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L'Urologia del Nuovo Millennio

Ore 19:44 venerdì, 17 maggio 2013
L'Urologia del Nuovo Millennio
L'aspettativa di vita sta aumentando in tutto il mondo e l'invecchiamento della popolazione è diventato terreno di studio e ricerca per economisti, politici e scienziati che si trovano a dover affrontare nuove soluzioni per arginare i costi sociali, sanitari ed economici di vecchie e nuove malattie.
Se 20 anni or sono le persone al mondo con più di 65 anni erano circa 330 milioni, nel 2040 saranno più di un miliardo su una popolazione mondiale di oltre 9 miliardi di persone. Attualmente il 3% della popolazione europea ha circa 80 anni. Tra i Paesi dell'Unione Europea, l'Italia viene subito dopo la Germania, con gli over 65 che rappresentano il 20,7% del totale dei residenti. Questo è quanto emerge dal quinto Report annuale di ricerca "Essere Anziani oggi", dedicato ai rapporti che intercorrono tra la generazione "matura" e le altre generazioni, sul piano economico, psicologico e culturale. Lo stesso rapporto ci informa che nel 2050 gli ultra 65 enni raggiungeranno il 35% degli abitanti di cui 7-8 milioni avranno più di 80 anni e 2 milioni più di 90 e che gli ultracentenari previsti saranno180.000. Da questi dati si evince che tutti, uomini e donne, dobbiamo realmente organizzarci per affrontare al meglio questo viaggio che si presenta più lungo del previsto e non privo di imprevisti e difficoltà di percorso. I riflettori della scienza medica nell'ultimo ventennio, per varie ragioni, si sono accesi soprattutto per illuminare i bisogni dell'altra metà del cielo, quella rosa; ma anche l' uomo merita la giusta visibilità e tutte le attenzioni del caso perché, paradossalmente, dopo una certa età è più vulnerabile della sua compagna da un punto di vista biologico. E' stato provato, in specie diverse, che se tutti gli individui di sesso maschile potessero vivere abbastanza a lungo in tutti, inevitabilmente, si presenterebbero alcune malattie come l'ipertrofia prostatica benigna. Il che significa che l'età, già di per se, è una delle principali cause di questa come di altre malattie. Anche il cancro prostatico è una patologia che colpisce soprattutto gli uomini d'età superiore ai 50 anni e la sua incidenza è in aumento in tutto il mondo civilizzato. Fattori genetici? Famigliarità? Squilibri ormonali? Abitudini alimentari scorrette? Fumo? Scarsa attività fisica? Sono vari i fattori di rischio chiamati in causa, persino quello di essere celibe piuttosto che coniugato. L'unica arma che la Scienza medica oggi ha a disposizione per proteggere l'uomo dal cancro prostatico è la prevenzione secondaria basata su controlli periodici e sulla ricerca nel sangue dell' antigene prostatico specifico. La diagnosi precoce di questa forma tumorale è infatti la migliore strategia per combatterla al meglio. Ma si organizzano per l' uomo, così come da anni si sta facendo per la donna, adeguate campagne di informazione e prevenzione nei confronti delle malattie che interessano il suo apparato uro-genitale? Vale a dire l' ipertrofia prostatica benigna, il cancro della prostata e quello della vescica, la calcolosi urinaria, per non parlare di altri disturbi molto più frequenti di quanto non si creda, quali l' infertilità e la disfunzione erettile che portano chi ne soffre a vergognarsene e a nasconderli? Come già da tempo accade per tutelare la salute delle donne, è dunque auspicabile che anche per la salute degli uomini vengano avviate campagne di sensibilizzazione per evidenziare l'importanza della prevenzione nei confronti delle malattie tipiche del " genere maschile ".
Degli avanzamenti avvenuti negli ultimi decenni da un punto di vista di prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie tipiche del genere maschile si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:

Prof. Claudio Simeone,
prof. associato di Urologia, Direttore della Scuola di Specialità in Urologia, Università degli Studi di Brescia Dirigente della Clinica Urologica dell' Univ. degli studi di Brescia.

Dott. Alessandro Botturi

Dirigente medico 1 Livello U.O. Clinica Urologica Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia

Dott. Alessandro Antonelli
Dirigente medico 1 Livello U.O. Clinica Urologica Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia

Contributo video del prof. Sergio Cosciani Cunico, già Direttore della Clinica Urologica dell' Univ. degli Studi di Brescia



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