adagio che dice che l’uomo spende la prima metà della propria esistenza ad accumulare denaro che poi utilizzerà per curarsi nella vecchiaia, o se è invece possibile ribaltare il concetto. Sicuramente sì può, prendendoci cura di noi stessi, per goderci meglio la vecchiaia e darle così il suo giusto valore. In questo progetto di prevenzione, la buona educazione ed il buon senso del singolo cittadino aiutano ma, da soli, non bastano. Sono piuttosto le Aziende Sanitarie e le Istituzioni tutte che devono promuovere politiche sul territorio per individuare i punti critici della popolazione in termini di abitudini di vita scorrette, di familiarità e di predisposizioni genetiche, percorrendo dunque le vie della corretta prevenzione.

Per quanto riguarda poi l’uso di farmaci, al medico la discrezione di come, quando e se usarli; al cittadino l’opportunità di farsi guidare e curare dalla Scienza Medica, l’ unica basata sull’ evidenza scientifica.

Di prevenzione si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:
In studio:
prof. Maria Lorenza Muiesan, prof. ordinario di Medicina Interna, Clinica Medica, Univ. degli Studi di Brescia, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia;
dott. Andrea Poli, direttore scientifico della Fondazione Italiana per il Cuore e della Nutrition Foundation of Italy;
dott. Achille Farina, dottore in odontoiatria, Consigliere Comunale delegato alla Salute;
in esterni:
dott. Cesare Proto, presidente nazionale della S.I.C.O.A. (Società Italiana di Cardiologia Ospedalità Accreditata), dirigente dell’Unità Operativa Istituto Clinico “S. Anna” di Brescia;
avv. Nini Ferrari, Consigliere Comunale delegato all’Università.



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