Ascolta Radio Bresciasette
Radio Bresciasette
Ascolta Radio Bresciasette
Radio Classica Bresciana

Addio Dulbecco!

Ore 09:46 mercoledì, 22 febbraio 2012
Addio Dulbecco!
"Si è spento a la Jolla, in California, Renato Dulbecco, biologo medico e genetista italiano, insignito nel 1975 del premio Nobel per la Medicina per la scoperta del meccanismo di azione dei virus tumorali nelle cellule animali. Lo scienziato è morto due giorni prima del suo 98esimo compleanno nella città statunitense in cui viveva da ormai mezzo secolo".
Questa la notizia battuta da tutte le agenzie di stampa del mondo il giorno 20 febbraio.
Lui, il padre del progetto Genoma Umano, se n'è andato discretamente, signorilmente, come ha vissuto, lasciando dietro di se la via spianata alla comprensione e cura di numerose malattie,  soprattutto quelle tumorali.
Panacea si unisce al cordoglio che ha colpito il mondo scientifico internazionale e desidera ricordare il grande scienziato  attraverso le preziose testimonianze da lui lasciate con la partecipazione alle nostre trasmissioni.
Era il 1998 quando il prof. Renato Dulbecco venne a Brescia, presso la sede di Teletutto, con la moglie, guidando personalmente la sua macchina. Aveva allora 84 anni.
Registrammo due puntate, una di seguito all'altra, alla presenza di tanti amici che erano venuti in studio per ascoltarlo dal vivo e che rimasero incantati da quanto diceva e da come lo diceva; semplicemente, come sanno fare solo i "Grandi".
Renato Dulbecco spiegò il progetto Genoma Umano, allora ancora da decriptare, con parole comprensibili anche ad un bambino e lanciò messaggi positivi sulle ricadute che la conoscenza dell' intero patrimonio genetico avrebbe avuto in un  futuro per la cura di numerose malattie ancora senza speranza.
Furono due puntate intense, cariche di emozioni ma anche divertenti, soprattutto quando ci collegammo telefonicamente con la prof. Rita Levi Montalcini.
Ne nacque uno dei colloqui più singolari avuti in una trasmissione televisiva.
Moderati da me, i due illustri personaggi parlarono a lungo delle esperienze vissute insieme durante il periodo degli studi, a Torino, e poi durante gli anni della ricerca in America.
In occasione della scomparsa del prof. Renato Dulbecco, Panacea ripropone alcuni spezzoni delle interviste fatte al Nobel sul progetto Genoma, sulla rivoluzione nel mondo del farmaco e sull'allora nascente terapia genetica. Gli interventi saranno commentati in studio dal
Prof. Pierfranco Spano, prof. di Farmacologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie della Facoltà di Medicina dell' Università di Brescia.


Telefonata integrale della conversazione telefonica tra Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini  1989



Renato Dulbecco:
Ciao Rita.

Rita Levi Montalcini:
Ciao caro. Sono lieta di parlare almeno per telefono con te.

L.M.
Sì, perché non Vi vedete da tempo. So però che il vostro primo incontro risale a tanti anni fa.

Rita Levi Montalcini:
Autunno del 1930.

L.M.
Professoressa, non Le chiedo di dirci quanti anni aveva Lei allora, ma: quanti anni aveva il Professor Dulbecco?

Rita Levi Montalcini:
Sedici anni. E posso anche dire che io, avendo fatto altri studi, ero di 5 anni più anziana di Renato.

L.M.
Allora ci ha detto anche la Sua età, grazie. Dove vi siete incontrati?

Rita Levi Montalcini:
Ci incontrammo come matricole. Tutti e due all'Università di Torino, Facoltà di Medicina. Renato arrivava da Imperia, dove era nato, e subito mi colpì sia perché fisicamente così differente, diciamo in bene, da tutto il resto delle matricole; poi per la sua personalità molto silenziosa. Era un giovane fuori dal comune anche per l'età, aveva soltanto 16 anni, mentre gli altri ne avevano dai 18 ai 20. Poi, nei mesi successivi, si impose per la sua eccezionale capacità intellettuale. Insomma, primo di tutti sempre, fino al sesto anno. Ci siamo laureati insieme nella stessa sessione, nel 1936.

L.M.
Posso dire io il voto? 110 summa cum laude. Professoressa, mi permetta di riportarla un attimo indietro. Il Professor Dulbecco era estremamente giovane per uno studente universitario: per caso aveva i pantaloni corti?

Rita Levi Montalcini:
Sì.

L.M.
Non fu, per caso, anche questo particolare a colpirla?

Rita Levi Montalcini:
Non so. Da come l'ho descritto, era un bellissimo giovane. Imberbe, con la voce baritonale, che contrastava con la giovinezza del viso e della persona.

L.M.
Dopo la laurea, penso che le vostre carriere si siano divise. Avete poi avuto modo di incontrarvi, dopo le vicissitudini legate alla guerra?

Rita Levi Montalcini:
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'amico Renato fu mandato in Russia e, fortunatamente, è riuscito a sopravvivere. Riportò una ferita, ma tornò vivo in Italia. Io sono stata clandestina. Ho poi lavorato con gli alleati a Firenze. Ci siamo rivisti nel 1945, alla fine della guerra, quando Renato ha accettato la proposta, che gli avevo fatto, di entrare come assistente là dove anche io ero stata presa come assistente, all'Istituto di Anatomia, non perché gli piacesse l'Anatomia, ma perché gli dava modo di dedicare tempo alla Fisica; si era intanto iscritto a Fisica. Da quel periodo, 1945, ci vedevamo molto sovente. Siamo poi partiti insieme, nell'autunno 1947, sulla piccola nave polacca Sobiesky, io invitata a St. Louis e lui da Luria a Bloomington nello Stato dell' Indiana. Insieme facevamo lunghe passeggiate sul ponte parlando del futuro, delle cose che volevamo fare: io alle mie idee sullo sviluppo embrionale e lui alle cellule in vitro per fare un mucchio di cose in fisiologia e medicina. Negli anni successivi ci vedevamo spesso, o a Bloomington dove io andavo a trovarlo, o a St. Louis quando lui veniva da me. Direi che l'affetto c'era dall'inizio, ma l'amicizia è nata e si è consolidata in quel periodo; da quando partimmo insieme, come ho ricordato, sulla nave Sobiesky nell'autunno 1947.

L.M.
Professoressa, il prestigioso riconoscimento che raggiunse il Professor Dulbecco nel 1975 La colse di sorpresa?

Rita Levi Montalcini:
Beh, in un certo senso no. Perché tutti noi avevamo dall'inizio capito che aveva un'eccezionale intelligenza e quindi a lui un riconoscimento era dovuto; non soltanto da noi ma da tutta l'alta sfera scientifica mondiale. Quindi non mi ha colto di sorpresa: era un riconoscimento ben dovuto.

L.M.
La ringrazio, Professoressa. Vorrei che ora fosse il Professor Dulbecco fosse a direLe qualcosa.

Prof. Dulbecco:
Beh, Rita tu sei sempre straordinaria, continui a fare cose magnifiche.

Rita Levi Montalcini:
Ti ringrazio caro.

Prof. Dulbecco:
In tutti i campi, quello è il bello. Non solo nel campo della biologia.

Rita Levi Montalcini:
Ti ringrazio. Dal lato intellettuale comunque sono sempre inferiore a te. Sono molto impegnata sul piano sociale. Renato, spero di vederti presto.

Prof. Dulbecco:
Sì anch'io. Un abbraccio per ora.

Rita Levi Montalcini:
Anche da parte mia, un abbraccio. Grazie. 



< Indietro