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Le cellule salvavita
Sono trascorsi 40 anni esatti dal primo trapianto di cellule staminali eseguito in America su un bambino votato a morte certa per una grave malattia congenita del sangue. Matthew aveva pochi mesi di vita quando e’ stato operato di trapianto di cellule staminali emopoietiche prelevate dal midollo osseo della sorellina di sei anni. Oggi Matthew ha 40 anni, quattro figli e gode di ottima salute. Artefice e pioniere di quell’intervento che, in seguito, ha cambiato il destino di migliaia di bambini in tutto il mondo, e’ Richard Gatti, della Universita’ della California di Los Angeles.

Il papa’ delle cellule staminali e’ stato di recente in Italia per partecipare ad un Congresso Internazionale organizzato dal dott. Fulvio Porta, della Clinica Pediatrica di Brescia e Segretario del Gruppo Europeo di Trapianto di Midollo Osseo. Dal 1968 ad oggi centinaia di migliaia di persone sono state operate in tutto il mondo. In Europa ogni anno vengono trattate con il trapianto di cellule ematopoietiche circa 30.000 persone tra adulti e bambini. La guarigione definitiva e’ dell’ 80% nei bambini, del 50% negli adulti.

Il prof. Gatti sulle cellule staminali pluripotenti, soprattutto su quelle di provenienza dal midollo osseo e dal cordone ombelicale ha le idee molto chiare e, pur riconoscendo loro un futuro nella rigenerazione dei tessuti danneggiati e/o degenerati, lancia un invito alla pazienza ed alla prudenza. Il prof. Gatti riconosce inoltre alle cellule staminali cordonali un ruolo di mediazione molto importante tra etica e clinica dal momento che consentono di rispettare sia il valore della vita che il diritto dei malati a beneficiare dei progressi della medicina. “Il cordone ombelicale e’ una fonte sicura ed importante di cellule staminali plastiche e versatili, con caratteristiche proprie che le rendono meno aggressive dal punto di vista immunologico nei confronti dell’ ospite, cosa che consente di usare criteri meno restrittivi in termini di compatibilita’ nella selezione dell’ unita’ cordonale rispetto alla scelta di un donatore volontario di midollo. Il problema e’ la quantita’ delle cellule che e’ bassa. In circa 100 ml di sangue aspirato dal cordone sono contenute cellule staminali sufficienti per un trapianto in bambini e giovani adulti sino ad un peso di circa 40-50 kg. Grazie a sofisticate tecniche di laboratorio oggi pero’ le cellule possono essere amplificate, aumentate cioe’ di numero e quindi usate anche per la cura di persone adulte”. La vera differenza tra queste cellule staminali rispetto a tutte le altre e’ nella loro facile reperibilita’; si tratta infatti di utilizzare lo stesso cordone ombelicale che fin dall’ inizio della storia dell’ umanita’ veniva gettato subito dopo il parto perche’ inutile. Oggi il cordone ombelicale puo’ essere conservato in “banche private” o donato a “banche pubbliche”, a seconda della legislazione dei differenti Paesi ed essere impiegato sia come riserva di cellule per la salute futura dei figli, sia ,in caso di compatibilita’, per trapianti a terzi. In Italia e’ lecita la donazione a banche pubbliche ma non la gestione privata.

Di cellule staminali pluripotenti e del loro utilizzo nella pratica clinica si parlera’ in trasmissione con i seguenti relatori:
Richard Gatti, della Universita’ della California di Los Angeles
Prof. Sergio Barlati, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie dell’Università di Brescia
Dott. Fulvio Porta, Responsabile del Reparto di Oncoematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’Ospedale dei Bambini-Azienda Ospedaliera- Spedali Civili di Brescia.


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