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Radio Classica Bresciana
L'osteoporosi metabolica
Per chi non fosse esperto della materia, una spiegazione va data e subito. Sino a non molti anni fa l’osteoporosi era sinonimo di tre realtà: menopausa, vecchiaia, frattura. Tutte condizioni fisiologiche da accettare come ineluttabili, allora! Oggi si sa che non è più cosi o meglio che non è solo così. L’osteoporosi è, prima di tutto, una malattia metabolica che coivolge tutto l’organismo e l’ osso e tutti gli organi e tessuti con i quali esso è interattivo durante l’arco della vita. Ed è questa la ragione per la quale l’osteoporosi ha coagulato attorno a se, negli ultimi decenni, l’interesse di differenti specialisti: endocrinologi, ginecologi, ortopedici, fisiatri, radiologi, reumatologi. La comprensione delle cause che generano questa malattia si chiariscono ogni giorno di più ed i discorsi che si facevano ieri oggi sono da modificare e così le cure. Si pensi solo al “miracolo“ della t.o.s. (terapia ormonale sostitutiva) che ha regalato alle donne una seconda giovinezza. Solo venti anni fa, la realtà era ben diversa e questi ormoni “artificiali” erano guardati con estremo sospetto dalle donne che dichiaratamente preferivano invecchiare come le loro nonne. Molte le paure, tanta la disinformazione.Oggi l’atteggiamento è cambiato e con esso il futuro delle tante donne che aderiscono alla terapia ormonale sostitutiva. Cosa dire poi della cura delle fratture del collo del femore, tipiche delle persione anziane osteoporotiche, che sino a 20- 30 anni fa rappresentavano l’ anticamera del cimitero? Che oggi lo scenario è cambiato perchè le fratture si operano subito, anche in piena notte, per evitare tutte le complicazioni dovute alla prolungata permanenza a letto. E’ così che tante vite, negli ultimi decenni, sono state salvate. Ed ancora: come si curava una volta l’osteoporosi? Forse non la sicurava affatto perché non le veniva neanche riconosciuta la dignità di malattia. Oggi si sa che l’osso non è un tessuto statico ed immutabile nel tempo, bensì vivo, con i suoi vasi,i suoi nervi, le sue cellule che si fanno e disfano obbedendo ai segnali inviati dai tanti ormoni che regolano l’omeostasi dell’ organismo in fatto di calcio, fosforo e tanti altri microelementi. Dunque: come pensare che le cure o non cure di ieri possano essere le stesse di oggi? Oggi che sappiamo che è possibile interagire con recettori da stimolare o da bloccare e quindi che possiamo interferire con le differenti fasi del rimaneggiamento osseo? Siamo arrivati ad un punto in cui, guardandoci indietro, possiamo veramente affermare che la Medicina, in questi ultimi decenni, ha dato molto all’ uomo, in termini di miglioramento della qualita’ della vita e di vite salvate.

In una rivisitazione di trasmissioni “ antiche “ di Panacea dedicate all’ osteoporosi, con gli ospiti presenti in studio, gli stessi di allora, ripercorreremo i progressi fatti negli ultimi decenni nella comprensione e cura di questa malattia.
Ospiti di oggi e di ieri:
Prof. Giorgio Brunelli, gia’ direttore della Clinica Ortopedica dell’Univ. degli Studi di Bs.
Prof. Andrea Giustina, endocrinologo, prof. straordinario di Medicina Interna dell’ Univ. degli Studi di Bs. Responsabile del Servizio di Endocrinologia, Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia, presidio ospedaliero di Montichiari
Prof. Umberto Omodei, Responsabile del Centro della Menopausa Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia

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