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No alle droghe (seconda parte)
Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, nel suo libro "Über Coca" consigliava la cocaina come rimedio di molti mali: dal mal di stomaco alla depressione, dalla cura per la svogliatezza a quella per il morfinismo. Prima di lui, nel 1859, il fisiologo Paolo Mantegazza nella sua pubblicazione "Sulle virtù igieniche e medicinali della coca" parlava della coca come efficace rimedio a disturbi nervosi e sessuali. Alla fine dell’800 le bevande e gli elisir a base di coca erano raccomandati da molti medici come tonici e stimolanti. Risultato: alla fine dell’800 in Europa si registrò una vera e propria epidemia di cocainismo che riempì gli ospedali psichiatrici.

Perché la cocaina fa male? Quali sono i suoi organi bersaglio?
Il prof. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto delle Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano, spiega:
«Non dimentichiamo che la cocaina ha una struttura chimica analoga a quella di altri anestetici locali, quali la lidocaina e la procaina, e la sua conversione alla base libera dà origine al "crack", parola onomatopeica che richiama lo scricchiolio della preparazione della base libera. La differenza è che quando si tira con una narice la coca cloridrato si assumono 25 mg da una parte e 25 mg dall’altra, mentre quando si fuma la base libera si assume una dose che è 10 volte maggiore e che raggiunge quasi immediatamente il cervello, inducendo effetti deleteri sul sistema nervoso, infatti una volta passato il periodo dell’euforia, subentrano forme gravi di depressione. Il principale meccanismo d’azione sembra essere l’inibizione della ricaptazione delle amine simpaticomimetiche, in particolare della dopamina. Inoltre la cocaina fa male al sistema cardio-vascolare perché determina vasocostrizione, tachicardia, ipertensione, tutte condizioni che in particolari situazioni possono dar luogo a infarto miocardico piuttosto che a emorragie cerebrali e soprattutto a quella sindrome, nota come morte improvvisa, che riconosce nella cocaina la sostanza responsabile».

Di droghe in generale, di giovani e di come fare prevenzione nei confronti del dilagare dell’ uso ed abuso di droghe naturali e sintetiche si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:
Nunzia Vallini, Direttore responsabile Teletutto
Prof. Alessandro Padovani, professore Ordinario di Neurologia e direttore Clinica Neurologica, Università degli Studi di Brescia, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia
Prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’A.I.F.A. (Agenzia Italiana del Farmaco)
dall'archivio di Panacea: Prof. Matteo Pacini, specialista in Psichiatria dell’Università di Pisa, presidente per l’Italia dell’Associazione Europea per il trattamento della Dipendenza da Oppiacei , consulente del Centro di Riferimento Alcologico del Lazio presso Azienda Policlinico Umberto I



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