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La Medicina Traslazionale: dal laboratorio al letto del paziente
Il Nobel Rita Levi Montalcini da tempo sostiene il valore della interdisciplinarietà delle scienze e della medicina traslazionale per arrivare alla scoperta di nuove cure e passare così in tempo reale dal campo della ricerca di base a quello della ricerca applicata, con ricadute immediate in campo clinico.
Un pensiero che il Nobel ha sempre trasmesso e continua a trasmette ai giovani ricercatori perché non si scoraggino e continuino i loro studi anche se non incentivati da idonei guadagni e riconoscimenti.

«Quello che manca ancora oggi in Italia» sostiene la prof. Montalcini «è il trasferimento tecnologico dei risultati della conoscenza. Oggi noi produciamo una grande quantità di conoscenza, qualitativamente elevata, ma non siamo in grado di trasformarla in un valore economico e sociale. Sino ad oggi l’industria non ha risposto come doveva all’imperativo di utilizzare al massimo il capitale umano».

Il suggerimento di Rita Levi Montalcini alle Istituzioni è quello di investire nell’innovazione e nel capital venture, parola sconosciuta nel nostro Paese in termini di presa di coscienza dell’esistenza di giovani ricercatori che, osando, portano avanti anche ricerche a rischio.

E in Italia abbiamo valenti giovani disposti ad ogni genere di sacrificio pur di fare ricerche innovative e utili all’ umanità. A Lindau, per il 61 meeting dei Nobel Laureates, erano presenti circa 700 giovani ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo; tra questi anche 11 ricercatori italiani che, come tutti gli altri, sono stati selezionati da rigorose commissioni internazionali per partecipare al Convegno e dialogare e confrontarsi con i più grandi scienziati viventi.

Il primo meeting nella graziosa cittadina tedesca, sul lago di Costanza, fu organizzato nel 1951, dopo la seconda guerra mondiale, per riabilitare il mondo scientifico tedesco agli occhi del mondo. Da allora ad oggi, sono trascorsi 60 anni e i temi dibattuti sono quelli che hanno cambiato le sorti dell’ umanità nei differenti settori: salute, ambiente, energia, commercio internazionale, competitività, mercati del lavoro, innovazioni delle ricerche di base ed applicate.

Il meeting di quest’ anno è stato più che mai all’ insegna dell’interdisciplinarietà con la presenza di 61 “Nobel Laureates” della fisiologia, medicina, fisica e chimica. La prima “lettura“ che ha fatto seguito alla cerimonia inaugurale, è stata tenuta da Ada E. Yonath, premio Nobel per la Chimica nel 2009 per aver mappato a livello atomico i ribosomi, organelli cellulari che forniscono l’ energia agli esseri viventi, con importanti ricadute in campo clinico nella lotta ad agenti patogeni resistenti agli antibiotici.

Tra i Nobel, per l’ Italia, è intervenuto lo scienziato Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica del 1984 che ha tenuto una conferenza sulla Fisica del neutrino e della materia oscura. Val qui la pena di sfatare il mito dello scienziato con la testa perennemente tra le nuvole e con interessi totalmente diversi da quelli dei comuni mortali. Basta seguire i lavori di Lindau, anche per un solo giorno, durante le tavole rotonde e le accese discussioni, per capire che tutta la Scienza che viene trasferita ai giovani, deriva da una profonda conoscenza ed interesse per l’ uomo, per il suo futuro e per quello del mondo. Alcuni esempi assai pratici e di comprensione comune: Harald zur Hausen, infezioni virali e tumore del collo dell’ utero; Haaron Ciechanover, degradazione proteica e terapia su misura; Richard R. Ernst e la risonanza magnetica; Mario Molina ed il buco dell’ ozono; Ghewrard Ertl e la marmitta catalitica, Carlo Rubbia e gli impianti solari termodinamici.

Christian de Duve, classe 1917, premio Nobel per la medicina 1974, ha concluso i lavori con una lettura sulla selezione naturale e sul futuro del mondo ricostruendo i 4 miliardi di anni della storia della vita sulla terra, dalle prime biomolecole alla complessità della mente umana. All’insegna del motto “Educare, Ispirare, Connettere “ si è svolta dunque la settimana della Scienza di Lindau (www.lindau-nobel.org) alla quale ho partecipato come giornalista EUSJA (European Union Scientific Jounalists Association) e durante la quale ho intervistato quattro premi Nobel.

Le interviste, videoregistrate, saranno trasmesse in esclusiva sull’Emittente Teletutto durante le puntate di Panacea che, per la nuova edizione, si presenta ai suoi telespettatori sempre più interattiva e con un’informazione medico-scientifica di alto livello e, sopratutto, di grande utilità per la salute di tutti i cittadini.

Ospiti della prima puntata di Panacea:

Aaron Ciechanover, Premio Nobel per la Chimica 2004;
Renato Dulbecco, Premio Nobel per la medicina 1975;
Silvio Garattini, Direttore e Fondatore dell’Istituto Scientifico “Mario Negri”;
Prof. Filippo De Braud, Direttore della Divisione di Farmacologia Clinica e Nuovi Farmaci – I.E.O. (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano Coordinatore Tavolo Consultazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) - AIFA;
Prof. Sergio Pecorelli, presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Rettore eletto dell’Univ. degli Studi di Brescia.



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