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Riflessi di luce

Ore 12:06 lunedì, 23 aprile 2012
Riflessi di luce
Oscar Wilde nel suo De profundis così scrive: " Ho detto nel Dorian Gray, che i grandi delitti del mondo accadono nell'intimo del cervello. Ma non è pure nel cervello che tutto accade? Adesso sappiamo che noi non vediamo con gli occhi, né udiamo con le orecchie. Essi non sono che dei canali per trasmettere con più o meno esattezza le impressioni dei sensi. È dentro il cervello che il papavero è rosso e la mela odora e l'allodola canta".

Dopo oltre cento anni le Neuroscienze confermano il pensiero di Wilde e ci dimostrano che noi non vediamo con gli occhi bensì con la corteccia cerebrale.

Secondo Semir Zeki, pioniere nello studio della funzione visiva del cervello e professore di Neurobiologia e di Neuroestetica presso l'University College di Londra, la visione con le sue aree e vie cerebrali non è un processo passivo ma, al contrario, dinamico e attivo. Il cervello infatti, da tutte le impressioni percettive che arrivano nell'occhio, costruisce il mondo che ci circonda e ci consente di conoscerlo presentandocelo non da semplice cronista ma da vero e proprio artista, con forme e colori.

Ecco perché paesaggi, volti, statue e dipinti ci procurano emozioni e piacere. Ma come avviene tutto questo? Recentemente sono stati individuati i neuroni " specchio", cellule motorie che si attivano sia durante l'esecuzione di movimenti finalizzati, sia osservando simili movimenti eseguiti da altri individui consentendoci così di immedesimarci in ciò che sta provando il soggetto di una raffigurazione artistica sino a portarci ad una imitazione dei gesti, delle azioni raffigurate. Questo è quanto accade in noi quando ammiriamo un' opera d' arte ma anche quando ci relazioniamo, nella vita di tutti i giorni, con le cose e persone attorno a noi.

" L'inferno sono gli altri " ( l'enfer, c'est les autres ) sosteneva Jean-Paul Sartre nel suo dramma " A porte chiuse ", ma non è vero! Perché gli "altri" rappresentano un elemento assolutamente essenziale del nostro stesso io e della nostra stessa consapevolezza. Perché è nei loro volti che possiamo vedere, più o meno fedelmente riprodotta, giorno dopo giorno, l'immagine del nostro stesso volto.

Noi ci specchiamo nel volto di coloro che ci stanno intorno, nel bene e nel male. Ciascuno ci rimanda qualche cosa della nostra immagine e, di conseguenza, ciascuno contribuisce a far sì che noi pensiamo di noi quel che pensiamo e che diventiamo quello che poi effettivamente siamo.

Dunque se è vero che grazie alle Neuroscienze oggi è possibile leggere nell' intimo dell' animo umano, non dobbiamo dimenticare che la nostra finestra sul mondo sono gli occhi che, quando non presentano particolari disturbi visivi, consentono di portare al cervello tutte le informazioni necessarie per creare ed elaborare immagini, memorie, emozioni. Funzioni tanto più preziose quanto più delle stesse si vive. Come accade nelle persone anziane che hanno bisogno di "vedere" il mondo attorno a loro per continuare a gioire e a vivere delle cose belle della vita.

A Panacea per parlare di ipovisione, delle sue cure e degli avanzamenti nel campo delle Neuroscienze per la comprensione dei complessi fenomeni legati alla Visione e alla Immagine, saranno presenti i seguenti relatori:

Prof. Marco Trabucchi
Presidente della Società italiana di Psiocogeriatria

Dott. Roberto Pinelli
Direttore scientifico dell' Istituto Laser Microchirurgia Oculare (ILMO) di Brescia

Dott. Mario Pappagallo

Medico-giornalista scientifico del Corriere della Sera



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