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Elogio della interdisciplinarietà

Ore 18:36 venerdì, 14 dicembre 2012
Elogio della interdisciplinarietà

Foto di Giorgio Brunelli

Rita Levi Montalcini si ritiene da sempre una privilegiata, come donna e come scienziata. "Non ho mai incontrato ostacoli nelle mia vita e nei miei studi, neanche quando, dopo le leggi razziali del 1938, non potendo più uscire da casa, conducevo le mie ricerche di neuroembriologia in un piccolo laboratorio improvvisato nella mia camera da letto a Torino". Furono quelle ricerche che più in là negli anni avrebbero portato Rita Levi Montalcini alla scoperta del N.G.F. (nerve growth factor) e quindi agli onori di Stoccolma".

La professoressa è molto affezionata alla sua scoperta e ci tiene a spiegare che la ricerca iniziata da una singola molecola, ha poi aperto scenari inimmaginabili: oggi infatti gli studi sul fattore di crescita nervoso ed altri neurotrasmettitori ad esso correlati, hanno permesso di capire i complessi aspetti dello sviluppo delle cellule tumorali e la loro interazione con altri sistemi come quello immunitario ed endocrino.

In riferimento al tema dell' ultimo convegno sulla rigenerazione e riparazione del midollo spinale tenutosi presso l' Università degli Studi di Brescia, il Nobel ribadisce il ruolo dell' interdisciplinarietà nei i differenti campi della scienza e spiega: "Per risolvere il grave problema delle lesioni del midollo spinale che colpisce tanti giovani soprattutto in seguito ad incidenti stradali, o sul lavoro o durante attività sportive, oggi esistono tanti filoni di ricerca e di applicazione clinica. Sarà solo in questo modo che si potrà arrivare alla definitiva soluzione di questa grave lesione che porta alla para ed alla tetraplegia".

Tra queste ricerche, Rita Levi Montalcini ricorda quella che il prof. G. Brunelli conduce a Brescia da anni, insieme ad un team multidisciplinare, per ripristinare il contatto tra il cervello ed i muscoli degli arti inferiori, attraverso la connessione diretta dei prolungamenti delle cellule cerebrali ( assoni ) ai muscoli paralizzati.

" Il progresso avvenuto in questi ultimi decenni" spiega " è dipeso proprio dal fatto che le aree di ricerca sul sistema nervoso, in passato indipendenti l'una dall'altra, oggi si sono fuse ed hanno dato origine ad una nuova disciplina, nota come Neuroscienze. Un tempo gli anatomici, i fisiologi, i neurologi consideravano il sistema nervoso quasi una loro proprietà. Oggi fortunatamente non è più così e, cadute le barriere, ogni esperto può avere ingresso in questo campo. Informatici, fisici, matematici, immunologi, clinici e chirurghi di differente estrazione, stanno portando in questi ultimi anni contributi decisivi alla comprensione del sistema nervoso centrale e delle sue innumerevoli funzioni. Io spero che nei prossimi decenni si possa passare in tempo reale dal campo della ricerca di base a quella della ricerca applicata con ricadute immediate in campo clinico".

Il Nobel si esprime con forza e sentimento ed utilizza termini quali, amore, passione, seduzione, per parlare del fascino che la scienza, in particolar modo le Neuroscienze, hanno sempre esercitato su di lei. Un messaggio che la prof.ssa Rita Levi Montalcini trasmette ai giovani ricercatori perchè non si scoraggino e continuino i loro studi anche se non incentivati da idonei guadagni e riconoscimenti.

"Quello che manca ancora oggi in Italia" sostiene la prof. Montalcini "è il trasferimento tecnologico dei risultati della conoscenza. Oggi noi produciamo una grande quantità di conoscenza, qualitativamente elevata, ma non siamo in grado di trasformarla in un valore economico e sociale. Manca dunque un percorso che faciliti lo sfruttamento economico delle scoperte. Sino ad oggi l'industria non ha risposto come doveva all'imperativo di utilizzare al massimo il capitale umano".

In attesa dunque che la ricerca anche da noi venga considerata una risorsa e non un costo, il suggerimento di Rita Levi Montalcini è quello di investire nell'innovazione e nel "capital venture". Parola sconosciuta nel nostro Paese in termini di presa di coscienza dell'esistenza di giovani ricercatori che osando portano avanti ricerche a rischio.

E chissà. Può darsi che domani la guarigione di tante gravi malattie, come quelle delle lesioni midollari, oggi senza possibilità di cura, possa venire proprio da loro.

Ospiti di Panacea per parlare del valore della interdisciplinarietà e traslazionalità della ricerca medico-scientifica

In studio:

Prof. Giorgio Brunelli
Studioso di Neuroscienze
Fondatore e Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale O.N.L.U.S.

Prof. PierFranco Spano
Prof. di Farmacologia-Università degli Studi di Brescia

Contributi esterni
Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina 1986
Aaron Ciechanover , Premio Nobel per la Chimica 2004



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