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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI


C’è un brano evangelico che aiuta a fare luce sull’atteggiamento rivoluzionario di Gesù rispetto ai bambini.
 "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Mc 9,33-37; cfr. Mt, 18,1-5; Ic 9,46-49).
Ed ancora: “ Gurdatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli. vi dico, infatti, che i loro angeli nel cielo vedono continuamente la faccia del padre mio che e’ nei cieli “ ( Mt-18,10 ).
Gesu’ insomma e’ stato sempre dalla parte dei bambini, questi brani meravigliosi e significativi  ce lo ricordano.  Cosi’ come  un’ altro, forse piu’ conosciuto: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio… e prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva” (Mc 10, 14-16).
Con questa frase Gesù esortava coloro che potremmo definire gli addetti alla sicurezza e all'ordine del tempo, di permettere che i bambini lo circondassero con le loro urla, i loro schiamazzi e la loro gioia di vivere.
Ed i bambini li si vorrebbe sempre poter immaginare cosi’: festosi, gioisi, urlanti.
E invece no. Spesso il silenzio li circonda e parla di morte.
Ogni anno nel mondo muoiono infatti milioni di bambini e, anche se l’ ultimo rapporto UNICEF parla di una diminuzione significativa della mortalita’ negli ultimi 18 anni ( 9,7 milioni di oggi contro i 13 milioni del 1990) noi diciamo che “la perdita ogni anno di 9,7 milioni di giovani vite è inaccettabile” . Non bisogna pero’ illudersi ne’ illudere. Il percorso e’ lungo e difficilissimo. Si lavora, si porta aiuto, si va ad insegnare igiene, salute e tecnica sanitaria in posti dove le distanze sono quelle che sono, le guerre fanno parte della quotidianita’ e le insidie hanno mille volti e  la stessa cultura aborigena  e’ spesso contro. Un esempio per tutti: Burkina  Faso e’ un paese dell’ Africa Occidentale dove l’ Aids imperversa e miete vittime soprattutto tra i bambini , i bambini colpiti sono circa 20 mila, di questi solo una cinquantina potra’ accedere ai farmaci: uno ogni 400.
Nella capitale Ouagadougou, presso il  Centro Medico di San Camillo si sta portando avanti un progetto da 5 anni. si chiama progetto Esther ( ensamble pour un solidariete’ therapeutique en reseau ) nato per svolgere attivita’ di formazione per il personale nell’ ambito della prevenzione dell’ infezione da H.I.V. e patologie correlate.Questo progetto prevede un partenariato tra strutture italiane e strutture sanitarie nei paesi a risorse limitate; in tale ambito lavorano insieme la Medicus Mundi Italia, l’ Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia e l’ Universita’ degli Studi di Brescia.Ma per capire bene cosa significhi vivere nel Burkina Faso bisogna sapere che nemmeno loro, nemmeno i cinquanta "privilegiati" che potenzialmente possono accedere ai farmaci, sono certi di potersi curare. Le medicine, infatti, vanno prese in determinati giorni e in determinati orari, ma spesso i bambini sono orfani e non hanno nessuno che si prenda cura di loro . Capita anche che ci sia lo sciroppo, ma non l'acqua per diluirlo, né un frigorifero per conservarlo "Molte persone – ci riferisce un volontario  - abitano nelle campagne e non hanno mezzi di trasporto per giungere con regolarità ai controlli e se si trasferiscono in cerca di aiuto lasciano i campi incolti, perciò il medico pediatra deve spostarsi frequentemente su strade sterrate per visitare e dispensare farmaci. Anche gli esami di laboratorio, persino i più semplici, sono un lusso limitato dalla rarità dei laboratori e dall'insostenibilità dei costi".


Ecco perche’ e’ dura. E’ dura in Burkina Faso come in tutte le altre parti del mondo dove gli aiuti umanitari di Organizzazioni Governative e Non Governative si spingono a portare il loro aiuto fatto di attiva partecipazione, competenza, buona volonta’, e di tanto amore soprattutto verso  bambini innocenti per molti dei quali, ancora oggi, non ci sara’ un futuro.
 Di aiuti umanitari nei paesi flagellati dall’ hiv/aids, tbc, malaria, dalla fame e dalle calamita’ naturali, dalle guerre, si parlera’ in trasmissione con i seguenti ospiti:

Il prof. Francesco Castelli
Presidente della Medicus Mundi Italia, Prof. straordinario della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali dell’ Univ. degli Studi di Bs.
Direttore del dipartimento Materno-Infantile dell’ Univ. degli Studi di Bs.

Il dott. Fabian Shumacher
Pediatra dell’ Ospedale dei Bambini di Bs e Consigliere della Medicus Mundi Italia

Il dott. Fulvio Porta
Pediatra,  Primario dell’ Ospedale dei Bambini di Bs.
Vicepresidente dell'Associazione Italiana di ematologia ed oncologia pediatrica.



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