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Radio Classica Bresciana
LA COMUNICAZIONE TRA PAZIENTE E MEDICO

In tema di corretta informazione e divulgazione medico- scientifica e di quanto essa sia di fondamentale importanza per la tutela della salute di tutti i cittadini, val la pena, in occasione del cinquantenario della fondazione dell’ U.N.A.M.S.I., l’associazione per la comunicazione medico-scientifica, che negli ultimi anni ha aquisito una posizione leader nel panorama dell’informazione sanitaria, ricordarne le origini e la “ mission ”.Cinquant’anni or sono, due medici, uno di Milano, Giuseppe Massa e l’altro di Roma, Alberto Guidetti, che avevano cominciato timidamente a scrivere di medicina per qualche quotidiano, decisero di rendere istituzionale questo loro orientamento per la comunicazione in tema di salute e costituirono quella che è oggi l’associazione leader in questo campo, l’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione che raccoglie gran parte dei giornalisti medici italiani. Fino ad allora, era inconsueto trovare sui giornali notizie di medicina. Uno dei motivi principali era che l’intera classe medica, e in primo luogo i grandi della medicina, i cosiddetti “baroni”, erano contrari a che si parlasse di salute così ampiamente come avviene oggi ed erano asserragliati nella loro torre d’avorio. Parlare di medicina al volgo era una dissacrazione per loro inaccettabile. Oggi basta aprire qualsiasi quotidiano, che si trovano articoli sulle malattie, sulla terapia, sulla prevenzione, sulla riabilitazione, senza contare lo spazio dedicato a problemi politico, sanitari. A quell’epoca, nessun quotidiano aveva, non tanto una redazione, quanto un singolo medico disponibile ogni giorno in redazione per trattare e commentare notizie sulla salute. Per quanto possa sembrare strano, il più grande quotidiano d’Italia, il Corriere della Sera, aveva un consulente medico di alto rango, Mario Musella, che non viveva a Milano bensì a Napoli, dove era il referente per la salute della elite partenopea ed era anche il medico di uno dei più famosi alberghi della città. Altra situazione singolare: il più grande quotidiano di Roma, Il Messaggero, aveva un referente medico, Guido Granata, un pediatra residente a Milano. L’Unamsi avviò un processo di aggiornamento dei medici e di educazione sanitaria per i cittadini che, dopo le iniziali difficoltà causate da ostacoli e opposizioni di vario genere, avrebbe poi acquisito il grande merito di avviare un’opera di informazione medico-scientifica e anche di commenti in tema di salute, con particolare rilevanza sulla prevenzione. In modo particolare, l’Unamsi ha condotto la trasformazione dell’atteggiamento dei medici ostili a trattare in pubblico argomenti di salute, per cui oggi, gli stessi medici, che a suo tempo si opponevano a questo tipo di informazione, non soltanto approvano l’operato dei giornalisti medici e collaborano con loro ma, sono grati al fatto che i cittadini siano diffusamente informati in tema di sanità, il che li rende più responsabili della propria salute e più osservanti delle prescrizioni mediche.Oggi l’Unamsi gestisce corsi di formazione e informazione, aggiornamento e, soprattutto, di educazione sanitaria. Realizza inoltre iniziative per la valorizzazione dei giovani, fatto molto importante per garantire il ricambio generazionale in questo settore chiave della vita di tutti noi. Da cinque anni UNAMSI e’ sul web con un proprio sito: www.medicinaunamsi.it, facilmente accessibile e consultabile , non solo da medici e giornalisti.
Da questo sito il cui logo e’ una chiocciola rossa che invita ad un percorso di lettura di notizie, eventi, personaggi, ricerca ed altro ancora, Panacea ha estrapolato alcuni argomenti d’ attualita’ per parlarne in trasmissione con i seguenti ospiti:

 


Argomenti trattati:
Medical Humanities: dopo l’ era dei miracoli la Medicina verso nuove frontiere
Ospiti in studio:
Dott. Bruno Pieroni, giornalista medico-scientifico, Presidente dell’ Unamsi
Dott. Ovidio Brignoli, medico di medicina generale, vice-presidente della S.I.M.G.
Prof. Umberto Bianchi, prof. di ostetricia e ginecologia alla Facoltà di medicina dell'Università di Medicina dell'Università degli studi di Brescia.



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