Ascolta Radio Bresciasette
Radio Bresciasette
Ascolta Radio Bresciasette
Radio Classica Bresciana
Il vaccino si tinge di rosa
"Per le ragazze fra 11 e 12 anni, il vaccino contro l’HPV è gratuito. L’ HPV è un virus che puo’ provocare il cancro della cervice uterina. Per questo vaccinarsi è importante."
Questo in sintesi il messaggio lanciato dal Ministero della Salute attraverso uno spot che vede come attrici principali una madre ed una figlia in colloquio confidenziale all’ interno di una macchina. Lo spot fa parte di una vasta campagna di comunicazione voluta dal Ministero per promuovere la campagna vaccinale contro il cancro della cervice uterina. Ed oggi non c’è donna, non c’è mamma che non sappia di cosa si tratti e che non sia disposta a mettere in discussione paure e pregiudizi.

Ha quasi il sapore di un rito, questa vaccinazione ed è forse proprio questo l’ aspetto che emoziona di più i genitori: il prendere atto che la loro bambina è da difendere oggi da mali che potrebbero insidiare il suo futuro; tra questi il cancro del collo dell’ utero che è il primo tumore riconosciuto dall’ O.M.S. come totalmente riconducibile ad una infezione e che rappresenta la seconda causa più comune di morte per tumore, tra le giovani donne nel mondo, dopo il tumore al seno.

Ogni anno mezzo milione di donne nel mondo ricevono una diagnosi di cancro del collo dell’utero. Ogni anno più di 280.000 donne muoiono per cancro del collo dell’utero. Ogni giorno in Europa 40 donne muoiono a causa di questa malattia. In Italia, ogni anno, si registrano circa 4.000 nuovi casi nuovi casi e circa 1.700 donne muoiono di questo tumore. Il papilloma virus (HPV) è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina.

Esistono circa 120 genotipi del virus che possono colpire il genere umano. Di questi, il tipo 16 è responsabile di circa il50% dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% ed i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 9% dei condilomi genitali. Quasi tutte le infezioni da HPV sono transitorie e guariscono spontaneamente, senza esiti. In alcun casi si formano alterazioni del tessuto che riveste il collo dell’ utero, le così dette displasie; alcune di queste regrediscono spontaneamente, altre possono evolvere verso il tumore vero e proprio, impiegando circa 10-15 anni. Ecco perché la prevenzione del cervico-carcinoma è basata sui programmi di screening che, evidenziando le lesioni pre-cancerose, consentono di intervenire prima che le stesse si trasformino in lesioni tumorali.

Il Pap test, entrato nell’uso clinico da oltre 40 anni, è l’ unico test di screening approvato in Italia ed è, grazie ad esso, che i casi di mortalità per il cancro del collo dell’ utero sono diminuiti nel nostro Paese cosi’ come in tutti Paesi del mondo che l’ hanno adottato come strumento di screening periodico per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Il vaccino affianca ma non sostituisce il Pap test ed è diretto a bambine tra gli 11 ed i 12 anni. La somministrazione del vaccino, in questa fascia d’ età, è particolarmente vantaggiosa perché induce una efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV che,di norma, si acquisisce dopo l’ inizio dell’ attività sessuale. Il vaccino, offerto gratuitamente dalle ASL ( somministrato per via intramuscolare con una dose iniziale e due richiami entro i sei mesi successivi ) produrrà negli anni, su tutto il territorio Nazionale, una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione. Sono disponibili in commercio due vaccini. Cervarix: vaccino bivalente attivo contro i genotipi 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei casi di cervico-carcinoma. Gardasil: vaccino tetravalente attivo non solo contro i genotipi 16 e 18, ma anche contro i genotipi 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi che rappresentano le malattie sessualmente trasmesse di piu’ frequente riscontro tra la popolazione sessualmente attiva.

La finalità del programma vaccinale è quello di ridurre l’impatto delle infezioni da parte dei genotipi più diffusi,tra quelli oncogeni e non oncogeni, con una diminuzione dell’ incidenza di tumori e patologie dell’ apparato riproduttivo femminile. Si ridurrà cos’ l’ impatto socio-sanitario ed economico di queste patologie ma, soprattutto, tante donne, nel mondo, avranno salva la vita.

Del tumore del collo dell’utero, di come prevenirlo e della vaccinazione anti-papillomavirus come novità nella prevenzione “tra limiti ed opportunità” nei Paesi occidentali così come in quelli in via di sviluppo, si parlerà in studio con i seguenti relatori:
Prof. Sergio Pecorelli, prof. Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Cattedra di Ginecologia Oncologica, Univ. Degli studi di Brescia.
Prof. Giampiero Carosi, direttore dell’ istituto delle malattie infettive e tropicali, univ. Degli studi di Brescia.
Dott. Carmelo Scancella, direttore generale dell’ ASL di Brescia
Dott. Annalisa Voltolini, medico-chirurgo, consigliera provinciale, presidente del Comitato per le Pari-Opportunita’ presso l’ Azienda Ospedaliera “ Spedali Civili “ di Brescia.

versione per la stampa