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Vivere Sostenibilmente

Ore 10:21 mercoledì, 11 gennaio 2012
Vivere Sostenibilmente
Uno dei piaceri più gratificanti della vita è la tavola, soprattutto quando imbandita a festa e ricca di ogni ben di Dio. Chi di noi non conserva la memoria, antica e recente, di luci, sorrisi, auguri e tanta voglia di convivialità e di gustare, insieme ai propri cari, i piatti tradizionali delle ricorrenze? Natale è forse il periodo più bello dell' anno in cui finalmente siamo più disponibili all' ascolto di noi stessi e degli altri, a donare e a ricevere. Da questa premessa scaturiscono alcune riflessioni che si impongono perché strettamente legate all' attuale periodo storico. La nostre scelte alimentari, anche e soprattutto quelle dei  periodi festivi, dovrebbero essere fatte all' insegna della sostenibilità ambientale perché consumando cibo noi consumiamo una parte dell' ambiente in cui viviamo. Questo pensiero, sino a pochi anni or sono, avrebbe portato a sorridere i più. Oggi no. In una recente intervista ho chiesto a Christian René de Duve, Nobel per la Medicina 1974, cosa pensasse del futuro dell'uomo e di quello della terra." Il futuro dell' uomo è strettamente collegato alle risorse disponibili sulla terra" ha risposto il Nobel " Noi come specie abbiamo avuto un enorme successo, più successo di qualsiasi altra specie. Solo durante la mia vita il numero di uomini si è quadruplicato. Oggi siamo in 10 miliardi di persone a vivere  su un piccolo pianeta con risorse limitate che continuiamo a sfruttare, peraltro inquinandole. Se non metteremo un rimedio raggiungeremo un punto di non ritorno ed allora potremo  soltanto estinguerci!".

L' uomo per vivere deve alimentarsi e allora come provvedere alla nostra sopravvivenza, rispettando il pianeta? Secondo gli esperti, la produzione di cibo industriale è responsabile dal 44 al 57% delle emissioni di Gas Serra a cominciare dalla deforestazione ad uso agricolo (15 -18%), dalle attività agricole ( 11-15% ), dalla lavorazione, imballaggio e trasporto degli alimenti (15- 20%  ) sino alla decomposizione dei residui alimentari organici (3-4%). Secondo il Dipartimento Energia USA, le emissioni di CO2 nel 2010 sono arrivate a 33,5 miliardi di Tonn., +6% rispetto al 2009; oltre la metà delle emissioni sono dovute a Cina e USA. Questo dato è peggiore di quello contemplato nello scenario peggiore previsto per il riscaldamento climatico.

I piccoli contadini da tempo e invano ripetono che la Crisi Climatica è una Crisi Alimentare, che loro sono la soluzione, che l'agricoltura contadina può raffreddare il pianeta, diminuendo del 25% i Gas serra. Di fatto la più importante soluzione per la mitigazione del riscaldamento globale è l'agricoltura sostenibile: lasciar riposare e rifertilizzare la terra, in modo faccia quello che ora, sfruttata e poco fertile, non riesce più a fare, cioè trattenere i Gas Serra. In attesa che i Grandi della terra ( Governi, imprese multinazionali e banche ) decidano per noi e per il destino di Pachamama, come i sud-americani chiamano Madre terra, la massaia deve fare la spesa ogni giorno e, oggi più di ieri, deve anche cercare di far stare insieme la qualità con il prezzo. Lavoro non facile. La dieta mediterranea ancora una volta ci viene in aiuto consigliandoci di consumare più frequentemente proprio quegli alimenti, frutta,ortaggi e pasta che hanno un impatto minore sull' ambiente. Viceversa, gli alimenti ad impronta ecologica più estesa sono quelli per i quali viene raccomandato un consumo meno frequente, carne, pesce, formaggio. Seguendo il modello alimentare mediterraneo proteggeremo noi stessi e i nostri figli lasciando in pari tempo un'impronta ecologica più lieve sul pianeta che ci ospita.
Anche l'attività fisica, come l'alimentazione, gioca un ruolo importante per il nostro benessere e per quello dell' ambiente. J. Kaplan afferma che "Il movimento è lo stato dell'uomo e la base della sua essenza...dal battere delle palpebre alla massima velocità in corsa, nel sonno o nella piena attività, l'uomo è in movimento". Quanto movimento l'uomo deve fare per sentirsi bene e stare in salute? Diecimila passi al giorno: sono questi, passo più, passo meno quelli che gli esperti consigliano per mantenersi  in forma e per stare bene nella versione più olistica del termine,mente,corpo e spirito. Purtroppo solo il 30% della popolazioni socialmente evolute ha un livello di attività sufficiente a mantenere uno stato di salute ed un peso ottimali.

In tutto il mondo l'urbanizzazione e la configurazione di città centrate sull'uso dell'automobile, gli ambienti di lavoro che favoriscono sempre di più lo stile di vita sedentario, unitamente ad Internet che in tempo reale ci collega con tutto il mondo, senza farci fare altro movimento che quello delle nostre dita sul mouse e sulla tastiera, hanno trasformato l' uomo " Tarzan re della jungla " in un bel fannullone che alla liana preferisce di gran lunga il telecomando; con gravi conseguenze per la sua salute e le inevitabili ricadute a livello socio-economico. E' cosa provata dall' evidenza scientifica che l'attività fisica fa bene: fa bene al cuore, ai nostri vasi, al nostro cervello, al nostro umore, alle articolazioni, ai muscoli. Insomma fa bene sempre e alle persone di ogni età: nei bambini promuove uno sviluppo fisico armonico e favorisce la socializzazione, negli adulti diminuisce il rischio di malattie croniche e migliora la salute mentale. Non è mai troppo tardi per iniziare l'attività fisica. Meglio se si comincia  da subito con politiche scolastiche che diano priorità a lezioni di educazione fisica favorendo attività sportive non competitive, potenziando la formazione stessa del personale docente rispetto ai temi dell' attività fisica che va promossa, a prescindere dal livello di capacità individuale. L'attività fisica deve dunque essere rivolta anche ai soggetti più difficili da coinvolgere, per età e/ o per disabilità. Come? Realizzando percorsi pedonali nelle aree verdi e nei parchi naturali, "percorsi vita" come li si chiama oggi; creando infrastrutture per attività ricreative adatte a tutte le esigenze. Dal punto di vista di uno sviluppo sostenibile le città dovrebbero promuovere  modalità attive di spostamento come camminare, andare in bicicletta e utilizzare il trasporto pubblico diminuendo la dipendenza dai veicoli a motore. La pianificazione, la progettazione e la riqualificazione urbanistica sono azioni che possono ulteriormente contribuire a incrementare l'attività fisica con riduzione dell'inquinamento dell'aria e le emissioni dei gas serra, tristemente noti per gli effetti negativi sulla salute. Gli investimenti crescenti, a favore di modalità attive di spostamento, garantiscono maggiori opportunità per una mobilità equa. E anche diversa. A sentire il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama " Entro il 2015 avremo un milione di auto elettriche". I vantaggi? La riduzione della dipendenza dal petrolio e delle emissioni di CO2. Anche in Italia cominciano a proliferare iniziative municipali e dichiarazioni di intenti che vanno in direzione della mobilità elettrica. Di fatto il traffico urbano e i trasporti in genere rappresentano una delle maggiori cause di inquinamento. Si calcola che il 36% delle e missioni di CO2 sia dovuto proprio a questo settore. La rivoluzione elettrica parte da precise indicazioni europee. Nel caso delle emissioni, infatti, l'UE prevede limiti molto chiari di CO2 emessa dalle auto: entro il 2020 queste dovranno scendere a meno di 95gr/km ( attualmente il valore limite previsto dall' UE è pari a 130gr/km).

Di un nuovo modo di intendere la nostra esistenza all' insegna della sostenibilità ambientale, si parlerà in studio con i seguenti relatori:

Prof. Ottavio Di Stefano
Presidente dell' Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Brescia
Vice Presidente del Comitato Etico dell' Azienda Ospedaliera "Spedali Civili " di Brescia

Prof. Maurizio Casasco
Presidente della Federazione Medico-Sportiva Italiana

Prof. Andrea Poli
Direttore Scientifico della Nutrition Foundation  of Italy

Contributo video, con intervento del dott. Giovanni Caprara
Giornalista, Responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera
Presidente U.G.I.S.
 



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