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Radio Classica Bresciana
DEPRESSIONE ED ADOLESCENZA


Come si puo’ essere depressi in gioventù? Quando davanti c’e’ tutta una vita da vivere e l’ unico pensiero e’ quello di uscire con gli amici e avere in tasca qualche euro per il cinema, una pizza, le sigarette e poi, anche si’, studiare un po’, quel tanto che basta per non avere crediti a settembre? E’ la domanda che sino a qualche anno ci si poneva un po’ tutti. Quando si pensava che la depressione fosse malattia esclusiva dell’ eta’ adulta e che  i disturbi dell’ umore dei giovani fossero di breve durata e fossero  espressione di un generico e quasi fisiologico disagio esistenziale legato all’eta’.  Non e’ cosi’. Alcuni dati per capire la reale dimensione del problema. Statistiche nazionali ed internazionali stimano che la depressione colpisca il 10% degli adolescenti ed il 3% dei bambini al di sotto dei 10 anni d’ eta’.
Il suicidio giovanile e’ in forte ascesa, come appare anche dalle cronache quotidiane. Secondo stime U.S.A., nell’ ultimo decennio sarebbe cresciuto addirittura del 200% con particolare aumento tra i ragazzi tra 10 e 14 anni. Tra i 18 ed i 29 anni, informa l’ ISTAT, la seconda causa di morte in Italia dopo gli incidenti stradali e’ il suicidio. Tra i 15 ed i 19 anni il suicidio uccide piu’ del cancro, della droga, dell’ aids. Il 20% dei ragazzi depressi non diagnosticati e non curati, finiscono preda della droga, non tanto per voglia della trasgressione a tutti i costi, piuttosto per cercare di trovare qualcosa che li liberi immediatamente da quella che viene avvertita come una vera e propria sofferenza fisica e psichica: il male di vivere.
Dove cercare le ragioni di queste tragiche realta’ che vadano oltre la genetica, l’ereditarieta’ e la familiarita’? Sicuramente nella epigenesi. Vale a dire nelle differenti realta’ ambientali che circondano  i nostri ragazzi e che possono favorire l’ epressione genetica del Male Oscuro. Nel periodo adolescenziale le aspirazioni all’ emancipazione della persona si devono coniugare con led importanti modificazioni intervenute nella societa’ e nell’ assetto familiare dei nostri giorni. Molti giovani non sono preparati per affrontare il grande numero di scelte e di stressors che la vita odierna richiede e per loro e’ spesso difficile confrontarsi con le figure dei genitori e con i coetanei, nonche’ con i modelli ideali che la societa’ propone.
Per di piu’ i ragazzi vivono le loro prime esperienze sentimentali e sessuali. A fronte di questa enorme prova da carico emozionale e relazionale e’ facile capire che, se l’organizzazione psichica non ha raggiunto un sufficiente grado di maturazione, il giovane puo’ trovarsi ad affrontare periodi francamente depressivi caratterizzati da pessimismo esasperato, difficolta’ di concentrazione, angoscia, fobie, reazioni anti-sociali di tono aggressivo, ipersonnia, bulimia, sentimenti di inutilita’ e disperazione, tentativi di suicidio spesso esibiti come drammatiche forme di protesta e richiesta di aiuto. Eppure oggi, nel 75%- 80% dei casi, il disturbo iniziale nell’ adolescente non e’ riconosciuto e le sofferenze del giovane sono attribuite al “ disagio adolescenziale” sia da parte dei familiari che degli insegnanti e, spesso, dalla stessa classe medica. Eppure oggi non si e’ piu’ condannati a vivere a vita con la propria depressione. Numerosi studi indicano che , se il trattamento e’ precoce, i giovani rispondono bene e rapidamente ai nuovi farmaci antidepressivi opportunamente integrati da interventi psicoterapeutici ed in alcuni casi, da un sostegno psico-sociale. L’ importante e’ arrivare in tempo!
Come capire se i propri figlioli soffrono di sindrome depressiva? Da quali segnali? Cosa fare ? A chi rivolgersi? Quali sono le Istituzioni atte a tutelare la salute mentale dei nostri ragazzi?
Di tutto questo si parlera’ in trasmissione con i seguenti ospiti:
Prof. Giovanni B. Cassano
Direttore del Dipartimento di Psichatria dell’ Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
Dott.ssa Grazia Rinaldis
Medico di Famiglia
Dott. Carmelo Scarcella
Direttore Generale dell’A.S.L. di Brescia
Prof. Fausto Manara
Prof. di Psichiatria dell’ Univ. degli Studi di Brescia
Direttore del Centro dei Disturbi dell’ Alimentazione dell’ Azienda Ospedaliera “ Spedali Civili “ di Brescia







 

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