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DA ISOLA AL LAGO D'ARNO
Isola (Cevo), metri 886; lago d'Arno, metri 1817

Tempo previsto ore 3


L'esploratore inglese Douglas Freshfield è da annoverare tra i primi cronisti che magnificarono le bellezze del lago d'Arno e del paesaggio nel quale è placidamente inserito. Nel suo introvabile libro" Le Alpi italiane" (Londra 1872), cosi introduce la descrizione del nostro lago "... Un lungo e calmo lenzuolo d'acqua scura si estendeva a perdita d'occhio fra i nudi fianchi del monte, rotti solo qua e là da qualche vecchio e contorto pino solitario".

Oggi il lago d'Arno, pur presentandosi diverso da come apparve circa 130 anni fa, agli occhi di Freshfield (a seguito della costruzione della diga, avvenuta nel primo decennio del secolo scorso, il lago è aumentato di livello e si è molto espanso), ha mantenuto intatto il suo fascino e la capacità di stupire.

La gita si svolge su una mulattiera ben agibile ma in salita continua. L'accesso. A Cedegolo in valle Camonica si prende destra per Fresine e da questa in breve si scende a Isola (frazione di Cevo) dove si lascia l'auto. Una curiosità; a Isola il sole cessa di apparire ai Morti e ritorna ad illuminare la banderuola del campanile della locale chiesetta, intorno al 20 febbraio dell'anno successivo.

Si inizia a camminare dai pressi della centrale idroelettrica seguendo la mulattiera che si inoltra verso il torrente Poia costeggiata da vecchi muretti a secco. Aggirata poi un stretta curva a gomito si prende a salire verso destra per toccare , poco sopra una baita posta in un piccolo e scosceso rettangolo di prato. Si entra nel bosco e passo passo si continua a salire; l'ascesa è lunga e la pendenza del tracciato non molla mai.

Molto in alto (dopo - più o meno - un paio di ore di cammino) si interseca l'itinerario che perviene dalla Rasega; seguendo quest'ultimo verso destra, in breve, si giunge in vista della diga e delle contigue palazzine dei guardiani; ancora uno strappo ed ecco il tranquillo distendersi del lago che si incunea a forma di fiordo verso il fondo della valle.

Qui si aprono interessanti possibilità di potere continuare l'escursione; nel qual caso ci si può tranquillamente affidarsi alle indicazioni riportate sulle tabelle segnaletiche poste in loco dalle istituzioni camune che operano nel settore della montagna. Seguendo l'antica mulattiera, nota con il nome di "traversera" si può raggiungere il Passo di Campo, storico collegamento con la trentina val di Fumo.

Oppure si può scegliere di spingersi verso la testata della val Ghilarda; una larga e pianeggiante mulattiera costeggiante il lago porta alla non lontana centrale idroelettrica di Campellio. Proseguendo si tocca poi l'omonima malga e da qui proseguendo si può raggiungere Pozza d'Arno, una sottile lama d'acqua adagiata in un'ampia conca di origine glaciale nei cui presi si notano i ruderi dell'omonima malga. L'ambiente è molto pittoresco.


A piedi con Franco Solina
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