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Focus Osteoporosi

Ore 16:44 mercoledì, 20 marzo 2013
Focus Osteoporosi
La Moderna Medicina ama dare i nomi alle malattie per inquadrarle e perché in tutto il mondo si utilizzino le stesse definizioni che riconducono spesso alle ragioni della malattia. Tanto per essere chiari, nel corso degli ultimi decenni, quando si è visto che l' allungamento della vita media della popolazione mondiale stava diventando un problema sanitario oltre che sociale e che le fratture diventavano sempre più frequenti proprio per questa ragione, le definizioni date alla fragilità patologica delle ossa furono diverse: ladro silenzioso, malattia pediatrica, malattia del futuro, malattia dalle ossa di carta velina, malattia con troppo poco osso.

Quella che però fu universalmente accettata fu la definizione data alla Consensus Conference del 1993 di Hong-Kong: "Malattia scheletrica a carattere sistemico caratterizzata da bassa massa ossea e deterioramento microarchitetturale del tessuto osseo con conseguente aumento della fragilità ossea e suscettibilità alla frattura". Ancora oggi è questa la definizione che resiste al trascorrere del tempo, anche se numerosi e importanti passi avanti sono stati fatti nella comprensione dei meccanismi fisiopatogenetici della malattia e quindi nella cura della stessa. Ma andiamo per ordine. Sino a non molti anni orsono l'osteoporosi era sinonimo di tre realtà, strettamente dipendenti l' una dall' altra: menopausa, vecchiaia, frattura. Tutte condizioni considerate "fisiologiche" e quindi da accettare come ineluttabili! Oggi si sa che non è più così o meglio che non è solo così. L'osteoporosi è, prima di tutto, una malattia metabolica che coinvolge sì l' osso ma anche tutti gli altri organi e tessuti con i quali esso interagisce durante l'arco della vita. Questa è la ragione per la quale l'osteoporosi oggi ha coagulato attorno a se l'interesse di differenti specialisti: ortopedici, ginecologi, endocrinologi, fisiatri, radiologi, reumatologi. La comprensione delle cause che generano questa malattia si chiariscono ogni giorno di più e i discorsi che si facevano ieri oggi sono da modificare. Così le cure. Si pensi solo al "miracolo" della T.O.S. (terapia ormonale sostitutiva) che ha regalato alle donne una seconda giovinezza. Solo venti anni fa, la realtà era ben diversa e questi ormoni "artificiali" erano guardati con estremo sospetto dalle donne che, dichiaratamente, preferivano invecchiare come le loro nonne. Molte le paure, tanta la disinformazione. Oggi l'atteggiamento è cambiato e con esso la qualità di vita delle tante donne che aderiscono alla terapia ormonale sostitutiva. Cosa dire poi delle fratture del collo del femore che sino a 20- 30 anni fa rappresentavano l' anticamera del cimitero? Che oggi lo scenario è cambiato perchè le fratture si operano subito e i pazienti vengono messi velocemente in piedi. E' così che tante vite, negli ultimi decenni, sono state salvate. E ancora: come si curava una volta l'osteoporosi?

Forse non la si curava affatto perché non le veniva neanche riconosciuta la dignità di malattia. Oggi si sa che l'osso non è un tessuto statico e immutabile nel tempo, bensì vivo, con i suoi vasi, i suoi nervi, le sue cellule che si fanno e disfano obbedendo ai segnali inviati dai tanti ormoni che regolano l'omeostasi dell' organismo in fatto di calcio, fosforo e di tanti altri microelementi. Oggi sappiamo che è possibile, con determinate molecole, interagire con recettori da stimolare o da bloccare, interferendo così con le differenti fasi del rimaneggiamento osseo. Attenzione però! A fronte dei numerosi farmaci oggi in commercio per la cura dell' osteoporosi, sono ancora molte le persone che non hanno accesso gratuito ad una terapia che in media costa 600 euro l' anno! Non è così solo per chi è sottoposto a terapia cronica con cortisone e per chi ha valori della MOC ( mineralometria ossea compiuterizzata) molto compromessi. Si tratta però di casi sporadici e, purtroppo, una rondine non fa primavera; la maggior parte delle persone, le cure se le deve pagare di tasca propria... Ecco perché, nonostante i progressi fatti in campo terapeutico, è necessaria un' attenta partecipazione individuale alla gestione della propria salute e ancora una volta un ruolo di primo piano spetta alla Prevenzione adottando stili di vita corretti ( attività fisica, adeguato apporto di Calcio e vit. D con la dieta, no fumo, no alcol, etc ).

Le implicazioni socio-sanitarie ed economiche delle fratture osteoporotiche sono importanti: tra i soggetti anziani le fratture sono una delle principali cause principali di mortalità e di disabilità. In Italia il 50% delle donne e il 12,5% degli uomini di età maggiore di 50 anni riportano almeno una frattura da fragilità nel corso della propria vita. Ogni anno lo Stato spende circa 1,2 miliardi di euro in conseguenza delle fratture di femore. A livello europeo, invece, l'ammontare globale annuo per la cura di questa patologia si attesta a 36 miliardi di euro. Si stima inoltre che nel 2020 le donne italiane affette da osteoporosi saranno circa 4,7 milioni e che nel 2050 l'osteoporosi costerà all'Europa 76,7 miliardi all'anno. Pertanto, l'orientamento - anche a livello internazionale - è quello di cercare di trattare l'osteoporosi in tempo per ridurre il rischio di frattura, piuttosto che dover poi curare e riabilitare le fratture stesse.

Per queste ragioni e per il complesso quadro clinico, diagnostico, terapeutico che ne consegue, l'O.M.S. ha riconosciuto nell'osteoporosi e nell'insufficienza cerebrale le due malattie più gravi della popolazione anziana ed ha indicato come obiettivi prioritari per raggiungere una vecchiaia serena la lotta al Diabete, alla Obesità, alla Ipercolesterolemia ed alla Osteoporosi, appunto.

Per un approccio a 360° all' Osteoporosi, saranno presenti in studio a panacea, i seguenti ospiti:

Prof. Andrea Giustina
Prof. Ordinario di Endocrinologia, Università degli Studi di Brescia, responsabile del servizio di Endocrinologia, Azienda Ospedaliera " Spedali Civili " di Brescia

Dott. Giulio Lasagna
responsabile dell'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia, sez. 1 dell' Istituto Clinico San Rocco, Gruppo Ospedaliero San Donato, Ome- Brescia

Prof. Umberto Bianchi
già Prof. Ordinario di Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Brescia, consulente a contratto presso l' Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia e Università degli Studi di Brescia

Dott. Andrea Poli
Direttore Scientifico della Nutrition Foundation of Italy



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