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DISLIPIDEMIE e ATEROSCLEROSI

Nuovi venti di innovazione farmacologica vengono dal mondo della ricerca scientifica a spazzar via le grosse nubi che gravano, come fattori di rischio, sulle piu’ importanti malattie dei nostri tempi. E parliamo qui di ipertensione, di ipercolesterolemia, di fumo di sigaretta, di diabete e  di obesita’
La ricerca va avanti, di pari passo con l’ eta’ media dell’ uomo che dunque ha sempre piu’ bisogno di nuovi presidi terapeutici per far fronte alle malattie invalidanti della vecchiaia.
Ci sono, per altro, situazioni organiche che si delineano sin dall’ eta’giovanile anche se poi danno segno di se per lo piu’ in eta’ avanzata. Tra queste spiccano le dislipidemie, vale a dire quel disordine del profilo lipidico che porta ad avere valori completamente alterati dei costituenti grassi del sangue quali il colesterolo e le sue componenti L.D.L. ( low density lipoprotein--colesterolo cattivo), H.D.L. ( high density lipoprotein-colesterolo buono), V.L.D.L.( very low density lipoprotein) e i trigliceridi. Tutte queste sostanze, in particolar modo il colesterolo ldl, se presenti in modo eccessivo nel sangue, favoriscono l’ aterosclerosi delle arterie, grandi e piccole del nostro corpo, con cio’ che ne segue. L’ occlusione improvvisa di un vaso arterioso, sede di una placca arterosclerotica, puo’ infatti essere la causa di un infarto cardiaco ( se il vaso colpito e’ una coronaria), di un ictus cerebrale ( se e’ colpita un’ arteria del cervello ) ed di altre patologie, piu’ o meno gravi ed invalidanti, legate sempre all’ occlusione improvvisa o lenta dei vasi arteriosi.
Dal punto di vista numerico l’ arterosclerosi e le sue complicanze, rappresentano la prima causa di morte e di ricoveri ospedalieri ed hanno un costo umano,sociale ed economico enorme.
Di fronte a questa tragica realta’, la nota positiva e’ che l’ aterosclerosi puo’ essere per larga parte prevenuta ed il controllo del colesterolo ha un ruolo chiave nell’ evitarla.
L’ interesse attorno al colesterolo e’ dunque del tutto comprensibile, soprattutto  se si pensa che il 55% degli italiani tra i 35 ed i 74 anni ha un tasso di colesterolo del sangue superiore ai valori definiti normali ( colesterolo totale pari a 200mg/dl, colesterolo-ldl 130mg/dl, colesterolo-hdl 40 mg/dl nell’ uomo e 50mg/dl nella donna ). Cio’ corrisponde a oltre 15 milioni e mezzo di persone adulte, moltissime delle quali, peraltro, non sanno di essere ipercolesterolemiche. Avere il colesterolo alto infatti non da disturbi e non sempre significa avere una malattia : ma oramai si sa per certo che chi ha il colesterolo alto rischia maggiormente di andare incontro ad un infarto di cuore o a un ictus cerebrale ischemico.
Questi sono i motivi per cui l’ attenzione  nei confronti di questo fattore di rischio e’ in costante aumento, sia da parte di chi ne soffre e vuole essere sempre piu’ e meglio informato, sia da parte dei medici che devono poter disporre di  un ventaglio terapeutico variegato per curare al meglio i loro pazienti, sia da parte delle Istituzioni chiamate a scelte importanti per il Sistema Sanitario Nazionale e sia infine da parte delle case farmaceutiche, alla costante ricerca della molecola high tech che possa colpire il bersaglio  con sempre maggior precisone e dunque con minor effetti collateali e piu’ potenza d’ azione.
Delle dislipidemie e degli altri fattori di rischio alla base delle malattie piu’  invalidanti degli ultimi decenni, parleranno in trasmissione i seguenti relatori:

Prof. Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy e della Fondazione Italiana Per il Cuore
Dott. Alessandro Filippi, medico di famiglia e responsabie dell’ Area Cardiovascolare della S.I.M.G.
Prof. Enrico Agabiti Rosei, direttore della cattedra di Clinica Medica dell’ Univ. degli Studi di Bs, gia’ Presidente della Societa’ Italiana dell’ Ipertensione
Prof. Alberto Zanchetti, direttore del Centro di Fisiologia Clinica ed Ipertensione dell’ Universita’ di Milano, gia’ Presidente dell’ E.S.H. ( European Society of Hypertension)



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