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Virus e tumori
Rita Levi Montalcini, in una lettera scritta dall’America nel 1951 all’adorata sorella gemella Paola, così definiva il cancro: «Prima di tutto il cancro non può essere definito una malattia. Almeno non nel senso che generalmente si dà al termine malattia che significa un processo patologico rapido o lento, reversibile o prevenibile dell’organismo, e non prende in considerazione la causa. Nel caso del cancro, dei due protagonisti, l’aggressore e l’aggredito, l’aggressore è altrettanto interessante quanto l’aggredito. Il cancro è la ribellione di una cellula (che moltiplicandosi ne genera milioni) alle leggi che regolano lo sviluppo e la vitalità di un organismo. E’ la ribellione di satana contro Dio, l’istaurarsi del caos dove prima era l’ordine, la vittoria dell’anarchia sulla legge. E’ un dramma diabolico ed affascinante che ci colpisce molto più di qualunque altro processo vitale perché sconvolge il nostro senso innato dell’ordine e della legge, che è la base dell’universo, come noi lo concepiamo, e della nostra vita di essere sociali» (lettera della prof.ssa Rita Levi Montalcini alla sorella Paola del 10/3/51 riportata nel libro Cantico di una vita, Raffaello Cortina edit.)

Quel pensiero, a distanza di 60 anni e alla luce delle più recenti scoperte, è di un’attualità sconcertante; alcuni virus infatti possono determinare in cellule di tessuti umani una proliferazione continua, una sorta di “immortalizzazione“, primo passo verso la conversione maligna del tessuto colpito.

Dunque oggi satana ha un nome. Anzi, tanti nomi quanti sono i virus, i batteri, i parassiti che giocano un ruolo importante, diretto o indiretto, nel determinismo dei differenti tipi di tumore nell’uomo. allo stato attuale delle conoscenze, si stima che circa il 15%-20% dei tumori umani siano strettamente correlati ad infezioni specifiche. Batteri come l’helicobacter pylori, elminti come lo schistosoma, contribuiscono allo sviluppo del tumore dello stomaco, della vescica, del retto e delle vie biliari.

Ma sono soprattutto i virus i principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori nell’ uomo; basti pensare ai differenti genotipi di papillomavirus umano responsabili del tumore del collo dell’utero, dei tumori ano-genitali, orofaringei e cutanei. Basti pensare ai virus dell’epatite B e C e agli epatocarcinomi ad essi associati. E ancora al virus di Epstein-Barr, già noto dal 1964 come virus tumorale umano, al virus erpetico tipo 8 (hhv-8), al retro-virus t-linfotrofico tipo 1 (htlv-1) e verosimilmente anche i linfomi e le leucemie riconoscono una eziologia virale.

< Harald zur Hausen, Nobel per la Medicina nel 2008 per aver scoperto la relazione esistente tra il virus del papilloma umano e il cancro del collo dell’ utero ( seconda causa più comune di morte per tumore nella donna, dopo quello al seno ) e per aver concepito il primo vaccino anti- tumorale, era presente al meeting dei Nobel Laureates che si è tenuto recentemente a Lindau.

Il Nobel ha tenuto la sua lettura magistrale sulla relazione esistente tra le infezioni e i tumori ( titolo originale dell’ intervento: Human Cancers Linked to Infections ) nella Insenhalle di Lindau, di fronte a circa 700.000 giovani ricercatori pervenuti da ogni parte del mondo nella graziosa località sul lago di Costanza in occasione della sessantesima edizione annuale del meeting dei Nobel Laureates.

L’intervista a Harald zur Hausen, Nobel per la Medicina, sarà trasmessa, in esclusiva su Teletutto, nella puntata che Panacea dedica allo stesso tema e che prevede la partecipazione di:
Prof. Gianpiero Carosi, Direttore della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali, Univ. degli Studi di Brescia e Direttore del Dipartimento Infettivi degli Spedali Civili di Brescia;
Prof. Sergio Pecorelli, Presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Rettore eletto dell’ Univ. degli Studi di Brescia
Dott. Ovidio Brignoli, Vice-presidente S.I.M.G. (Società Medici di Medicina Generale)



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