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Chirurgia Pediatrica Oggi

Ore 19:44 martedì, 12 marzo 2013
Chirurgia Pediatrica Oggi
La U.O. di Chirurgia Pediatrica di Brescia è sede della Cattedra di Chirurgia Pediatrica e della Scuola di Specializzazione di Chirurgia Pediatrica dell'Università degli Studi di Brescia; il reparto è uno dei pochi centri pediatrici nazionali ed esteri che trattano pazienti dai 0 ai 17 anni di età. Nel suo ambito si identificano le seguenti specialità:
- Chirurgia del Fegato e delle vie Biliari (Centro di riferimento nazionale per la diagnosi e la cura delle epatopatie infantili chirurgiche)
- Chirurgia dell'apparato digerente ed endoscopia digestiva
- Urologia ed Endoscopia urologica
- Laparoscopia diagnostica ed operativa
- Chirurgia Toracica
- Chirurgia Ricostruttiva Genitale
- Chirurgia Neonatale e Nutrizione Clinica
- Trattamento della Sindrome dell'intestino corto

A leggere le differenti attività svolte, viene da chiedersi come sia possibile che, ancora oggi, ci siano tanti bambini che necessitano di questo genere di cure. I bambini vorremmo solo vederli sorridere o anche piangere per un capriccio, non certo perché ricoverati in una stanzetta d' Ospedale tra flebo, aghi, mascherine e tubi. Eppure l'esperienza enorme della Chirurgia Pediatrica della nostra città ci parla di una casistica importante; casi che richiedono spesso interventi urgenti, complessi e difficili. Fortunatamente la Chirurgia Pediatrica negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante e oggi è in grado di offrire ai suoi piccoli pazienti tecniche chirurgiche mini-invasive, delicati esami endoscopici, moderni impianti di presidi per la nutrizione e trattamenti farmacologici, i più efficaci. Scorrendo i dati statistici riguardanti l'attività della Chirurgia Pediatrica di Brescia non si può fare a meno di pensare che molti neonati sono stati salvati da morte certa decretata dalle differenti indagini diagnostiche eseguite lungo tutto il periodo della gravidanza, ma rifiutata dai genitori. Amore per la vita, speranza, coraggio; sono questi i sentimenti che animano i genitori e il personale medico e infermieristico. E se è vero che anche nell'adulto esistono casi dove la destrezza dell' operatore viene chiamata fortemente in causa, nel mondo bambino queste difficoltà si amplificano a dismisura perché tutto è miniaturizzato e perché le malformazioni, spesso bizzarre, sono incompatibili con la vita; in quei casi i chirurghi devono dare prova di tutto il loro sapere e di tempismo, sia nella diagnosi che nella terapia. Un altro pensiero che si fa strada percorrendo i corridoi del reparto, costellati sulle pareti da immagini di volti sorridenti di bimbi guariti e da disegni tutti colorati, è quello inerente la medicina difensiva, oramai tanto praticata da chirurghi che vogliono tutelarsi da possibili denuncie per eventuali fallimenti dovuti non tanto all' imperizia quanto alle difficoltà reali incontrate sul campo operatorio oppure a fatalità. Nella chirurgia pediatrica questo atteggiamento di difesa non esiste. Tutti per uno e uno per tutti. Questo è il motto che unisce differenti forze e competenze per salvare un piccolo essere che nulla chiede perché nulla sa e nulla può. Insomma tutti optano per una scelta che sa di amore per la vita e dove eventuali pensieri sulle difficoltà e responsabilità lasciano il posto ad un forte senso del dovere che non si pone altre domande che non siano quelle imposte dalla professione e dall' etica medica. Salvare un essere umano che ha un' aspettativa di vita di 70 anni! E le storie di bambini salvati, spesso da morte certa, sarebbero tante e tutte riconducibili ai meravigliosi progressi che la Chirurgia Pediatrica ha fatto in questi ultimi decenni grazie all'instancabile e illuminato operato del compianto prof. Guido Caccia, proseguito poi dal prof. George Ekema. Dal 1980 a oggi, presso la Chirurgia Pediatrica di Brescia, sono stati eseguiti oltre 58.000 interventi, molti dei quali sono stati interventi salvavita; questo perché sempre più sofisticate sono le tecniche diagnostico-terapeutiche che permettono ai bambini di nascere e di vivere, malgrado le malformazioni. Il futuro, che è già presente, si avvarrà sempre di più della chirurgia mini-invasiva effettuata con tecniche laparoscopiche e toracoscopiche.
Nuove sfide si profilano dunque all' orizzonte dei chirurghi pediatrici e riguardano la lotta ai tumori maligni e la possibilità di intervenire sui grandi prematuri. Sfide che richiedono una grande conoscenza e perizia ma anche strumentari particolari basati sull'ottica, sulle microtelecamere e sui monitor. Con vantaggi per tutti ma soprattutto per loro: i malati più piccoli tra i piccoli; a cominciare dal minor traumatismo in sede operatoria e riduzione di possibili aderenze, al minor dolore post- operatorio, a migliori risultati estetici e a riduzione delle complicanze con ridotti tempi di degenza. Il che significa che i bimbi possono tornare a casa più in fretta, con mamma e papà.

Degli sviluppi fatti dalla Chirurgia pediatrica negli ultimi decenni, delle malformazioni e patologie curabili oggi con tecniche chirurgiche all' avanguardia e sempre più mini invasive, del grande lavoro in rete tra le differenti Cliniche Pediatriche, dei diritti del bambino in Ospedale, si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:

Prima Parte
Dott. Raffaele Spiazzi
Direttore Sanitario del Presidio "Ospedale dei Bambini"; di Brescia
Prof. Daniele Alberti
Direttore della Chirurgia Pediatrica Università di Brescia, AO Spedali Civili di Brescia
Prof. George Ekema
Già Direttore della Chirurgia Pediatrica Università di Brescia, AO Spedali Civili di Brescia



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